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Green Drop Award: la parentesi verde del Festival del Cinema di Venezia

green drop awardLa laguna di Venezia anche quest’anno si tinge di ‘verde’: apre oggi la 72a Mostra del Cinema di Venezia, che per il quarto anno consecutivo sarà accompagnata dal Green Drop Award, premio organizzato da Green Cross Italia che viene assegnato al film che “meglio abbia interpretato i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile”: particolare focus quindi alla tutela del Pianeta e dei suoi ecosistemi, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli, in vista delle generazioni future. Il tutto attraverso film e grandi attori, in una delle cornici più importanti al mondo.

Dagli incontri con registi e produttori per parlare di sostenibilità ritorno al futuronelle produzioni cinematografiche, al faccia a faccia tra Alfonso e Alfredo Cuaron su cinema e clima, fino all’omaggio a ‘Ritorno al Futuro’ con la DeLorean DMC-12, il modello di auto che nel secondo episodio della trilogia utilizza gli scarti organici per muoversi, che trasporterà i giurati verso il luogo della premiazione. Tanti insomma gli appuntamenti ‘green’ che per il quarto anno consecutivo animeranno la Laguna.

Tra i film che verranno ricordati in questa quarta edizione tra quelli del passato ci sono ‘…e la Terra prese fuoco’, pellicola inglese del 1962, primo film a parlare del tema dei cambiamenti climatici, qui causati dai bombardamenti nucleari. ‘Quintet’, del 1978, di Robert Altman, con Paul Newman e Vittorio Gassman, che mostra una Terra ricoperta dai ghiacci e un’umanità che lotta con cinismo e crudeltà per la sopravvivenza. Poi ‘Waterworld’ di Kevin Reynolds, prodotto e interpretato da Kevin Costner, in cui si immaginano gli effetti dello scioglimento dei ghiacci, con i superstiti che vivono su palafitte sull’acqua e sognano la terra promessa, ossia dryland- la terra asciutta. E un film ad alto badget, ‘L’alba del giorno dopo’ (The day after tomorrow) del 2004, di Roland Emmerich, anche questo con un Pianeta devastato dal surriscaldamento terrestre. A seguire ‘Una scomoda verità’ (Usa, 2006) di Davis Guggenheim, film-documentario che ha come protagonista protagonista l’ex vicepresidente degli Stati Uniti , Al Gore, e vincitore di due premi Oscar, The age of stupid (Gran Bretagna, 2009) di Franny Armstrong con Pete Postlethwaite, ‘Re della Terra Selvaggia’ (Usa, 2012) di Benh Zeitlin, ‘La quinta stagione’ (Belgio, 2012) di Peter Brosens e Jessica Woodworth e infine ‘Ice and the Sky’ (Francia, 2015) di Luc Jacques.

Al film vincitore, scelto tra quelli in concorso,  sarà consegnato il trofeo Green Drop, soffiato dal maestro vetraio Simone Cenedese di Murano, che rappresenta una goccia d’acqua al cui interno trova posto un campione di terra che ogni anno proviene da paesi diversi. La terra che sarà contenuta nel premio del 2015 sarà svelata in occasione della presentazione del premio lunedì prossimo.

02 settembre 2015

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