Scuola, in Emilia-Romagna è allarme per ‘vuoto’ dirigenti amministrativi: “A settembre può essere paralisi”

I sindacati della scuola lanciano l'allarme: i dirigenti amministrativi delle scuole, a settembre, potrebbero mancare in un caso su due, Complice un concorso indetto dal ministero a giugno in cui potrebbero svettare i neolaureati
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ROMA- Come ogni anno, anche per il prossimo settembre risuona l’allarme sulle complicata se non soffertissima ripartenza delle scuole. Ma stavolta non è per la ‘solita’ preoccupazione dei docenti che devono salire in cattedra. Stavolta a mancare rischiano di essere quelli che le scuole le fanno funzionare. E senza di loro si blocca tutto. Sono i cosiddetti Dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi, ‘braccio destro’ dei presidi e cuore nevralgico della burocrazia di ogni plesso.

Ebbene, a settembre molte scuole potrebbero non avere un Dsga “rischiando così di rimanere paralizzate”. E’ l’allarme lanciato da Flc-Cgil, Cisl scuola e Uil Rua dell’Emilia-Romagna, ieri riuniti a Bologna in assemblea per fare il punto sulla situazione del personale scolastico amministrativo, tecnico e ausiliario. E perchè dietro l’angolo c’è qualcosa in arrivo che tiene sui carboni ardenti i Dsga.

Il concorso e la ‘paura’ dei neolaureati

Si tratta del concorso ordinario indetto dal ministero dell’Istruzione a giugno (la fase preselettiva, ndr) per accedere alla posizione di Direttore dei servizi generali e amministrativi (Dsga). E i vecchi ‘capi amministrazione’ che puntano a superarlo hanno una gran paura di essere battuti da rivali più giovani ed avvantaggiati.

“E’ un concorso aperto a tutti in cui chi è, ad esempio, alla guida di una scuola da 17 o 20 anni si troverà a competere con i neolaureati e la graduatoria finale sarà la stessa, senza tenere conto degli anni di esperienza alle spalle. Insomma, ci hanno tutti buttati nello stesso calderone”, spiega Cristina Vainolo, Dsga facente funzione di Reggio Emilia e dirigente della Cisl Scuola.

Per i vecchi ‘capi amministrazione’ fare un concorso “è più che legittimo perchè è il modo giusto per definire la preparazione del personale”, ma dovrebbe essere differenziato tra categorie di lavoratori e tra chi invece deve ancora entrare nel mondo del lavoro. Anzi, sono gli stessi ‘anziani’ a proporre di affiancare le nuove leve. “Noi che conosciamo bene le dinamiche interne potremo fare una sorta di tutoraggio ai più giovani, che devono essere affiancati”, continua Vainolo.

Tempi troppo stretti: “Con il concorso a giugno, a settembre non si saprà nulla”

Il problema però non è solo di competenze ed esperienza, ma anche di tempistiche ‘troppo strette’. Infatti, “con il concorso a giugno, al quale parteciperanno più di 100.000 persone, sarà impossibile avere dei risultati e delle certezze a settembre“, spiega Liliana Salvo, Dsga facente funzione della provincia di Ravenna ed esponente Cgil. “Visto che non ci saranno vincitori, noi ‘vecchi’ Dsga non accetteremo di continuare a queste condizioni, e in questo modo le scuole saranno completamente paralizzate“, continua Salvo.

Anche se non ci sono numeri certi, in Emilia-Romagna “questo problema lascerebbe scoperto il 30-40% delle 500 scuole che ci sono in Regione”, spiega Monica Ottaviani, della Flc Cgil, che ieri mattina ha incontrato, insieme a una delegazione sindacale congiunta, Stefano Versari, il direttore generale dell’Ufficio regionale scolastico.

“Se serve andremo fino alla Corte europea”

“Gli abbiamo spiegato tutte le nostre necessità e priorità che ha poi rivolto, per informazione, al ministero dell’Istruzione”, continua Ottaviani, aggiungendo che la prossima ‘mossa’ sarà interpellare il Prefetto di Bologna, Patrizia Impresa. Ma se i problemi dovessero continuare “ci rivolgeremo a ogni tipo e grado sia nazionale che appellandoci alla Corte europea, perchè questa è una situazione vergognosa”, avvisa Salvo.

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3 Aprile 2019
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