Torre Maura, il Pd di Roma punta il dito contro Salvini e M5s: “Sono responsabili”

"La capitale non può continuare ad essere guidata da un Sindaco e una giunta ridotti a comparse e sempre più prigionieri delle iniziative del ministro dell’interno"
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ROMA – “Condanniamo e stigmatizziamo i gravi episodi inaccettabili di razzismo accaduti ieri a Torre Maura in VI Municipio. Casapound e Forza Nuova con l’avallo della Lega di Salvini soffiano sul fuoco dell’intolleranza razzista nella nostra città fomentando odio e dando sostegno ai violenti”. Il Pd di Roma, dopo i fatti di Torre Maura, punta compatto il dito sui ‘mandanti’ morali: secondo loro leghisti e pentastellati.

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È “evidente da parte di queste forze politiche, l’uso a scopo elettorale dell’intolleranza, favoriti in questo dall’ennesima prova d’incapacità di governo del M5S che in tre anni è riuscito solo ridurre il sistema di presìdi a salvaguardia della tenuta sociale della nostra Città- scrivono in una nota-. Purtroppo a pagare l’ennesima scelta calata dall’alto, senza un piano organico di condivisione compreso nel contesto sociale e senza il coinvolgimento dei municipi, sono ancora una volta i cittadini e le persone più fragili. A via dei Codirossoni si è evidenziata di nuovo l’inadeguatezza e l’inconsistenza dell’amministrazione Raggi che si abbatte sulla pelle dei cittadini. È un motivo in più per Virginia Raggi a rassegnare le dimissioni. Torre Maura non è un quartiere razzista dove fino a ieri non si erano mai registrati episodi di intolleranza o di violenza. La capitale d’Italia non può continuare ad essere guidata da un Sindaco e una giunta ridotti a comparse e sempre più subalterni e prigionieri delle iniziative del ministro dell’interno che tra un selfie ed un altro, continua a diffondere odio all’interno della nostra società. A chi semina odio e razzismo deve arrivare una risposta forte dalle istituzioni e dai cittadini rafforzando i progetti di inclusione e respingendo chi vuole favorire la marginalità sociale e la negazione elementare dei diritti umani”. 

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3 Aprile 2019
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