Roma, sit in per la piscina di via Imperatore: “Resti alla Lazio nuoto”. Parte lettera a Raggi con 1.473 firme

Prosegue la battaglia della società biancoceleste a difesa dello storico impianto della Garbatella. Oggi sit in di genitori, atleti, famiglie e dirigenti
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ROMA – Sono 1463 le firme raccolte dal comitato di quartiere a difesa della Lazio Nuoto e depositate in Campidoglio al termine del sit-in pacifico che si è svolto oggi sotto palazzo Senatorio al quale hanno aderito utenti, atleti, genitori, famiglie, dirigenti e personalità del mondo sportivo e non solo.

Questo il testo: “Signora sindaca, i sottoscritti utenti o genitori di utenti della piscina di via Giustiniano Imperatore 199, venuti a conoscenza della inopinata messa a bando dell’impianto e ancora increduli che il nostro quartiere corra il pericolo di vedersi privato dell’esperienza sportiva e sociale che da così tanti anni la società sportiva Lazio Nuoto offre a tutti noi, rappresentano alla S.V. il vivo auspicio che si attivino tutti i provvedimenti utili a evitare una soluzione così devastante. Vogliamo che Lei, signora sindaca, sappia che, in un quartiere non certo incline ai colori biancocelesti, siamo tutti orgogliosi di far parte di questo glorioso sodalizio, che ha fatto la storia dello sport italiano e che nella nostra comunità è riuscito sempre a rendere il sogno e la serietà dei suoi metodi di istruzione e di allenamento alla portata di tutti, insegnandoci i valori dello sport e contribuendo a migliorare la nostra qualità della vita”.

Prosegue dunque la battaglia della società biancoceleste a difesa dello storico impianto della Garbatella, gestito dalla Lazio da oltre 33 anni e messo a bando dal comune di Roma.

“E’ stata una grande giornata che mostra quanto affetto ci sia da parte dei nostri sostenitori, di quanti conoscono le nostre attività e che sentono l’orgoglio di far parte di una società così gloriosa- ha aggiunto Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto– Una società che investe ogni euro dei proventi della piscina di Garbatella nell’agonismo e nel sociale sostenendo le spese per la squadra di A1 di pallanuoto, le gare di nuoto e del nuoto paralimpico (seconda società in Italia). Restiamo vicini alle famiglie degli utenti e dei dipendenti preoccupati che questo sogno iniziato nel 1900 possa finire”.

“Le promesse non mantenute da parte dell’amministrazione- ha concluso- hanno inevitabilmente portato al bando che, per come è stato scritto, è un gran pasticcio e rischia di favorire chi con lo sport vuole fare business e non chi come noi apre perfino gratuitamente a disabili e disagiati. Attendiamo risposte dall’amministrazione che non può restare in silenzio di fronte a questo meraviglioso popolo”.

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2 Marzo 2019
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