Ambiente

Petrolio. Centro olii Val D’Agri, Eni: qualità ambientale ottima

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ROMA – Al Centro oli Val d’Agri (Cova) “lo stato di qualità dell’ambiente, studiato e monitorato in tutte le sue matrici circostanti il Centro Olio, è ottimo secondo gli standard normativi vigenti” e “non ricorrono casi di patologie neoplastiche fra i dipendenti riconducibili ai fattori di rischio occupazionali”. Così Eni in una nota, spiegando che si tratta dei “risultati degli approfondimenti indipendenti commissionati a esperti nazionali e internazionali”.

Eni, fa sapere la nota del ‘Cane a sei zampe’, “appena giunta a conoscenza dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge le attività del Centro Val d’Agri (Cova), avviato dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Potenza, ha ritenuto doveroso condurre una serie di approfondimenti indipendenti e che ne assicurassero un alto livello di terzietà, che consentissero di fornire un quadro quanto più oggettivo e veritiero sullo stato attuale di tutti i profili interessati dall’attività industriale” e precisamente “se le tecnologie in uso presso il COVA rispondano alle Best Available Tecnlogies e se le modalità di gestione operativa siano conformi alle best practice internazionali”. Gli studi, sottolinea Eni, “sono stati commissionati ad esperti di conclamata esperienza professionale ed autorevolezza in campo scientifico sia a livello nazionale che internazionale”. Sempre nell’intento di avere “la reale fotografia della situazione ambientale e sanitaria connessa alle attività del Centro Olio”, gli accertamenti condotti “si basano su dati oggettivi desunti da peculiari e approfondite indagini di campo”.

Queste indagini hanno visto il “monitoraggio e analisi della qualità delle acque per 75 giorni continuativi, 24 ore su 24“, spiega Eni, il “monitoraggio e analisi dei livelli emissivi del Centro Olio per 30 giorni continuativi”, il “monitoraggio e analisi della qualità dell’aria registrata dalla centraline nelle aree esterne al Centro Olio per 28 giorni continuativi, in periodo invernale ed estivo”. Tale monitoraggio “prevede l’utilizzo di centraline indipendenti rispetto a quelle già esistenti dell’Arpab- Agenzia Regionale per la Protezione dell’ Ambiente della Basilicata”. C’è poi il “monitoraggio e analisi della qualità dell’aria mediante tecnologie innovative per emissioni fuggitive lungo il perimetro del Centro Olio mediante radielli e emissioni alla torcia alta mediante utilizzo di un drone sperimentale all’uopo realizzato (in corso di svolgimento)”. Infine, “in coerenza con la volontà di Eni di comprendere la situazione ambientale connessa all’attività del Centro Olio”, gli studi “sono stati tutti in totale trasparenza depositati nel procedimento penale in corso”.

3 aprile 2016
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