San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 29 aprile – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Prosegue l’esame dei 42 articoli del progetto di legge sulla Rappresentatività sindacale nella seduta pomeridiana, in cui si registra da parte dell’Aula l’accoglimento di un emendamento del Movimento civico Rete relativo ai distacchi.

Il confronto all’avvio della seduta riparte dall’articolo 13 “Quota di iscrizione, modalità di determinazione e di riscossione”, in cui  si concorda una modifica formale con C10, Rete e Upr, ma viene respinto un emendamento di Rete. Sull’articolo 14, “Aspettative e distacchi sindacali”, si apre invece un lungo dibattito. Due sono gli emendamenti proposti da Civico 10, uno da Rete. Il primo emendamento di C10, illustrato da Andrea Zafferani, estende la disciplina dell’aspettativa non retribuita ai distaccati provenienti dal settore pubblico allargato. Il  secondo, in subordine, disciplina la rotazione degli incarichi interni al sindacato, ponendo il limite di due mandati. Roberto Ciavatta, per Rete, presenta la proposta che, nel caso di dipendenti del pubblico impiego, lo Stato non possa contribuire allo stipendio del lavoratore distaccato per importi superiori a quelli corrisposti per un sesto livello. Sulle proposte dei consiglieri dell’opposizione sono diversi gli interventi a favore anche tra le file della maggioranza, mentre dalla minoranza Su-LabDem, per voce del capogruppo Tony Margiotta esprime la sua contrarietà. In chiusura del dibattito Luigi Mazza, capogruppo del Pdcs, annuncia parere favorevole all’emendamento di Rete e anche il segretario di Stato, Iro Belluzzi, conferma che “questa è la linea che anche il governo intendeva percorrere”. Così con 26 voti favorevoli e 18 contrari viene accolto l’emendamento di Rete che pone un tetto alla contribuzione da parte dello Stato ai distacchi sindacali, respinte invece le due proposte di C10.

Nel corso dell’esame dei successivi articoli sono diversi gli emendamenti di Rete e C10 presentati, ma nessuno risulta accolto. I lavori si interrompono con l’approvazione dell’articolo 30 “Contenuti del contratto collettivo di settore con efficacia erga omnes”, l’esame del progetto di legge riprenderà lunedì mattina .

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio sull’articolo 14.

Comma 20 . Progetto di Legge “Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero”

Articolo 14 “Aspettative e distacchi sindacali”

Sono tre gli emendamenti presentati, uno da Rete e due di C10. Quello di Rete viene accolto con 26 voti favorevoli e 18 contrari. Entrambi gli emendamenti di C10 sono respinte: il primo con 29 voti contrari, 18 sì e un astenuto, il secondo con 30 no e 17 voti a favore.

Marino Riccardi, Psd: “Mi auguro che si arrivi ad un accordo per ridurre al massimo il numero dei distacchi, diversamente costano troppo, credo 700-800 mila euro l’anno. Le regole vanno messe e avrei piacere di conoscere in quest’Aula il dato dei relativi stipendi dei dipendenti dei sindacati, incluso i gettoni di presenza per chi fa parte di Cda di enti e commissioni. Vorrei capire se sono comportamenti adeguati alla crisi che c’è o meno. Non solo la politica, ma anche chi fa parte dell’associazionismo deve avere regole. Noi come politica ci siamo dati delle regole. E’ un ragionamento che si può fare e gli emendamenti presentati vanno valutati per trovare un punto di mediazione per cui lo Stato vada incontro al sindacato, ma non senza regole e limiti. Lo Stato oggi è in difficoltà, così le imprese, ognuno di noi deve ritagliarsi qualcosa in meno rispetto la propria fetta di potere”.

Marco Podeschi, Upr: “Non capisco perché ribadire ancora la differenza netta tra dipendenti pubblici e privati anche rispetto al distacco sindacale. Così i dipendenti pubblici possono essere distaccati a costo dello Stato. Chi lavora in certi settori privati farà sempre più fatica ad essere distaccato. Così come a rientrare al proprio lavoro. Mentre chi è sotto lo Stato è agevolato,  può essere distaccato, pagando lo Stato. Noi stessi sul regolamento consiliare siamo divisi per il trattamento di dipendenti pubblici e privati. Da tempo abbiamo deciso per legge  che ogni partito abbia un suo budget e in base quello possa far funzionare la propria forza politica. La politica qui è in subordine alle forze sindacali che hanno diritto a dipendenti pubblici pagati e distaccati. Si riacutizza così la differenza sociale tra dipendenti pubblici e privati. Non è legge nuova e innovativa ma vecchia”.

Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Chi mi ha preceduto ha sintetizzato la situazione che stiamo attraversando e alcuni casi vanno rivisti. Siamo tutti impegnati nella spending review, a risparmiare a tutti i livelli e questo principio vale per tutti. Cerchiamo di essere ragionevoli su questi emendamenti, cerchiamo di approfondirli. Ritengo che la proposta non sia da scartare, ma da valutare. Pur sostenendo la legge e l’azione del sindacato, in questo caso non possiamo fare distinzioni e portare privilegi che coscientemente non possono essere accolti”.

