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scientificamente - Gli Speciali di DIRE

Nello Spazio con Nespoli, ecco gli esperimenti di Vita/ ARAMIS

Medicina e tecnologia, biologia e fisica. Sono tanti gli esperimenti di matrice italiana di cui si occupa l’astronauta Paolo Nespoli durante la missione Vita sulla Stazione Spaziale Internazionale. I loro risultati contribuiranno alle cure per numerose patologie, aumenteranno la nostra conoscenza dello Spazio e saranno utili a preparare le missioni di lunga durata del futuro, a partire da quella dell’Uomo su Marte.

L’Agenzia DIRE li racconta, uno per uno, con interviste ai responsabili e visite ai laboratori in cui sono nati.

L’esperimento di cui ci occupiamo questa settimana è Aramis.


Grazie a questo esperimento Paolo Nespoli verificherà una tecnologia di realtà aumentata mai testata prima d’ora nello Spazio. Aramis si basa su una applicazione software installata sull’iPad che Nespoli ha a disposizione a bordo e serve per ridurre il prezioso tempo-astronauta nel compiere diverse operazioni sulla Stazione.

In pratica Nespoli vedrà direttamente sul suo iPad alcune informazioni utili per svolgere i suoi compiti. Al momento gli astronauti invece eseguono le operazioni utilizzando procedure che sono lette tramite un laptop oppure stampate. Con la realtà aumentata c’è la possibilità di fornire informazioni in quantità maggiore e in un modo diverso e più efficace. Questo aspetto sarà utile nei lunghi viaggi spaziali del futuro, dove il controllo da Terra sarà molto più blando.

Ne abbiamo parlato con il responsabile Giuseppe Lentini di Thales Alenia Space, il quale, tra le altre cose, ci ha illustrato le due attività di test che saranno svolte da Nespoli.

“La dimostrazione è divisa in due scenari che svolgono due tra le attività più onerose, sempre dal punto di vista del tempo uomo: la prima sarà un’attività di manutenzione nel modulo Nodo 2, mentre la seconda sarà relativa ad un’attività di gestione del cargo, che si svolgerà nel modulo logistico PMM- spiega Lentini-. In questo caso faremo fare un’attività di ricerca, identificazione e spostamento di alcuni oggetti, utilizzando il collegamento del software con il database di bordo”.

Nespoli svolgerà le sessioni per testare Aramis una in ottobre e l’altra in novembre. Il controllo da Terra ci sarà, anche per rispondere ad eventuali domande dell’astronauta. Alla fine, è previsto un questionario per Nespoli, le cui risposte serviranno a tirare le somme sulla buona riuscita di Aramis.

L’esperimento ha ricadute sulla Terra e porterà soprattutto vantaggi nelle missioni spaziali del futuro.

“Sulla Terra la realtà aumentata viene già impiegata in diversi campi, dalle attività ludiche- pensiamo a Pokemon Go-  a quelle di formazione di tecnici (manutenzione di impianti) o ancora nella logistica per la gestione dei magazzini- suggerisce Lentini-. Al momento di esempi ce ne sono più a Terra che a bordo. Questo è il primo esperimento che si fa nello Spazio, per cercare di ridurre il tempo delle attività sulla Stazione. Noi crediamo che nelle missioni future, una tecnologia di questo tipo potrà aiutare gli astronauti a svolgere le loro attività. La riduzione del tempo uomo non è l’unico obiettivo di ARAMIS, si cerca anche di incrementare l’efficacia dell’operazione stessa. Nel momento in cui ci si allontanerà sempre di più (verso l’orbita Cis-lunare, la Luna, Marte) e il supporto da Terra potrebbe diventare meno costante, avere una tecnologia di questo tipo sarà sicuramente di aiuto”.

L’esperimento è coordinato e finanziato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi). Thales Alenia Space ne è il Prime Contractor, quindi è responsabile dell’intero progetto e ha sviluppato lo scenario di manutenzione; ha inoltre il ruolo verso NASA di Principal investigator per cui è anche il responsabile scientifico della sperimentazione. Lo scenario di gestione del Cargo è stato sviluppato da ALTEC che svolge anche il ruolo di Co-Principal Investigator. L’applicazione software è stata sviluppata da ALTRAN Italia.

di Antonella Salini, giornalista professionista

02 ottobre 2017

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