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Accento lombardo e voce profonda: Mista Tolu è il rapper ‘stranero’ che si sente a casa in Italia

mista toluROMA – “Quando hanno votato la legge sulla cittadinanza alla Camera e’ stato un momento incredibile, ero veramente emozionato”. Accento lombardo, voce profonda ma squillante, Tommy Kuti – in arte Mista Tolu – e’ uno dei portavoce in musica delle seconde generazioni italiane. Nato in Nigeria e cresciuto fra Castiglione delle Stivierie, provincia di Mantova, e Brescia, a 26 anni compiuti da poco Kuti sta iniziando a raccogliere i frutti di anni di lavoro sotterraneo, spesi fra universita’, locali e studi di registrazione. A portargli notorieta’, paradossalmente, non un brano musicale ma una foto fatta per caso e, come racconta, “diventata virale su internet e sui social network, senza che la gente sapesse veramente cosa c’era dietro”. Potere della rete, che oggi l’artista e produttore sta utilizzando per diffondere la musica di chi, come lui, “non e’ straniero ma solo stra-nero” e, figlio di immigrati, si sente a casa nelle strade di Brescia, Napoli o Palermo. E per raccontare, con ironia, la vita di una generazione “che non e’ seconda a nessuno, ma anzi e’ parte integrante di questo paese”.

Nome di battesimo Tolulope Olabode, da cui il soprannome Tommy e il nome d’arte di Mista (ovvero ‘mister’) Tolu, Kuti arriva in Lombardia a due anni con i genitori, per partire appena finito il liceo. “Ho fatto l’universita’ in Inghilterra“, spiega, “e mio padre insisteva perche’ restassi li’, c’erano piu’ possibilita’, ma ho fatto una pazzia e ho deciso di tornare in Italia”. A richiamarlo, l’idea che nel Belpaese ci fosse molto da fare, “unendo la mia passione musicale con la battaglia per lo ius soli”. Da “Tutti vogliono l’album”, del 2010, a “Afroitaliano”, il prossimo singolo, passando per “No sweet home” del 2012, dedicato a chi cerca una casa attraversando il Mediterraneo, Mista Tolu ha inanellato una serie di riflessioni ironiche su pregiudizi razziali, creativita’, relazioni e impegno sociale. Tutto a ritmo di hip hop, uno stile, dice, “che ha un imperativo: dire le cose come stanno, anche se sono scomode, e quindi parlare di mafia, razzismo, diritti violati, perche’ l’hip hop” – scandisce le parole a ritmo di rap – “e’ proprio questo: di’ quello che pensi!”.

Il Kuti-pensiero e’ racchiuso nei testi, che “usano l’ironia per smontare allarmismi contro-producenti: quelli di chi teme un’invasione che non c’e’ come quelli di chi tende a compatire gli stranieri, pensando che siamo tutti poveri e indifesi”.

“Stranero” ne e’ forse l’esempio migliore, con il suo ritornello “le radici sono in Africa pero’ son cresciuto qua, questa city e’ il mio habitat, ma la gente non lo sa”, e un susseguirsi di rime che attingono al linguaggio di strada del rap a stelle e strisce come all’attualita’ politica italiana. La canzone fa parte di Mancamelanina Mixtape Volume 1, prima raccolta, uscita nella primavera 2015, dell’omonima etichetta discografica lanciata da Kuti a fine 2014 con i colleghi Diss 2 Peace, Yank, Valentino Agunu e Blackson Simpson, “per portare un po’ di melanina nella scena musicale italiana e, perche’ no, un po’ di suoni africani”.”Lo scorso agosto”, racconta Kuti, “mentre tutti i giornali e le TV parlavano di crisi migratoria, mi sono stampato una maglietta con la frase che da’ il titolo al brano, ‘non sono straniero, sono solo stra-nero’, e un amico mi ha fatto una foto, facendola poi circolare su Instagram e Facebook: in pochi giorni migliaia di persone l’hanno condivisa, senza sapere che ero io e che dietro ci fosse una canzone”. Uno spunto, pero’, per trasformare “Stranero” in un singolo, rilanciandolo con un videoclip e dando cosi’ visibilita’ ai progetti di MancamelaninaRecords, un’etichetta che e’ anche “un collettivo di persone diverse che vogliono farsi ascoltare e uno studio di registrazione a disposizione di quei giovani di seconda generazione che, in un mercato musicale elitario come quello italiano, hanno bisogno di spazi e di sostegno per emergere”.

Con “Stranero” nello stereo, Kuti e la sua crew (la ‘squadra’ in gergo hip hop) hanno mille progetti in cantiere. A Novembre Diss 2 Peace dara’ alle stampe un album intitolato appunto “Stranero”, mentre a gennaio sara’ la volta di Mista Tolu, seguito poi dagli altri tre ‘soci’ di Mancamelanina Records. Sforzi solisti che confluiranno, nella primavera 2016, in una nuova raccolta. “L’idea che abbiamo e’ quella di dare una scossa agli italiani, che sembra abbiano smesso di lottare per il loro diritti, mentre noi e prima di noi i nostri genitori, siamo cresciuti combattendo per essere una vita migliore e per essere accettati come siamo, neri e italiani”. Una battaglia che, per Mista Tolu, significa studio, impegno continuo e molta ironia, perche’ “alle volte, di fronte a stereotipi e chiusure, e’ questa l’arma piu’ potente per stimolare una riflessione e smascherare le strumentalizzazioni”. Intanto, per finanziare i lavori dell’etichetta, Mancamelanina ha messo in vendita una maglietta ufficiale, che non smette di circolare.

di Redattore sociale

2 novembre 2015
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