Il lavoro in DIREtta - Le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).

Buona lettura.

Potenza: sindacati, un tavolo di confronto con aziende Datacontat – “Dallo scorso mese di marzo 2015, le OO.SS. sono impegnate in una continua interlocuzione con le Aziende Datacontact – Lucana Sistemi e la Regione Basilicata, committente dei servizi Cup, Contact e di innovazione tecnologica, per ricercare equilibri e soluzioni per gestire l’attuale fase di proroga dei servizi. Nel frattempo, non poche sono le questioni “aperte” sul tavolo di confronto”. E’ quanto riporta una nota unitaria delle segreterie Fistel Cisl Uilcom, Uil Slc Cgil Basilicata. “E’ recente, ad esempio, la contestazione dei sindacati scriventi rispetto al fatto che l’Azienda Datacontact ha inspiegabilmente messo in funzione una sorta di “ramo distaccato” del servizio Cup, attraverso l’utilizzo di lavoratori nella sede di Matera, a cui peraltro non viene nemmeno applicato il contratto nazionale di riferimento, in barba agli accordi presi in sede di affidamento della commessa.Cosi’ come restano ancora in sospeso la pubblicazione della nuova gara di appalto (il bando è pronto ma ancora non pubblicato) e la posizione di 6 dei 9 lavoratori a tempo determinato che erano impegnati nelle lavorazioni e che non hanno avuto il rinnovo del contratto”.  “Scopriamo oggi – conclude la nota – che Lucana Sistemi assume una nuova unità da destinare a progetti di cui non siamo a conoscenza e secondo criteri oggettivamente improntati a un clientelismo sfacciato, mentre i lavoratori “lasciati a piedi” nei mesi scorsi sono ancora in attesa di qualcosa che probabilmente non arriverà mai, senza aver mai saputo neanche il motivo della propria estromissione dall’azienda. Crediamo che davvero adesso la misura sia colma. Ribadiamo, come già fatto, l’urgenza della convocazione di un tavolo di confronto immediato sulla vicenda Csb; diversamente, metteremo in atto ogni iniziativa possibile”.

Emilia Romagna: sindacati, il 5/10 sciopero macchinisti e capitreno – Confermato lo sciopero di 24 ore per il giorno 5 ottobre 2015 dalle ore 00.01 alle ore 24.00 che riguarderà i macchinisti ed i capitreno di tutti i depositi della società Tper ramo ferroviario. Il 30 settembre, in seguito a convocazione aziendale, si è tenuto un tavolo dove i sindacati Regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri, Faisa Cisal hanno constatato che la posizione aziendale restava sostanzialmente invariata in merito alle criticità che hanno portato ad una prima azione di sciopero in data 17/07/2015 e pertanto si è proceduto a confermare lo sciopero del 5 ottobre”. Rivendichiamo un miglioramento della qualità del servizio in Emilia-Romagna – dicono i sindacati – e per noi questo processo deve avvenire attraverso la presenza di nuovo materiale rotabile, come da tempo stiamo denunciando, e dal mantenimento di giuste condizioni normative di lavoro di tutti i macchinisti e capitreno”.

Sicilia: Slc Cgil, clausola sociale anche per call center – Anche i lavoratori dei call-center usufruiranno della clausola sociale di salvaguardia occupazionale per i cambi di appalto. Questo, grazie ad un emendamento del Pd, approvato in VIII commissione, nel decreto legislativo sul nuovo codice degli appalti. I lavoratori interessati sono 90.000 nel Paese, 20.000 dei quali in Sicilia. Con la clausola sociale coloro che perdono il lavoro perché viene meno la commessa all’azienda presso la quale sono occupati potranno continuare a lavorare con l’azienda che subentra. “Così – dicono Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia e Davide Foti, coordinatore generale della Slc Cgil regionale – si salvaguardano le professionalità acquisite, si tutela la qualità del lavoro e si evita la precarizzazione del rapporto di lavoro in un settore nel quale sono stati occupati, soprattutto nella nostra regione, nell’ultimo decennio, migliaia di giovani in possesso di titoli di studio medio-alti”. I due esponenti sindacali ricordano le manifestazioni degli addetti dei call center che hanno preceduto il varo della misura giudicata “un importante risultato che consente ai lavoratori dei call center di poter godere degli stessi diritti di cui gode la maggior parte dei loro colleghi degli altri paesi europei”. Per Pagliaro e Foti “adesso la Regione Siciliana dovrà prendere atto del fatto che in tale settore di attività si opera stabilmente e che ne vanno sostenute adeguatamente le attività. L’evoluzione dei sistemi del call center, inteso come industria e non più come ammortizzatore sociale per un periodo della vita lavorativa di tanti giovani uomini e donne- concludono- potrà portare tante nuove occasioni di lavoro pregiato nella nostra isola”.

