Emilia Romagna

Referendum, a Bologna 3.000 studenti fuorisede voteranno ‘No’

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BOLOGNA – A Bologna la sinistra e i movimenti portano 3.000 studenti e lavoratori fuori sede a votare per il no. Di questi, 800 sono stati accreditati all’ufficio elettorale come rappresentanti di Sinistra Italiana. “Mai avevamo mai avuto un tale volume di richieste, questo è un grande segnale: gli studenti vogliono con forza poter votare domenica e hanno ben chiaro cosa votare. Un boom di richieste che fa ben sperare il nostro fronte, quello del no”, scrivono in una nota congiunta Fausto Tomei e Valentina Bazzarin di Sinistra Italiana.

Intanto, uno striscione che invita a votare no al referendum di domenica è stato calato questa mattina dalle finestre del Comune di Bologna, in piazza Maggiore. Autori del blitz gli attivisti del collettivo Hobo, che dopo pochi minuti sono stati identificati dai Carabinieri. “Il 4 dicembre diciamo No a Renzie”, recita il lungo lenzuolo calato dalle finestre della Sala d’Ercole fin sul selciato della piazza. In calce allo striscione l’hashtag #NoPd e “C’è chi dice No”, con riferimento alla campagna contro la riforma e alla manifestazione del 27 novembre scorso a Roma.

Una “azione comunicativa”, spiegano i ragazzi del collettivo, che fa seguito a quella di ieri davanti alla sede del Monte dei Paschi in via Rizzoli, contro il decreto Salva banche. Un invito a bocciare la riforma “necessario per mandare a casa il Governo della precarietà, del Jobs act e di una riforma delle pensioni inaccettabile”. Entrato dopo le 11 in Comune, il gruppetto di Hobo (sette o otto attivisti) ha calato lo striscione dalla finestra. Subito sono intervenuti tre agenti della Polizia municipale e due carabinieri per fermare il blitz e accompagnare all’uscita i ragazzi (uno di loro dice di essere stato strattonato). Poi, in piazza, i Carabinieri hanno chiesto i documenti a ognuno dei protagonisti del blitz.

2 dicembre 2016
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