Politica

Benigni: “Voterò sì al referendum ma rispetto i no”

benigni

ROMA – Sul referendum “ho dato una risposta frettolosa, dicendo che se c’è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il ‘no’. Ma con la mente scelgo il ‘sì’. E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il ‘no’, voterò ‘sì'”. Lo dice Roberto Benigni intervistato da ‘Repubblica’. Perché? “Sono trent’anni- spiega- che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il ‘sì’, con l’altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile”.

Non ha paura di passare per renziano, col suo sì al referendum? “E cosa dovrei fare? Non votare come penso per il conformismo dell’anticonformismo?- aggiunge Benigni-. Non voglio rimanere neutrale, lavarmene le mani dicendo che faccio l’artista, voglio essere libero. E la libertà non serve a nulla se non ti assumi la responsabilità di scegliere ciò che credi più giusto”.

E ancora: “I Costituenti si sono preoccupati di disegnare la porta, perché sapevano benissimo che un paradiso da cui non si può uscire diventa facilmente un inferno. Dunque hanno previsto i meccanismi di revisione del loro testo. Io sono affezionato particolarmente alla prima parte, quella dei diritti e dei doveri, che per fortuna nessuno vuole toccare. Ma sulla parte dell’ordinamento dello Stato intervenire si può, anche tenendo conto della fase storica in cui la Costituzione è nata, dopo un periodo di umiliazione del Paese e delle sue istituzioni”, dice Benigni nell’intervista a Repubblica’.

2 giugno 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»