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Doria da venerdì in Usa, 6 giorni tra San Francisco e Silicon Valley

GENOVA – Non è solito allontanarsi più di tanto da Genova. Ma questa volta, novello Colombo, il sindaco Marco Doria farà le cose per bene. Sei giorni di visita istituzionale a San Francisco e nel distretto della Silicon Valley per incontrare genovesi e liguri negli Stati Uniti, presentare la città dal punto di vista turistico-culturale e allacciare nuovi rapporti economici con imprese all’avanguardia, soprattutto nel settore tecnologico. Sono questi i principali obiettivi del viaggio organizzato con il Consolato italiano a San Francisco che porterà Doria negli Usa dal 5 all’11 febbraio prossimi, accompagnato dal direttore di Porto Antico spa, Alberto Cappato.
Una vera e propria missione istituzionale per il sindaco della Lanterna, forse la prima se si eccettuano due giorni a Hebron per un incontro di cooperazione con la Palestina e qualche breve visita a Nizza, Marsiglia e Barcellona.

salone nautico genova

“L’Italia- dice il primo cittadino- è un grande Paese fatto di città e parlare di città vuol dire far vedere le qualità e le potenzialità del nostro Paese. Parlando di Genova, parleremo dell’Italia“. Secondo il sindaco la città ha “la necessità di darsi un respiro più ampio: deve affrontare le emergenze quotidiane ma non può limitarsi a queste. Schiacciare l’amministrazione solo sulle necessità di ogni giorno è un errore strategico: bisogna aprirsi e guardare al futuro” (guarda il video).
Per Alberto Cappato l’obiettivo del viaggio è anche quello di iniziare a “comprendere che cosa potrà diventare Genova tra 10-15 anni, come intercettare le prossime evoluzioni del mondo tecnologico e come rendere la città sempre più efficiente ed energicamente sostenibile”. Dal punto di vista turistico, Doria presenterà le offerte della città che si propone sempre più come meta per le visite di stranieri affascinati dall’arte e dalla cultura italiana. “Genova- dice ancora Cappato- è autentica, vera ed è proprio per questo che è amata dai turisti stranieri che la definiscono amazing, confused, attrattiva, storica”.

genovaDoria parte anche con l’obiettivo di “proporre Genova come punto di riferimento per studiosi di dipartimenti di italianistica che vogliano raggiungere il nostro Paese per toccare con mano i Palazzi dei Rolli, le grandi collezioni d’arte e approfondire le conoscenze sul nostro Medioevo e il nostro Rinascimento. E’ arrivato il momento che anche Genova offra le stesse opportunità di altre grandi città d’arte come Roma, Firenze e Venezia”. L’attrattiva culturale, dunque, come via privilegiata per far nascere nuovi rapporti economici.
Infine, il capitolo dedicato alle imprese e alla ricerca. “Si va all’estero per vedere e imparare”, commenta Doria, che incontrerà soprattutto realtà tecnologiche di prim’ordine con il denominatore comune della presenza di esponenti di spicco della comunità italo-americana o di genovesi che lavorano all’estero. Il sindaco cercherà ispirazione per far proseguire la trasformazione della collina degli Erzelli, sulle alture di Sestri ponente, in Parco scientifico-tecnologico come previsto dal progetto originale: “Il modello della Silicon Valley non è certo replicabile- ammette- ma il mio sogno è creare delle piccole basi italiane a Genova per queste grandi aziende protagoniste del mercato tecnologico. Al di là della vertenza dello spostamento della Scuola politecnica della nostra Università, ad Erzelli ci sono molto spazi: è una realtà che va costruita assieme alle aziende che già ci sono (Siemens ed Ericsson) e quelle che ci saranno presto (Esaote)”.

Nell’intensa agenda a stelle e strisce del sindaco è prevista oltre una ventina di incontri, con aziende quali Ibm, Nasa, Ebay, Mobileiron, Pixar, due conferenze all’Università di Berkeley e a quella di San Francisco, tre incontri con associazioni di liguri all’estero tra cui Ligure Club di Oakland in segno di ringraziamento per la raccolta di 5 mila dollari a favore degli alluvionati del 2014 e la visita a due aziende di gestione di rifiuti che operano nell’area di San Francisco e sono state fondate da migranti genovesi.

di Simone D’Ambrosio, giornalista

03 febbraio 2016

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