L’Aquila, a dieci anni dal terremoto splendidi edifici e ancora macerie

Finora spesi 1,5 miliardi di euro. Nel 2019 prevista la riconsegna di Santa Maria del Soccorso, del Teatro San Filippo, di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno
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L’AQUILA – Il 6 aprile del 2009 alle 3.32 una scossa di magnitudo 6.3 sveglio’ L’Aquila cambiando per sempre la storia della città. Pochi secondi bastarono a devastare il capoluogo d’Abruzzo, causando 309 vittime. A dieci anni dal tragico evento che provocò la distruzione e/o il danneggiamento, oltre che di edifici privati, anche di buona parte del patrimonio culturale della città, molti sono gli splendidi edifici storici che sono tornati all’antico splendore.

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Tra questi le celebri Basiliche di Santa Maria di Collemaggio e di San Bernardino, la Fontana delle 99 Cannelle e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, la cui cupola ferita divenne il simbolo del sisma del 2009. E ancora la chiesa di San Pietro Apostolo a Onna, l’ex mattatoio diventato Munda (Museo Nazionale d’Abruzzo), la Chiesa di San Giuseppe dei Minimi, la Fontana Luminosa; mentre restano ancora tristemente ferite la Chiesa di Santa Maria di Paganica e il Duomo, rimaste esattamente come 10 anni fa.

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Secondo i dati di uno studio realizzato dal Cnr nelle settimane immediatamente successive al 6 aprile 2009, il terremoto compromise il 77% del patrimonio culturale (di cui il 51% completamente inagibile), distribuito su un territorio comprendeva il 23% dell’intero Abruzzo, e che, dopo il terremoto del centro Italia del 2016, si e’ ulteriormente espanso.

IL PATRIMONIO CULTURALE DELL’AQUILA

La città capoluogo d’Abruzzo si compone di un grande centro storico e 60 frazioni, a cui si sommano altri 56 comuni con oltre 250 frazioni, e vanta un prezioso patrimonio culturale diffuso, fatto di chiese, santuari, abbazie, castelli, palazzi, ville e aree archeologiche (come Amiternum, Forcona, Peltuinum, Castel di Ieri, Fossa).

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Sono 942 gli edifici e siti dichiarati di interesse culturale dalla Soprintendenza dei Beni Culturali della città (675 L’Aquila e frazioni e 267 nel Cratere) a cui si sommano molti altri beni pubblici: palazzi, chiese, monasteri, monumenti, fontane, castelli, torri, mura, porte tutelati per legge, per un totale di almeno 2000 immobili di interesse culturale.

IL LAVORO SVOLTO FINORA

A dieci anni dal terremoto sono oltre 25 i monumenti restaurati in città e nel territorio, 320 gli aggregati approvati (di cui 55 nel cratere), in gran parte ultimati, per un totale di oltre 1.500 milioni di euro di contributi per il patrimonio culturale pubblico e privato della citta’.
Dei 247 interventi programmati dal Segretariato regionale per i Beni culturali, al momento sono stati ultimati poco meno del 50% contro i 116 ancora non avviati e i 19 in corso, per un ammontare complessivo di 226 milioni di euro, a cui hanno contribuito con donazioni anche Paesi esteri (Russia, Francia, Germania e Kazakistan, per un totale di 17 milioni di euro) e numerosi enti e associazioni (per un totale di 11,3 milioni di euro) che hanno permesso di realizzare 21 interventi.
Un lavoro eccezionale quello svolto dagli istituti territoriali del Ministero dei beni culturali, i quali hanno operato in costante sinergia – e in rete con i diversi protagonisti del sistema ‘ricostruzione’ e le comunità locali – per il restauro di monumenti, opere d’arte, aree archeologiche, beni librari ed archivistici, gravemente danneggiati dal sisma.

PROSSIME RIAPERTURE 

Per il decennale del sisma e’ attesa la riapertura di Santa Maria del Soccorso, la chiesa adiacente il cimitero comunale, che tornera’ agibile a fine aprile 2019. Il mese successivo sara’ la volta di San Silvestro, edificio di culto duramente provato dal sisma del 2009, sia negli aspetti strutturali che nella parte decorativa. A giugno 2019 sara’ la volta dell’ex Teatro San Filippo, situato all’interno di una chiesa non piu’ adibita al culto. Con l’arrivo dell’estate a L’Aquila verra’ restituito Palazzo Ardinghelli (tra giugno e luglio 2019), che dovrebbe ospitare una sede del museo Maxxi di Roma. A contribuire al suo restauro sono stati i fondi messi a disposizione del governo russo, che ha dato il proprio supporto anche per la chiesa di San Gregorio Magno, la quale dovrebbe tornare agibile a settembre 2019.

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3 Aprile 2019
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