Costume e Società

Vanessa Redgrave presenta documentario sui migranti e ammonisce: “Siamo tutti in pericolo”

ROMA – L’ottava giornata della Festa del Cinema di Roma vede come protagonista la grande artista Vanessa Redgrave. L’attrice britannica incontrera’ oggi il pubblico della manifestazione e presentera’ il suo primo film da regista. A 80 anni Redgrave passa dietro la macchina da presa per realizzare “Sea Sorrow”, un documentario girato tra i campi profughi di Grecia, Libano e altre parti d’Europa. Un appello alla solidarieta’ per un’artista da sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti civili.

Vanessa Redgrave, una vita in forma d’arte

Un premio Oscar, una Coppa Volpi a Venezia, due Golden Globe, un BAFTA (alla carriera), uno Screen Actors Guild Award, due Emmy, due Prix a Cannes, e tutto questo solo in ambito cinematografico. Ma la carriera di Vanessa Redgrave non si esaurisce solo nei set di illustri registi come Antonioni, Lumet, Zeffirelli e tanti altri. Durante quasi 60 anni di attivita’ l’attrice britannica ha calcato le tavole dei teatri piu’ importanti del mondo, a partire da quelli londinesi, dove ha esordito a soli 20 anni nella prestigiosa compagnia della Royal Shakespeare Company di Stratford-on-Avon. Figlia d’arte, Redgrave dimostra da subito di possedere un innato talento e un’estrema versatilita’, che nella sua lunga carriera teatrale la portano a ricevere due importanti riconoscimenti: un Tony Award e un Olivier Award. Dal teatro al cinema il passo e’ breve e avviene con un esordio strepitoso. Tra i suoi primi film troviamo “Morgan Matto da legare” di Edgar Reisz (con il quale conquista il premio come migliore attrice a Cannes) e l’indimenticabile “Blow up” di Michelangelo Antonioni che la lancia definitivamente nel panorama cinematografico. Seguono tanti altri successi, tra cui “I diavoli” di Ken Russell, “Giulia” di Fred Zinnemann, (con il quale conquistera’ la celebre statuetta dorata degli Academy Award) e “Casa Howard” di Sydney Lumet. Dagli anni ’60 inizia a recitare anche in film per la televisone e serie tv, come “Bella mafia” e il piu’ recente “Woman”, grazie al quale nel 2001 ottiene il Golden Globe per la miglior attrice non protagonista in una serie tv.

“Sea Sorrow” e la questione dei migranti

In conferenza stampa Vanessa Redgrave arriva leggermente in ritardo. Sciarpone al collo, maglia pesante e scarpe da ginnastica, appena entrata nella sala Petrassi si rivolge candida ai giornalisti e in italiano chiede scusa dell’attesa. Tutto l’incontro e’ dedicato al documentario che la vede al suo esordio alla regista, “Sea Sorrow”, nel quale Redgrave ha lavorato per un anno intero girando in diversi paesi, con il desiderio di raccontare il dramma dei migranti. E sulla questione Redgrave non ha dubbi: “Stiamo vivendo un momento delicato per la nostra democrazia. Sia l’Italia, che l’Inghilterra non vogliono aiutare i profughi. Non seguono la legge che dal ‘51 dice che bisogna dare loro aiuto.”. Una critica forte verso i governi europei, di cui l’attrice salva soltanto alcuni esponenti politici, che possono essere definiti “onesti, non nel senso che non rubano, ma nel senso di onesta’ civile”. Tra questi c’e’ la cancelliera Angela Merkel, che Redgrave considera un “esempio forte di onesta’”. “E’ stata la forza dietro la scelta di accogliere un milione di profughi iniziali- afferma convinta Redgrave-. Ora ha dichiarato onestamente di non essere piu’ in grado di fare cio’, ma che per diritto e legge il suo desiderio sarebbe di continuare in questa direzione”.

Redgrave: “Siamo tutti in pericolo”

Redgrave ricorda Alan, il bambino di 3 anni in maglietta rossa, che giaceva senza vita sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, la cui foto ha fatto il giro del mondo. “Dobbiamo ringraziare di aver visto cio’ – ha dichiarato l’attrice- altrimenti nessuno avrebbe saputo. Il crimine sta nel fatto che alla famiglia non fu offerto il biglietto per fare i 4 km che li dividevano dalla Grecia. Tutti hanno trovato cio’ orrendo. Per me e’ stato l’esempio piu’ orrendo d’inumanita’ dei governi dei nostri tempi”. Quindi il monito: “Questa questione ci riguarda tutti. Noi siamo gia’ trattati come i profughi, senza un’appropriata assistenza sanitaria per il popolo, senza il giusto livello d’istruzione, senza che agli anziani sia data la possibilita’ di vivere una vecchiaia dignitosa. Io sto raccontando la storia del mio paese, che e’ anche la storia del vostro paese. Siamo tutti in pericolo”. Un pericolo che Redgrave ha portato sul grande schermo legando i testi di Shakesperare alla questione politica attuale, utilizzando ad esempio il Prospero della “Tempesta”, alla deriva sul suo battello, per rappresentare simbolicamente come un capo di stato possa all’improvviso trasformarsi in un profugo.

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2 novembre 2017
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