Lazio

Terrorismo, irruzione degli agenti in casa: “Ma noi siamo persone normali”

ROMA – Decine di agenti della Digos hanno fatto irruzione lo scorso 16 novembre in un appartamento di Fonte Nuova (Roma) a caccia di bombe, armi ed esplosivo, ma al posto di un agguerrito covo di terroristi si sono trovati davanti ad una famiglia che stava per mettersi a cena. A raccontarlo è stato Davide M., il papà: “Ero da poco tornato a casa, era sera. A un certo punto hanno suonato alla porta. Mia moglie mi ha detto che era la Polizia e che cercavano me”, ha affermato l’uomo ai microfoni della trasmissione ‘Ecg Regione’ condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, emittente dell’università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).

polizia

Davide M. è ancora spaventato per quanto gli è successo: “In casa con me c’erano mia moglie, mia figlia, di sedici anni e mio figlio, di diciannove anni, invalido al 100%- ha detto ancora secondo quanto riportato in un comunicato dell’emittente- Hanno bussato alla mia porta tanti agenti, saranno stati tredici, alcuni in borghese e alcuni in divisa, si sono presentati come la Digos di Roma. C’erano tante macchine con i lampeggianti accesi, per me è stato uno spavento enorme, io sono da sempre incensurato e non ho mai avuto problemi con la legge”.

Ha poi proseguito: “Li ho fatti entrare, ovviamente senza opporre resistenza. Li ho fatti entrare anche se non avevano un mandato perché un decreto legge del 18 febbraio di quest’anno, gliene dava la facoltà. Hanno scambiato la mia famiglia per un covo di terroristi. Prima di sprecare tutti i soldi che ci saranno voluti per questo blitz, però, avrebbero potuto prendere ulteriori informazioni, si capisce chiaramente che la mia è una famiglia normale. Cercavano armi, tritolo, bombe, munizioni. Sono stati per diverse ore a casa mia, poi hanno voluto prelevare me e mio figlio per portarci in Questura”.

Davide M. e suo figlio quindi, racconta ancora il comunicato di Radio Cusano Campus, nonostante la perquisizione avesse dato esito negativo sono stati portati in Questura: “Io e mia moglie abbiano ripetuto tante volte agli agenti che mio figlio, diciannovenne, è invalido al 100% e che io sono il suo tutore legale. Avrei voluto almeno andare nella stessa macchina in cui era lui, ma non ci è stato permesso. Io sono stato portato via in un’auto della Polizia mentre mio figlio è stato condotto da un agente in borghese sulla nostra auto di famiglia e, insieme all’agente, ha raggiunto la Questura con quella, perché volevano controllare se sull’auto ci fosse o meno la presenza di polvere da sparo”. Davide M. è rimasto davvero sconcertato: “Sto cercando di capire cosa posso fare con i miei avvocati, ancora oggi sono allibito. Due incensurati, di cui uno disabile al 100%. trattati come se fossero davvero dei terroristi. In questura sono stato interrogato, mi hanno chiesto se ho mai toccato polvere da sparo, se ho intenzione di arruolarmi in qualche gruppo terroristico, se avevo nascosto qualche munizione da qualche parte. Ma io ovviamente non ho nulla a che fare con tutto questo. Alla fine, quando si sono resi conto di aver preso un abbaglio, alle tre e mezza di mattino, ci hanno chiesto scusa e ci hanno fatto tornare a casa”. Davide M. è ancora spaventato e scosso: “I miei vicini sono rimasti perplessi da tutto quello spiegamento di forze dell’ordine. Alcuni mi guardano strano, altri mi chiamano terrorista e mi ferisce molto questa cosa. Per fortuna non fanno tutti così. Io, invece, di notte mi sveglio ancora con gli incubi. Ora scriverò al ministro Alfano. Vedremo se almeno mi chiederà scusa di persona” conclude la nota.

2 dicembre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»