Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/15

di Matteo ‘Pedro’ Pedrini

In attesa di Germania-Italia – in vista della quale ho estratto a mani nude il pacemaker del nonno Raoul e me lo sono fatto impiantare da Giovanni Tavela, professione elettricista – si sono giocati i primi due quarti. Che semplificati diventano il mezzo. Quindi si è giocato il primo mezzo. Sì.

Ma non indugiamo e gettiamoci a capofitto nel solco di queste ultime due serate.

Sigla! (Immaginatela nel boschetto della vostra fantasia. Una roba tipo yodel eseguito da Umberto Smaila e Mario Monti, ndr).

Le partite di fotbal

POLONIA-PORTOGALLO 4-6, d.c.r. – 1-1 al 120′ (2′ Lewandowski, 33′ Sanches)

Una roba tipo: bon, mi iscrivo all’università passando il test d’ingresso grazie a una cassa di pere Kaiser, alle lezioni vado quando vado, agli esami un po’ copio e un po’ improvviso e… minchia, mi manca solo un esame alla discussione della tesi! Ecco, l’Europeo del Portogallo lo sintetizzerei così dal momento che non ha vinto una sola partita nei novanta minuti e, come per magia, si ritrova in semifinale (per la quarta volta negli ultimi cinque europei). Tuttavia, “i polacchi non morirono subito” (super cit.), anzi: dopo un minuto e mezzo è proprio Lewandowski (l’unico autentico fuoriclasse in campo. Sì, l’unico) a scagliare in rete un cross da sinistra. Il Portogallo, colto visibilmente di sorpresa, inizia a insospettirsi per quanto accaduto poco prima. I più attenti avranno notato che al momento del canonico scambio di saluti e gagliardetti tra i due capitani, quello polacco (non a caso proprio il Lewa) ha anche omaggiato gli avversari di un cesto di vimini contenente il loro prodotto tipico: il polonio (Po, ndr). A dirimere ogni dubbio riguardo al dolo del gesto, l’esultanza del bomber in forza al Bayern che segna e correndo toglie la maschera rivelando di essere in realtà Marie Curie (!!11!!!1).

CM7 VS CR7 (Foto di Anna)

CM7 VS CR7 (Foto di Anna)

Cristiano Ronaldo è irriconoscibile. Un po’ perché ha saltato la consueta seduta pre partita di luce pulsata, un po’ perché, sotto l’effetto del malefico cadeau della perfida Marie Curie, è vittima di allucinazioni che lo portano a sbucciare un pallone comodo a tu per tu col portiere Fabianski: agli occhi di CR7, la palla prende le sembianze del suo alter ego virile Cristiano Malgioglio (CM7, ndr) che, appunto, lo distrae cantando il suo celeberrimo brano “Sbucciami” (“sbucciami, frutto fresco io sarò, mangiami fino a che ti sazierò…”, ndr).

Il portiere polacco Fabianski, solo nelle migliori cartolerie (Foto di Anna)

Il portiere polacco Fabianski, solo nelle migliori cartolerie (Foto di Anna)

A pareggiare ci pensa quello che è stato definito il nuovo Edgar Davids, il diciannovenne Renato Sanches (appena acquistato dal Bayern Monaco per essere tritato vivo nel ragù del nuovo mister Carlo Anceotti, ndr) che fulmina lo Stabilo Boss giallo a difesa della porta polacca con un sinistro dal limite leggermente deviato. La parità perdura fino al 120′ tra eroici salvataggi dei due difensori centrali: l’ex granata Glik da una parte e il madridista Pepe dall’altra. Pepe che tra l’altro sarà il primo protagonista del nuovo format di Real Time “Carriere inspiegabili“, in onda da settembre. Ai rigori Rui Patricio ipnotizza Blaszczykowski e il Portogallo gattona incomprensibilmente in semifinale.

Nota a margine: il povero Blaszczykowski, che con i soldi della qualificazione ai quarti aveva finalmente coronato il sogno di comprare un po’ di vocali diventando così Blasezucazykawasaki, in virtù del penalty sbagliato è stato costretto a restituirle tutte, anche quelle che aveva in dotazione. Ora si chiama Blszczkwsk e abbandonerà l’attività agonistica per lavorare come codice fiscale.

