Elezioni, in Emilia-Romagna arriva anche la lista animalista

Dopo la lontana esperienza da consigliere comunale, da anni Davide Celli porta avanti la sua battaglia lontano dalla scena politica. Ora ha deciso di tornare in campo perchè nessuno si cura di animali e ambiente
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BOLOGNA – Il ritorno del ‘soldato Daniza‘. Davide Celli, ex consigliere comunale dei Verdi a Bologna e figlio del noto entomologo, è pronto a una nuova avventura politica. Con una lista animalista in campo alle prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna. Per anni, Celli ha portato avanti la sua battaglia in difesa degli animali lontano dall’agone politico, in particolare contro gli abbattimenti degli orsi in Trentino (da qui il nome di battaglia, in memoria dell’animale ucciso nel 2014), dopo anni passati sugli scranni di Palazzo D’Accursio. Poi la ‘riapparizione’ nel 2016, in occasione delle amministrative a Bologna, come capolista dei Verdi a sostegno del candidato sindaco ambientalista Matteo Badiali. Mancata l’elezione, Celli è tornato a ‘combattere’ sul campo. Fino a oggi.

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“Ai politici non importa nulla degli animali, è insopportabile”

“L’insopportabile mancanza di considerazione da parte di politici e amministratori pubblici per la condizione imposta da noi umani agli altri animali- si legge in un comunicato- hanno suggerito a un gruppo di animalisti e ambientalisti emiliano-romagnoli, esperti su tali tematiche, l’idea di presentare una lista animalista, in occasione delle prossime elezioni regionali, che si distingue per essere autonoma e indipendente da tutti i partiti“.

La presentazione ufficiale è in programma domani, a Bologna, al bistrot biologico Canapè di via Sant’Isaia. Saranno presenti, insieme a Davide Celli, anche Lilia Casali, Patrizia Martignani e Angelo Michelucci. I promotori della lista contestano, soprattutto, le politiche di “appoggio incondizionato alla caccia”, le “scelte sconsiderate a favore di attività come gli allevamenti intensivi“, la mancata applicazione delle norme a tutela degli animali e le “devastazioni ambientali“, a partire dall’inquinamento.

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2 Aprile 2019
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