Puglia: Slc Cgil, appalti call center i lavoratori hanno vinto – “Ieri è stata scritta una delle più belle pagine della Slc e del movimento sindacale della Slc Puglia” . E’ questo il commento entusiasta di Nicola Di Ceglie, segretario generale Slc Puglia e Andrea Lumino, coordinatore regionale Tlc dopo l’approvazione dell’emendamento che introduce la clausola sociale nei cambi di appalto per i call center. “E  la testimonianza della coerenza con cui Slc Cgil a tutti i livelli si è posizionata: a Taranto come a Bari o a Lecce, se non si mette mano alle regole sarà inevitabile la crisi delle aziende stabili nel settore, anche in Puglia, dove sono collocati tutti gli outsourcer più importanti”. “Le mobilitazioni di questi mesi, dagli scioperi nazionali di settore alla Notte Bianca a ogni singola vertenza territoriale, si sono sviluppate su queste premesse: basta scambiare diritti con elemosina sul posto di lavoro – continuano i sindacalisti – . Dopo battaglie infinite e pressioni elevatissime, diamo atto al governo e al Sottosegretario On.Teresa Bellanova di essere stati coerenti con quanto affermato durante la vertenza Teleperformance: il Governo prende impegno di intervenire. Ora l’ha fatto e dobbiamo porre l’accento che ancora oggi esiste la possibilità, facendo squadra insieme, dal sindacato alle istituzioni ai Lavoratori, di fare una buona politica. Ai lavoratori diciamo grazie: nessuno ci credeva, solo la Slc Cgil ci ha provato. I fatti ci danno ragione: la strada è lunga ma ora le prospettive cambiano”.

Agecontrol: Flai non firma accordo –  Il primo ottobre 2015, alla presenza dei rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori dell’Agecontrol S.p.a. è stato sottoscritto dalle Rsu e dall’amministratore unico l’accordo per il saldo e stralcio 2014-2015, accordo che non ha visto la sottoscrizione della Flai. “A nostro parere – si legge in una nota –  l’approvazione dell’accordo avrebbe potuto mettere a rischio quanto sancito, anche in sede giudiziale, relativamente agli istituti risarcitori di chilometri, indennità e pasti. Riteniamo che la stipula di questo accordo sia strumentale all’abbattimento presente, ma sopratutto futuro, degli istituti risarcitori e delle indennità dei lavoratori, in quanto i tagli preventivati ed operati dell’Agea nei confronti dell’Agenzia, rappresentano una spada di Damocle sul futuro dell’azienda”. Sollecitati ripetutamente su garanzie e su un piano industriale credibile “i rappresentanti dell’azienda ancora non hanno, fino ad ora, fornito rassicurazioni. I tagli preventivati infatti posso essere così riassunti: dai 21.7 milioni iniziali di bilancio per il 2015 siamo scesi a 21.2, nel 2016 si scenderà a 21 milioni, nel 2017 a 20.7 milioni, nel 2018 a 20.5. Le preoccupazioni sono vive e presenti risultando, dai bilanci precedenti, un costo per il solo personale di circa 19 milioni di euro”. La Flai, conclude la nota “attiverà tutte le necessarie tutele legali in ogni sede opportune fino al pieno rispetto di tutti i diritti dei lavoratori”.

2 ottobre 2015
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