I peggiori: Milik (Pol), C. Ronaldo (Por)

I migliori: Glik (Pol), Pepe (Por)

GALLES-BELGIO 3-1 (13′ Nainggolan, 31′ Williams, 55′ Robson-Kanu, 86′ Vokes)

Caro bimbominkia nato nel 2000 che segui il calcio e che, come è tipico della tua età, pensi di sapere tutto della vita in generale, siediti che dobbiamo parlare. Devi sapere che prima del Barça di Guardiola esistevano delle cose in campo che si chiamavano “ruoli“. Il portiere parava e usciva, i difensori difendevano, i centrocampisti stavano in mezzo ad aiutare la difesa per poi ripartire, le ali correvano fortissimo, dribblavano gli avversari lungo le fasce e poi crossavano e infine gli attaccanti si occupavano di muoversi in area con lo scopo di fare gol. Ecco, quello a cui hai assistito spaesato e anche un po’ sgomento questa sera è, insieme a quanto mostrato nelle precedenti partite anche dall’Italia, la migliore espressione di quel calcio là, quello con i ruoli. E bada bene: con questo non voglio assolutamente fare il passatista e convincerti che si stava meglio prima, neanche morto. Voglio solo raccontarti che il Tiqui Taca con giocatori in continuo movimento a non dar punti di riferimento agli avversari non è il modello di riferimento per sancire la bellezza di una partita o del gioco di una squadra. E che ‘sto cazzo di falso nueve di cui senti parlare da quando hai memoria è una trovata tattica geniale quando serve e puoi permettertelo, ma non è la norma. Insomma: certa musica elettronica è fighissima, ma una band è basso-batteria-chitarra-voce. Ecco, ad esempio: le chiusure del capitano gallese Williams, le pedate di Davies e Taylor e le sgroppate di Gunter sono la batteria che martella un quattro/quarti quadrato, ma che non perde un colpo su cui le idee di Allen fanno da linea di basso: se la sezione ritmica è solida, chi sta davanti, in prima linea sul palco, è libero di inventare. Ed ecco Ramsey e Bale a fare da chitarra ritmica e solista e il movimento di Robson-Kanu sul gol del 2-1 è il ritornello cantato a squarciagola, ma senza stonare, in metrica, ma sporco quel tanto che basta per dirti che il cuore è caldo.

Il centravanti gallese Robson-Kanu (Foto di Anna)

Il centravanti gallese Robson-Kanu (Foto di Anna)

Lo so, caro bimbominkia del 2000, che sbavi davanti a CR7, alla sua postura sulle punizioni, alle esultanze, alle sopracciglia che gli scimmiotti, è dura da accettare, lo so. Fai come vuoi, ma se per caso vuoi fare il calciatore, a qualunque livello, o anche solo capire meglio il calcio in generale (e tutto il resto, perché il resto ne è solo una riproduzione in grande), sappi che il centravanti è quello che fa ciò che hai visto fare a Robson-Kanu e a Vokes sul 3-1 (o a Pellè, tre verissimi nueve), che il difensore è quello che stasera hai visto fare a Williams (o a Barzagli e Chiellini), ecc…

Io ti ho detto quello che l’età mi imponeva di dirti. Ora tocca a te.

Che il Tiqui Taca è bello e tutto quanto, ma, come la musica balcanica, “alla lunga rompe i coglioni” (super cit.).

W il Galles in semifinale contro il Portogallo. E se c’è un dio qualunque, che in finale vada il Galles rullandosi CR7 in una Rizla senza filtro. C’mon Wales.

 

I peggiori: Witsel (Bel), Il principe Harry (Bel)

I migliori: Williams (Gal), Robson-Kanu (Gal)

Se questa partita fosse una canzone: “Il rock and roll” di Elio e le Storie Tese cantato dal Galles, “il jazz, troppi assoli… la fusion è complicata… ma il rock and roll, il rock and roll, sì che mi piace… facile da suonare… non ha mai in***ato nessuno”

 

Commento tecnico del nonno Raoul: “adess i vol far tutti gli american… se i scriv BALE, parché a dev dir BEIL?” (siamo vittima dell’esterofilia e la cosa è tangibile nella mole di anglicismi presenti nel parlato comune)

 

E ora fatevi sotto dannati mangia crauti.

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2 luglio 2016
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