Cibo buono e sicurezza in mense scolastiche: il Ministero ne parla a Expo

MILANO –  Cibo vario e con giusti valori nutrizionali. E precise norme per garantire la sua sicurezza. Molto è cambiato in merito alla ristorazione scolastica, questo grazie all’attenzione che il ministero della Salute ha riservato a questo delicatissimo settore che riveste una funzione fondamentale nell’educazione alimentare dei più piccoli. Proprio per questo a Milano, a Expo 2015, lo Spazio scuola ha ospitato, in collaborazione con il dicastero, l’intervento di Giorgia del Torre e Jessica Viani, rispettivamente responsabile della Sicurezza alimentare e responsabile della Qualità dei processi produttivi di Cir food Oricon, dell’Osservatorio sulla ristorazione scolastica e nutrizione: “L’educazione alimentare volta alla sicurezza è qualcosa che deve arrivare ai bambini ma che deve coinvolgere in primis il personale scolastico o comunque gli adetti in cucina- spiega Viani durante il suo intervento- dunque è opportuno che in cucina ci si attenga a delle regole ben precise per quanto riguarda l’igiene personale, a partire dal lavarsi le mani, passando per l’abbigliamento e arrivando al proprio stato di salute”. È infatti tassativo lavarsi le mani prima di iniziare il lavoro, all’uscita dai servizi igienici, dopo essersi soffiati il naso, aver starnutito o aver toccato materiale sporco; è inoltre obblicatorio indossare sempre le calzature e l’apposita divisa, che deve essere sempre pulita. Inoltre, i capelli devono sempre essere raccolti e non si possono indossare accessori e monili, come orecchini, anelli, bracciali, etc.

Molto importante la questione delle mani, in quanto come dice Jessica Viani “sono uno dei più comuni mezzi di trasmissione di microrganismi da un posto a un altro: questo processo viene chiamato contaminazione”. A questo va ovviamente abbinato da parte del personale di cucina un rigido controllo che consenta di monitorare gli alimenti soprattutto dal punto di vista della temperatura, di conservazione ma anche di cottura. Non solo, ma al personale di cucina va anche il compito di controllare data di scadenza e di prestare attenzione a intolleranze varie opportunamente segnalate dalla famiglia del bambino in questione. Per i più piccoli la raccomandazione è quella di “non lasciare cibi avanzati dal pasto nelle cartelle”, in quanto questo processo può alterare gli stessi alimenti. Dall’aspetto igienico si passa poi a quello meramente nutrizionale, durante cui Del Torre spiega ai ragazzi presenti in sala quali siano le corrette indicazioni per assumere un regime alimentare sano, che permetta loro di crescere senza scompensi: “Iniziamo col dire che i bimbi e i ragazzi in età scolare hanno bisogno di un grande fabbisogno di energia”, dice del Torre, chiarendo come le risorse energetiche siano utili sia per lo sforzo fisico che per quello mentale. Ciò che dà energia al nostro corpo “sono proteine, carboidrati, zuccheri, sali minerali e vitamine”, recuperabili in un’infinita varietà di alimenti. Si è poi parlato dei pasti, del loro numero e della loro importanza: “Molto spesso, soprattutto nei più piccoli- spiega del Torre- si tende a saltare la prima colazione che invece, come si dice correttamente da tempo, è il pasto più importante. Io personalmente- continua- consiglio di aggiungere oltre allo spuntino di metà pomeriggio, la classica merenda per intenderci, affiancherei anche uno spuntino a metà mattina”. E le merendine, la nutella, i gelati? Davvero dobbiamo privare i più piccoli di questa gioia? “Non dobbiamo privare i nostri figli delle merendine- chiarisce la relatrice- certo è che dobbiamo limitarne il consumo. Nutella, cioccolato, merendine non vanno demonizzate e possono essere consumate saltuariamente, a patto che non diventi abitudine quotidiana”.

 

di Nicola Mente

Giornalista

2 Ottobre 2015
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