Chef Rubio: “Salvini? Il problema è chi lo vota”

ROMA – Schietto, a tratti ruvido. Altrimenti non sarebbe Chef Rubio. Gabriele Rubini, il vero nome dell’amatissimo chef della tv, in queste ore ha fatto molto discutere per un fotomontaggio pubblicato sui social, che lo ritrae al posto di Matteo Salvini, con alle spalle dei motoscafi. Nell’originale il ministro dell’Interno rassicurava i suoi followers: “Tranquilli, non sono dei clandestini”. Nella ‘parodia’, nel ‘meme’ in gergo social, Rubio dice: “Tranquilli, le barche dietro di me non trasportano i 49 milioni che la Lega ha sottratto agli italiani“, in riferimento al caso dei fondi contestati al partito leghista. Una battuta che ha fatto molto discutere.

Vignetta su Salvini, “idea di uno dei miei fan”

Sui media se n’è parlato molto, secondo qualcuno, poi, in questo modo Rubio ha confermato di essere la nuova possibile futura ‘guida’ del centrosinistra. “Mi aspettavo di essere nominato per altro che per un meme- racconta il cuoco all’agenzia Dire-. Di chi è l’idea? Non è mia ma di una delle tante ragazze, e ragazzi che mi seguono. In questo caso si è trattato di Claudia Graziosi, ma poteva essere qualsiasi altra persona. Loro tramutano in figure i pensieri che metto nelle Instagram Stories o sotto una fotografia. Questo è un segnale forte per chi pensa di poter fare il bello e cattivo tempo con noi. C’è un collettivo che lavora in maniera unidirezionale, che si fa sentire se vuole farsi sentire. Che serva da monito per tutte le volte che dicono delle sciocchezze o delle falsità”. La reazione al post di Rubio è stato immediata: “Me l’aspettavo- conferma all’agenzia Dire- Ci sono abbastanza abituato. Quando c’è qualcosa che non va nella direzione in cui vanno tutti, si scatena un putiferio soprattutto da parte di analfabeti di ritorno, da parte di frustrati o di persone che non hanno un obiettivo nella vita e attaccano i successi o i punti di vista altrui”.

“Non ho mai votato ma faccio politica tutti i giorni”

Prima Saviano, poi Rubio: in questi ultimi giorni sono i due nomi più citati per il futuribile ruolo di frontman a sinistra: “Ma mai nella vita- replica Rubio con decisione-. Non sono di destra e neanche di sinistra, o di centro e neanche democristiano o radicale. Sono oltre tutti questi sotto insiemi perché il mio pensiero è un pensiero di una persona che se si deve riconoscere in qualcosa, si riconosce nel manifesto anarchico e nel movimento musicale punk”. Rubio aggiunge: ” Non voglio essere usato per sopperire alle mancanze che ci sono state a sinistra nel corso degli anni. Una sinistra ormai vecchia e stantia. Lo stesso vale ovviamente per la folle ascesa del neofascismo. Io sono un apolitico, non ho mai votato in vita mia, dico però quello che penso, ma faccio politica tutti i giorni, la politica si fa partendo dal basso”. E ancora: “Faccio politica perché partecipo attivamente alla vita sociale, cammino per le strade e non lo faccio quando devo fare campagna elettorale come fanno i politici. La politica è la linea di condotta di un individuo, ognuno di noi dovrebbe fare politica quotidianamente, confrontandosi con il prossimo, e se questo non avviene, se fa stupore, vuol dire che tutta la massa fa schifo al cazzo e non ha studiato l’antica Grecia con le polis e il significato primo del termine politica”.

“Il problema è chi ha permesso a Salvini di poter decidere”

Ma insomma, questo leader della sinistra come deve essere? “Leader ci si nasce. Tutto mi porta a pensare che se fino ad ora si è permesso a persone che non hanno nessun quid, nessun titolo di studio, partecipare, per poter aprire bocca, riguardo a materie che neanche conoscono e di arrivare a diventare quello che sono, ministri o presunti tali, il problema non è adesso Salvini. Semmai il problema è chi ha permesso a Salvini di arrivare a ruoli di potere che decidono le sorti, o comunque influenzano il modo di pensare dell’italiano”.

“Italia agli ultimi posti in Europa per alfabetizzazione”

Per Rubio “l’italiano medio non è preparato a quello di cui si sta parlando, a discutere di politica. Non studia, si informa principalmente sui social, di conseguenza legge solo i titoli delle fazioni a cui appartiene o dalle fonti suggerite dagli algoritmi. Vive di quello che gli raccontano, e ragiona per sentito dire. La situazione è drammatica, perché alla base c’è un’ignoranza di fondo che genera odio, razzismo, egoismo, rabbia e frustrazione, xenofobia, razzismo. Il nostro è uno dei popoli piu ignoranti d’Europa. Nel continente europeo l’Italia è agli ultimi posti per alfabetizzazione. Ci dovremmo indignare non dei neri ma per la riforma scolastica, per i tagli alla ricerca, per il reato di tortura che ancora non esiste, per i numeri dei caschi della polizia durante le manifestazioni che non verranno messi per identificare chi abusa di potere… Nulla sarà cambiato, stiamo andando sempre peggio, siamo il secondo stato di polizia al mondo”. 

Questione migranti? “Un diversivo per non parlare d’altro”

Ormai la politica italiana sembra concentrata unicamente sulla questione immigrazione. Per Rubio questo avviene “quando non sanno che dire e vogliono spostare l’attenzione su altro, vogliono spostare l’attenzione dai problemi seri, la mafia, la collusione tra mafia politica e imprenditori. Dicono a morte i negri, o i profughi, ma di chi si servono per le campagne dell’Emilia Romagna, del Veneto, della Lombardia? Senza parlare del nuovo caporalato… sono tematiche che servono solo a buttare fumo negli occhi alle persone che già non capiscono niente perché non hanno la cultura media di base sufficiente”.

“Nessuna invasione di immigrati”

Si parla ormai da tempo di una vera e propria ‘invasione’ de parte degli immigrati: “Una invasione che non c’è– rettifica Rubio-. In Europa il paese con più rifugiati ogni mille abitanti è la Svezia. L’Italia è undicesima con 2,4 rifugiati ogni mille abitanti. Nel mondo i primi cinque paesi con più rifugiati sono extraeuropei. Gli immigrati in Italia rappresentano meno del 10%’ della popolazione e pagano le tasse. Se non lo fanno è perché sono sfruttati in  nero da intermediari italiani o dalle mafie”.

Per quanto riguarda il futuro del nostro paese, conclude Rubio, “non sono ottimista e neanche pessimista. Se potessi fare a meno di fare menzione di situazioni indegne, sarei piu’ contento e mi concentrerei più su cose belle. Ma le cose belle messe vengono messe da parte quando lo schifo regna sovrano”.

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2 Luglio 2018
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