Droga dal Sudamerica alla Bologna bene, fino allo stadio. Arrestato anche capo ultras

Scoperto un giro di droga che arrivava dal Perù e andava a rifornire tutte le piazze di Bologna, dal centro alla periferia. Dodici gli arrestati: tra loro, ai domiciliari, 'Kuscino, alias Gianluca Landi, tra i fondatori dei Mods
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Un gruppo gestiva lo spaccio sia alla ‘Bologna bene‘ sia nelle periferie est e ovest, tra Calderara, Budrio e Borgo Panigale, così come allo stadio Dall’Ara. L’altro gruppo riforniva al dettaglio l’area del centro e le sue piazze. Sono le due organizzazioni finite al centro dell’operazione ‘Nuevo sol‘, eseguita dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Bologna, contro il traffico di droga dal Sudamerica e dal Perù in particolare. Attraverso la Spagna, dove risiedevano i complici albanesi dei due gruppi, la droga (cocaina soprattutto, ma anche hashish e marijuana) arrivava nel mercato emiliano e dunque bolognese.

Dall’alba, su coordinamento del pm Marco Forte e del procuratore Giuseppe Amato, un centinaio di Carabinieri ha eseguito 12 misure cautelari (sei custodie cautelari in carcere, tre arresti domiciliari e tre obblighi di dimora) e 15 perquisizioni tra le province di Bologna e Reggio Emilia. Tutti gli arrestati si trovano in carcere a Bologna e a Modena. Tra le persone finite agli arresti domiciliari c’è anche  Gianluca Landi, 55enne soprannominato ‘Kuscino’ e tra i fondatori dei Mods nella curva rossoblu.

Come si legge nelle carte dell’Arma, tra i principali indagati ci sono il 43enne Claudio Ranko Pawan, considerato al vertice del gruppo delle periferie, arrestato in una comunità di recupero di Reggio Emilia e sul quale gravavano già precedenti di narcotraffico. In questo caso, poteva contare per la redistribuzione della droga sulla madre, la 67enne Marisa Baratti, e sulla compagna 27enne silvia Comparone, a loro volta colpite da misura cautelare. Le due donne, in particolare, si preoccupavano di custodire la droga (soprattutto, la madre metteva a disposizione locali ad hoc). Ma è dall’elenco dei ‘cavalli’, coloro che smerciavano le sostanze ai livelli inferiori dopo averle comprate all’ingrosso, che emergono nomi conosciuti in città.

C’è poi il nome di Gianluca Landi, 55enne soprannominato ‘Kuscino’ e tra i fondatori dei Mods nella curva rossoblu, noto anche per aver lavorato nello store del Bologna calcio mentre proprio da qualche giorno era stato ingaggiato dalla Fortitudo basket, neopromossa in serie A. Dello stesso Landi, fra l’altro, si parlò a metà 2017, quando venne assolto, anche se trovato con mezz’etto di cocaina, grazie ad una tesi difensiva che puntava sul ‘consumo di gruppo’.

Tra gli altri soggetti di questo gruppo spunta anche Cristiano Lucchinelli (39enne figlio del motociclista Marco), morto in un incidente stradale nel gennaio di due anni fa. A capo del gruppo che agiva più in centro, tra le piazze più ‘giovani’ che preferiscono hashish e marijuana, a sua volta aiutato dagli albanesi, c’era invece il 49enne Stefano Lepore.

Le indagini, spiegano in conferenza stampa il comandante provinciale Pierluigi Solazzo e i suoi uomini, sono state molto complesse perché gli arrestati usavano spesso alias, parole sottintese e altri escamotage per nascondere le proprie conversazioni. In ogni caso, le intercettazioni ambientali e veicolari hanno consentito di raccogliere elementi più che utili alle indagini, fino agli arresti chiesti dalla Procura e concessi dal gip Francesca Zavaglia.

L’inchiesta è iniziata nella seconda metà del 2016 dopo che un 35enne bolognese, prima di partire per un viaggio in Francia con l’obiettivo di cambiare vita, si è fermato in una stazione dei Carabinieri in Liguria per ‘vuotare il sacco’.

Infatti, lo stesso aveva frequentato la comunità terapeutica La Rupe, di Sasso Marconi, proprio insieme a Pawan, per cercare di disintossicarsi dalla cocaina. Tra gli arrestati risulta anche Natale Barca, 60enne, che il 3 febbraio 2017 venne individuato ad Altedo in possesso, oltre che di alcune dosi di cocaina, di una pistola semiautomatica Beretta 7,65, risultata rubata, oltre a numerose munizioni. Sarebbe servita a commettere un omicidio di un acquirente, è emerso, che non pagava i propri debiti nonostante vari ‘avvertimenti’.

 

SEQUESTRATI 1.100 CHILI A PAWAN, PURA AL 65%

Oltre una tonnellata di droga, soprattutto cocaina ma anche hashish e marijuana: nel dettaglio dei principali blitz eseguiti nel corso dell’inchiesta ‘Neuvo sol’, sono stati sequestrati 1.100 chili di cocaina a Claudio Ranko Pawan (al quale è stato trovato anche mezzo chilo di marjiuana), alla madre Marisa Baratti e alla compagna Silvia Comparone, che si occupavano degli ‘affari’ mentre Pawan era in comunità di recupero.

A Gianluca Landi ‘Kushino’ sono stati sequestrati 60 grammi di cocaina (l’accusa è che la vendesse in buona parte tra gli ambienti dello stadio), a Cristian Cotti di Budrio 15 grammi di cocaina, ad Andrea Bonura di Bologna 550 grammi di marijuana e 65 di cocaina, a David Turcato di Brescia 180 grammi di hashish e 10 di cocaina.

In particolare, è stato ricostruito come Pawan si procurasse fino a 10 chili di droga ogni due settimane, più o meno, rivendendola a 40.000 euro al chilo. La ‘coca’ aveva un principio attivo del 65%, “da tagliare ancora tre o quattro volte”, puntualizzano i Carabinieri.

La Dda di Bologna, a proposito di altre inchieste su Pawan, aveva ricostruito il modus operandi impiegato per trasferire gli stupefacenti in Italia, sia in forma liquida, all’interno di bottiglie di liquore, sia in pasta o in polvere, sfruttando i tubetti di pomate oppure i più classici doppifondi delle valigie.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

3 Aprile 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»