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Terremoto, Unicusano con la task force per i controlli nelle scuole

terremoto_amatrice_edifici_distruttiROMA – Il primo giorno di scuola si avvicina anche per gli studenti delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto ed è in corso, da lunedi’, la missione coordinata dalla Protezione civile per valutare l’agibilita’ degli edifici, principalmente quelli scolastici. Coinvolti team di tecnici provenienti anche dalle principali università del Lazio, come La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e l’ateneo Niccolò Cusano. “Le squadre formate dai professori universitari si recano nelle scuole, perche’ c’e’ urgenza di far entrare i ragazzi il 15 settembre- ha spiegato la professoressa Barbara Ferraguti di Unicusano, contattata dall’agenzia Dire durante uno dei sopralluoghi- E quindi andiamo proprio negli edifici scolastici per fare le valutazioni iniziali.

Naturalmente stiamo cercando di andare prima negli edifici meno colpiti, in modo da assicurarci che possano ospitare subito gli studenti. E poi via via ci andiamo avvicinando alle zone piu’ colpite, stringendo il raggio”. Unicusano fa parte del consorzio ReLuis, che presta la sua opera alla Protezione civile in caso di emergenza. Assieme alla docente di Elementi e Tecnica delle costruzioni, di Unicusano ci sono anche Maria Zucconi (che si occupa di costruzioni in zone sismiche per per il corso magistrale in Ingegneria civile) e Stefania Imperatore (docente di consolidamento e costruzioni in muratura).

La squadra di cui fa parte la professoressa Ferraguti, per ora, agisce, come detto, un po’ più ‘lontano’ dalle macerie, dove molti degli edifici valutati hanno quindi passato i test: “Ci sono alcuni danni alle tamponature, ma gli elementi verticali hanno risposto bene- ha raccontato ancora- Sono stati trovati elementi strutturali in buona salute, siamo soddisfatti e stiamo continuando”. Le operazioni di analisi iniziano con lo studio delle fessurazioni: “Si osserva il quadro fessurativo- ha spiegato sempre Ferraguti all’agenzia Dire- si vede se ha interessato danni strutturali o solo elementi non strutturali. Si cerca di capire se si possono utilizzare presidi immediati per rendere l’edificio agibile. Dove si hanno dei dubbi si fanno indagini specifiche, in particolare si cerca di mettere a nudo le parti strutturali, con la rimozione degli intonaci, per capire effettivamente lo stato di salute degli elementi strutturali”. Una corsa contro il tempo, prima che suoni la prima campanella, il cui esito dipende da fattori non solo tecnici: “C’è lo spirito dei cittadini, che stanno reagendo con grande coraggio. Tutti siamo al lavoro. C’è grande volontà di ripresa e siamo tutti molto ottimisti- ha concluso Ferraguti- Ci sono un buon coordinamento, efficienza, disponibilità e grande spirito di servizio da parte di tutti i tecnici che stanno dando una mano”.

02 settembre 2016

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