Roma e il Pd: da Mafia Capitale al sindaco Marino, la visione di Morassut e Rosati - DIRE.it

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Roma e il Pd: da Mafia Capitale al sindaco Marino, la visione di Morassut e Rosati

ROMA – Quali sono le emergenze di Roma? E quale la visione a lungo termine per la Capitale d’Italia? Tra Mafia Capitale e il futuro del Pd, con uno sguardo al lavoro della Giunta Marino, ecco le visioni del deputato del Pd, Roberto Morassut, e Antonio Rosati, già dirigente del Pd romano e ora amministratore unico dell’Arsial

MORASSUT: PRIORITÀ POTERI SPECIALI, DECORO E CASA – “L’amministrazione comunale deve individuare delle emergenze: quella abitativa, i servizi sociali e sanitari, la manutenzione con il decoro e la pulizia e, infine, una certa attenzione al tema della sicurezza. Bisogna individuare le risorse ed una linea di collaborazione con il governo perché alla fine si può parlare sempre male di Roma, e dire che è una fogna, ma resta pur sempre la capitale dello Stato e non si può negare alla città un sostegno”. Così il deputato del Pd, Roberto Morassut, nel corso di una intervista con l’agenzia Dire sui temi di Roma e del Pd capitolino. “In prospettiva- ha aggiunto- serve poi una riforma che dia a Roma poteri regionali che la trasformino in una sorta di semi Stato, come avviene per Londra, Parigi e Berlino. Per fare questo ci vuole una legge costituzionale che ridisegni l’assetto regionale italiano”.

ROSATI: A ROMA SERVE ‘NEW DEAL’ DI PICCOLE OPERE – “Roma deve avere un riconoscimento della sua funzione di Capitale. Inoltre bisogna togliere la parte degli investimenti dal patto di stabilità, per favorire il decoro urbano e la pulizia. Roma avrebbe bisogno di un piccolo ‘new deal’ di piccole opere, magari con un ufficio decoro che possa sistemare le prime grandi questioni a livello immediato”. Così Antonio Rosati già dirigente del Pd romano e ora amministratore unico dell’Arsial in una intervista rilasciata all’agenzia Dire sui temi di Roma e del Pd capitolino. “Tra l’altro- ha aggiunto- io non ho mai capito perché Roma dovesse rientrare dal debito un anno prima: serve il rispetto dei tempi concordati per poter liberare un paio di centinaio di milioni da investire sulla città. Roma deve poi sviluppare l’economia della bellezza, ha bisogno di un nuovo modello di concessioni e deve portare avanti il processo di liberalizzazioni, che Marino ha subito ereditando una situazione catastrofica nelle aziende Atac, Ama e in parte Acea, che potrebbe pensare alla creazione di una grande industria nazionale dell’acqua, con Bologna e Torino, in grado di farne un player competitivo nel mondo. Infine- ha concluso Rosati- ai giovani potremmo concedere, in cambio di un loro impiego volontario su verde, musei e biblioteche, un benefit come un punteggio nei concorsi, master nel mondo, materiale didattico, libri, cinema o abbonamenti ai teatri”.

MORASSUT: ORA SVOLTA, MARINO VALUTI SUA SQUADRA – “C’è un’inchiesta giudiziaria molto complessa e un rischio di destabilizzazione istituzionale che si può affrontare solo riportando le cose alla concretezza della politica. Il Pd promuova un’azione larga per individuare e proprorre ai romani 3 o 4 punti di azione amministrativa per dare una svolta alla città, verificando come il governo possa sostenere anche economicamente questo sforzo. Il sindaco Marino valuti poi se la sua squadra e la sua giunta sono adeguati a questo salto di qualità o hanno bisogno di nuovi innesti”. Così il deputato del Pd, Roberto Morassut, nel corso di una intervista all’agenzia Dire sui temi di Roma e del Pd capitolino.

ROSATI: MARINO PERBENE, PENSA DI FARCELA CON SUA SQUADRA – “Io non ricordo per il fronte progressista qualcosa di dimensioni simili a quanto avvenuto” con Mafia Capitale. “E’ qualcosa che ci investe in prima persona e tra la gente, nelle strade, registro imbarazzo e rossore, grande scoramento, smarrimento e sfiducia”. Così Antonio Rosati, già dirigente del Pd romano e ora amministratore unico dell’Arsial nel corso di una intervista rilasciata all’agenzia Dire sui temi di Roma e del Pd capitolino. “Il sindaco Marino è una persona perbene che ha aiutato a far uscire quanto è emerso e che ritiene di potercela fare da solo con la sua squadra- ha aggiunto Rosati- Renzi dovrebbe riflettere sul fatto che i periodi migliori del fronte progressista sono stati quelli in cui abbiamo amministrato le città con capacità medie superiori alla destra”.

MORASSUT: TORNARE ALLA POLITICA, NO A LOTTE POTERE – “Da diversi anni conduco una battaglia politica, in minoranza, per dire che il decadimento della vita interna del partito, e dei costumi, è ormai arrivato ad un livello intollerabile, con la politica scomparsa e solo lotte di potere. Si doveva arrivare a condividere questa analisi prima, ci si è invece arrivati ora, dopo un’inchiesta giudiziaria. E ora fa più male. Per ripartire bisogna far tornare la politica al centro: per troppo tempo si è pensato ai contenuti come qualcosa a cui arrivare solo dopo aver preso il potere”. Così il deputato del Pd, Roberto Morassut, nel corso di una intervista con l’agenzia Dire sui temi di Roma e del Pd capitolino.

ROSATI: A ROMA C’E’ BISOGNO DI GRANDE STAGIONE DEI CONGRESSI – “Il commissario Matteo Orfini, con la sua intelligenza, deve capire che a Roma abbiamo bisogno di una grande stagione congressuale. Serve una grandissima discussione, non tanto per rieleggere i gruppi dirigenti ma per ricalarci in profondità nella nostra città, perché un partito progressista senza popolo non ha radici”. Così Antonio Rosati già dirigente del Pd romano e ora amministratore unico dell’Arsial in una intervista rilasciata all’agenzia Dire sui temi di Roma e del Pd capitolino. “Non dobbiamo incontrarci solo per picchiarci metaforicamente e dirci chi aveva ragione e chi torto- ha concluso Rosati- ma per riappassionarci alla politica”.

2 luglio 2015
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