Maria Luisa Berti, Ns: “Condivido la ratio degli emendamenti, non particolarmente quello di C10 in subordine, ma riguardo il primo e quello di Rete, annuncio che li sosterrò con voto favorevole. Perché penso sia questa una delle occasioni in cui veramente possiamo restringere quella forbice che c’è tra pubblico e privato, ma non cogliamo mai l’occasione per farlo. Questa è un’occasione nell’interesse della casse dello Stato. Esprimo palesemente il mio voto favorevole”.

Valeria Ciavatta, Ap: “Le motivazioni di quello che dirò le hanno già espresse egregiamente Riccardi e Podeschi. Nel momento in cui si pensa che sia corretto e opportuno che con una legge dello Stato si regolamentino aspetti interni all’organizzazione interna dei sindacati, come finanziamenti e contributi, gioco forza deve essere consentito a una legge dello Stato e al Consiglio Grande e Generale di impicciarsi in altre cose. L’emendamento in subordine di C10 sulla rotazione degli incarichi è legittimo proprio per questo motivo.

E’ vero che dopo tanti anni di distacco dal sindacato sia difficile tornare nel mondo lavoro, ma sono problemi che esistono nel sindacato in tutto il mondo. Per ciò che concerne la questione distacchi, credo non si giustifichi più questo particolare regime. La Pa sta gestendo una crisi con la riduzione di professionalità e lo fa con grande difficoltà perché il sindacato non aiuta al reperimento di graduatorie, per esempio, di laureati che mancano. Mi dovete spiegare perché ci devono essere tutte le complicazioni create in questi anni per queste posizioni dal sindacato. Io vedo grande contraddizione in questo: si chiede di mantenere distacchi nella Pa senza limiti e senza profili retributivi, ma quando la Pa ha bisogno di professionalità si creano problemi. E’ un problema forte. Le proposte fatte sono nell’ottica di modernizzare il rapporto tra Amministrazione e sindacato”.

Mimma Zavoli, Civico 10: “Ci sono condizioni attuali che non sono più sostenibili, né eticamente giuste. La politica deve avere il coraggio di fare scelte che non sono facili da fare. Il governo ha deciso che questa scommessa, nei confronti di una legge non urgente, andava fatta. Proviamo allora a giocarla in maniera chiara, avendo il coraggio di mettere tutti sullo stesso piano. Altrimenti avremo due categorie di lavoratori. Una che ha una condizione di privilegio, cioè i dipendenti della PA, l’altra che non ha la stessa serie di certezze”.

Tony Margiotta, Su-LabDem: “C’è una questione che deve essere evidenziata: questo argomento è materia contrattuale. Questo tipo di discorso deve essere fatto tra le parti. Vi è un contratto collettivo dove si regolamenta il distacco, privato e della Pa. Non siamo d’accordo sul fatto che all’interno della legge ci debba essere questa disposizione. Non è la politica che deve farlo. E’ il contratto fra le parti a regolare ciò. Noi non voteremo gli emendamenti. Non perché non ne condividiamo la filosofia, ma perché crediamo che debbano essere organizzati incontri per discuterne”.

Matteo Zeppa, Rete: “La questione della contrattazione fra le parti mi sembra una leggera scappatoia. Facciamo figli e figliastri, un’altra volta. Al sindacato andava dato il finanziamento con lo 0,40 in maniera volontaria, ma non è stato accettato. Le sovvenzioni sono sostanziose. A San Marino ci sono dipendenti con dei privilegi, perché hanno la certezza del lavoro. Io lavoro nel privato, dove non c’è certezza del lavoro, né del reddito”.

Luigi Mazza, Pdcs: “Per il tipo di intervento che stiamo facendo, se questa è la necessità, comunico da parte nostra parere favorevole all’emendamento di Rete al punto B. Avremmo preferito un ordine del giorno, ma ritenevamo l’impegno un obbligo. Chiediamo che nella prossima contrattazione collettiva questo impegno sia mantenuto”.

Iro Belluzzi, Segretario di Stato al Lavoro: “Quella di Mazza è la linea che il governo intendeva percorrere. Sarebbe stato importante avere un impegno fissato con un ordine del giorno. Il contratto della PA è scaduto. Quello sarebbe stato l’ambito opportuno per dirimere la questione. Per segnare un punto fisso nella futura contrattazione, vogliamo accogliere quanto detto da Mazza. Tutto quello che è materia di distacco nella PA andrà in quella direzione. Chiedo che possa essere votato l’emendamento di Rete al punto B. Il punto A è stata una svista, come ricordato da Ciavatta”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Va chiarito cosa si intende per 6° livello. Ribadiamo che voteremo a favore dell’emendamento che ha presentato Civico 10 e che avevamo presentato anche noi, ovvero l’abolizione della possibilità di un distaccamento pagato dallo Stato per chi lavora presso il sindacato”.

Andrea Zafferani, Civico 10: “Il nostro emendamento rimane in votazione. Se l’emendamento di Rete viene accolto sarà un passo avanti”.

2 maggio 2016
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