Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

MATERA. MONIER SPA VUOLE CHIUDERE, PROTESTA DAVANTI AI CANCELLI Sindacati di categoria sul piede di guerra dopo le dichiarazioni rilasciate, in sede di Confindustria Basilicata a Matera, dalla società “Monier Spa” circa la volontà di cessare l’attività nello stabilimento di Salandra scalo. I segretari Cosimo Damiano Paolicelli della Feneal Uil, Franco Pantone della Fiat Cisl e Fernando Mega della Fillea Cgil, come riporta il Quotidiano del Sud, hanno tenuto ieri pomeriggio, alle ore 17 presso il municipio di Salandra, un’assemblea pubblica dei lavoratori alla quale hanno partecipato i sindaci dei comuni interessati e l’assessore regionale Raffaele Liberali. In conclusione, i sindacati hanno chiesto ed ottenuto la convocazione in municipio di un tavolo politico in Regione, per conosce le realicause dell’annunciata chiusura. “La società in questione – si legge in una nota sindacale congiunta – opera nel settore dei laterizi in tutto il mondo ed è specializzata nella costruzione di tegole, in Basilicata è presente dal 2000 nello stabilimento di Salandra scalo. Ad oggi le maestranze occupate sono state poste, con accordo regionale siglato ad ottobre 2015, in cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi. Purtroppo, la perdurante crisi del settore delle costruzioni, in modo particolare nella nostra regione e in tutto il sud Italia, ha indotto la società ha fare un clamoroso dietrofront, informandoci che è intenzionata a chiedere la variazione della motivazione di Cassa da crisi a chiusura di stabilimento. Tutto ciò ha generato preoccupazione tra i lavoratori, che sin da ieri stanno scioperando davanti ai cancelli della Monier e dell’intero territorio della Valbasento che si vede ancora una volta depredato, sedotto e abbandonato”.

FIOM: SOLO UN MESE PER SALVARE LA TSW DI CHIUSI Resta meno di un mese per risolvere i problemi della Tsw di Chiusi e dare una speranza ai circa 25 dipendenti in cassa integrazione”. L’allarme viene lanciato dalla Fiom Cgil di Siena. Nata a fine 2012 dalle ceneri di un ramo della Edilcentro di Chiusi e presentata come soluzione occupazionale alla proposta concordataria (poi fallimento) di Edilcentro Servizi, Tuscan Steel Works, totalmente controllata da Invima srl, “aveva proposto – spiega in un comunicato il sindacato – grandi progetti: rilevare le due commesse pubbliche importanti aprendosi al mercato, con prospettive di portare a breve tempo l’organico, che in partenza era di 25 unità, ad almeno 60 lavoratori, proponendosi quindi il riassorbimento di buona parte degli esuberi della precedente gestione”. “Purtroppo, fin da subito – denuncia la Fiom – le promesse sono restate tali: l’azienda è sopravvissuta senza un euro di investimenti da parte della controllante e senza l’arrivo delle liquidità promesse, mettendo in atto accordi capestri con alcuni installatori che anticipavano risorse per l’acquisto di materiali e soprattutto contando sul forte grado di sopportazione dei dipendenti, che hanno continuato a lavorare pur subendo ritardi nei pagamenti degli stipendi e addirittura trovando autonomamente nuovi clienti in una specie di autogestione, vista la mancanza di qualsiasi piano industriale serio”. “Alla fine – prosegue la Fiom – i ritardi nelle operazioni di consegna delle lavorazioni e le alchimie messe in atto per alcuni sub-appalti hanno portato al blocco di alcuni pagamenti, al recesso delle commesse da parte dei committenti, in primis il ministero della Difesa per l’hangar all’interno dell’aeroporto di Pisa, e alla volontà di aziende partners di sciogliere l’Ati (associazione temporanea di impresa) in corso con Tsw”.

LAZIO. CONSORZI DI BONIFICA, SITUAZIONE AL COLLASSO “La situazione nei Consorzi di bonifica precipita. Non si vede la fine di questa vicenda che da oltre un anno ormai va avanti, tra promesse fatte e non mantenute. La vicenda legata a convenzioni mai siglate (dal 2010 al 2014) che ha prodotto un debito fuori bilancio di 40milioni di euro da parte della Regione, ha di fatto messo in stallo le attività dei consorzi che non hanno più soldi per pagare gli stipendi e assicurare la normale attività quotidiana”. Così, in una nota, Eugenio Siracusa, Ermanno Bonardi e Franco Becherelli, segretari di Flaiano Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil. “Neanche la promessa di un contributo di 3,5 milioni di euro a valere sulla convenzione 2015, ancora non firmata, è stata a oggi mantenuta – continuano i sindacalisti -. Il risultato è che nel Consorzio di bonifica di Latina non si pagano gli stipendi da 5 mesi e con dicembre le retribuzioni da saldare arriveranno a 6 per i 130 lavoratori occupati, a Pratica di mare non si pagherà la retribuzione di novembre e neanche quelle future, a Rieti si è cominciato a licenziare il personale e negli altri consorzi la situazione è al limite del tracollo. Tutto ciò nell’assordante silenzio dell’assessore Refrigeri, finito in un ginepraio dal quale non riesce più a uscire. E adesso c’è anche il rischio che i consorzi non possano intervenire in caso di allerta meteo”.

MODENA. IL 3/11 SCIOPERO ALLA KUEHNE NAGEL I 60 addetti della Cfp che lavorano nell’appalto di logistica-facchinaggio presso la Kuehne Nagel di Ubersetto di Formigine hanno deciso stamattina di proclamare il blocco degli straordinari e lo sciopero per l’intera giornata di domani giovedì 3 dicembre, visto il perdurare della mancata o parziale accensione del riscaldamento nei locali di lavoro. L’assemblea sindacale, si legge in una nota stamapa, si è svolta regolarmente all’interno dei locali di Ubersetto di Formigine (la scorsa settimana era stato negato l’ingresso al segretario della Filt/Cgil e l’assemblea si era svolta all’esterno dei cancelli), e, a fronte del persistere del problema già denunciato da settimane, hanno deciso la mobilitazione a cominciare dalla giornata di domani. Il riscaldamento continua infatti a non essere acceso, o acceso in modo assolutamente parziale. Ci sono giorni in cui rimane spento, altri giorni in cui è acceso solo qualche ora (i turni iniziano alle ore 6 e sino alle 20) e solo in alcuni reparti, non in tutto lo stabilimento dove gli addetti si spostano per la movimentazione delle merci. Stamattina, all’inizio del lavoro alle ore 6, la temperatura era di 5°C.

 

2 dicembre 2015
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