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DIRE Emilia-Romagna

Aria: l’ozono preoccupa ma nel 2016 calano le polveri sottili


BOLOGNA – Nel 2016 in Emilia-Romagna si è respirata un’aria migliore. Rispetto all’anno precedente, le polveri sottili sono diminuite e anche gli sforamenti sono stati più contenuti che in passato. Continua a preoccupare invece la concentrazione di ozono nei mesi caldi. A certificarlo è l’Arpae, nel report che sintetizza i dati raccolti nel 2016.

L’anno nuovo, però, non è cominciato nel migliore dei modi. Già metà delle centraline antismog ha registrato due sforamenti del limite massimo giornaliero di pm10 nei primi due giorni del 2017. Ieri in particolare i picchi più elevati, a Ferrara (103 microgrammi per metrocubo), Mirandola (97) e Ravenna (91).

Secondo Arpae, in ogni caso, il 2016 è stato un anno positivo dal punto di vista della lotta all’inquinamento. L’anno scorso, le concentrazioni di polveri in Emilia-Romagna sono state inferiori a quelle osservate nel 2015 e tra le più basse di tutta la serie storica (2006-2016), con sole otto stazioni su 43 ad avere superato il valore limite giornaliero di pm10 (50 microgrammi per metrocubo) per oltre 35 giorni (tetto massimo di sforamenti consentito per legge). Nel 2015 erano state 23 stazioni su 43.

Il numero maggiore di superamenti (51) è stato registrato nella stazione di Rimini-Flaminia, seguita da Fiorano modenese (49). Oltre i limiti anche Piacenza-Giordani (45), Castellarano e Reggio Emilia-Timavo (42), Modena-Giardini e Sassuolo (40), Ferrara-Isonzo (36). Entro i 35 giorni di superamento invece tutte le stazioni di Parma, Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna e le restanti di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Rimini. Nel 2015 Parma e Reggio Emilia avevano registrato valori ben più alti, pari a 67 sforamenti.

Ancora meglio la situazione della media annua di pm10 e pm2,5 che nel 2016 è stata sempre inferiore ai limiti di legge in tutte le stazioni che misurano entrambi gli inquinanti (43 stazioni per le polveri sottili e 24 per le ultrafini). Nel 2015 solo una stazione, quella di Besenzone nel piacentino, aveva superato i limiti per le pm2,5.

Continua a preoccupare invece l’ozono. Nel periodo estivo, ovvero tra aprile e settembre, “l’O3 ha superato il valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute in tutte le stazioni che hanno rilevato un numero di dati sufficiente per il calcolo dell’indicatore”. Per quanto riguarda il biossido d’azoto (NO2), in quattro delle 47 stazioni della rete regionale è stato superato nel 2016 il limite della media annua (40 microgrammi per metrocubo): Bologna-Porta San Felice e Fiorano modenese (52), Rimini-Flaminia (44) e Modena-Giardini (42). Nel 2015 risultarono superiori ai limiti cinque stazioni.

I valori degli altri inquinanti (biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio) sono rimasti entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento. Nella media, infine, l’effetto delle condizioni meteo sulla qualità dell’aria.

03 gennaio 2017

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