Famiglie, Franco Grillini: “Fontana vive nel mondo di qualche secolo fa”

ROMA – “Le affermazioni del neoministro leghista Lorenzo Fontana sulla non esistenza di altre famiglie che non siano quelle tradizionali sono del tutto sbagliate esattamente come il nome del suo dicastero che dovrebbe chiamarsi ‘ministero di tutte le famiglie‘. Fontana forse vive in un mondo a parte di qualche secolo fa, sarebbe meglio che si svegliasse e si rendesse conto che esiste la modernità dove ognuno costruisce, spesso faticosamente, la propria vita familiare contribuendo così alla coesione sociale e al benessere collettivo. Ogni famiglia di ogni tipo è un bene per la società“. Lo dice Franco Grillini, direttore di Gaynews.it, fondatore di Linfa, Lega Italiana nuove famiglie.

“Si studi il ministro la sentenza cosiddetta “Oliari” (dal nome di uno dei ricorrenti) del 21 luglio 2015 con cui la “Corte europea dei diritti umani” all’unanimità ha condannato l’Italia per violazione dell’articolo 8 della Convenzione dei diritti dell’uomo, quello sul “diritto al rispetto della vita familiare e privata“. E ha stabilito che lo Stato dovrà versare a ognuno dei ricorrenti 5 mila euro per danni morali. Se l’Italia non rispetta la “vita familiare” delle coppie lgbt dovrà risarcire i danni morali e materiali. Un ministero della famiglia dovrebbe cercare in tutti i modi di allargare il concetto di vita familiare perché viviamo in un mondo dove ci si sposa sempre di meno e dove i nuclei familiari sono sempre più ristretti. Che senso ha escludere e discriminare tutti coloro che non sono eterosessuali, che non sono sposati o che non hanno figli? Una follia, peraltro molto minoritaria nella società. Si ricordi Fontana che appena qualche giorno fa in Irlanda le sue posizioni sono state clamorosamente sconfitte da ben il 68% della popolazione. In Italia a fine 2018 avremo 10 mila coppie unite civilmente. Io stesso in giugno farò il celebrante per due coppie gay”, aggiunge.

“Forse Fontana non sa- aggiunge Grillini- che gli stessi sindaci leghisti sono stati costretti a celebrare le unioni civili assistendo a cerimonie commoventi con decine e decine di persone, familiari compresi. Noi lanciamo una sfida al neoministro: ci riceva e ascolti le nostre ragioni, che sono quelle dei diritti universali delle coppie omosessuali, dei conviventi etero e gay, della coesione sociale e del bene comune. Attendiamo una risposta”.

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2 giugno 2018
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