Cambogia, la rivolta dei contadini contro la multinazionale dello zucchero

ROMA – Migliaia di contadini cambogiani hanno intentato una causa collettiva contro il gruppo thailandese Mitr Phol, che li avrebbe costretti a cedere le loro terre per produrre zucchero da fornire a multinazionali come Coca-Coca o Nestlé.

Dell’azione legale ha riferito questa settimana Inclusive Development International, una ong con base negli Stati Uniti.

Secondo l’organizzazione, si tratterebbe della prima “class action” depositata nei tribunali di Bangkok da parte di cittadini stranieri per abusi commessi da una compagnia thailandese all’estero.

A rappresentare le circa 600 famgilie di agricoltori saranno due cittadini cambogiani, residenti nella provincia di Oddar Meanchey, nel nord-ovest del Paese.

In questa regione, le operazioni di Mitr Phol, il più grande produttore di zucchero in Asia, avrebbero provocato sfollamenti, incendi di case, saccheggi del raccolto e del bestiame e sequestro di terreni legittimamente detenuti da agricoltori locali.

Secondo l’ong, le foreste date in concessione al gruppo, su cui le comunità locali basavano la loro sussistenza, sono state assegnate illegalmente. Chi si è opposto sarebbe stato minacciato, arrestato o imprigionato.

“Mitr Phol è il quarto produttore mondiale di zucchero – sottolinea Inclusive Development International – e fornisce marchi globali come Coca-Cola, Pepsi, Nestlé e Mars”.

3 Aprile 2018
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