Scognamiglio (+Europa): "E' possibile arginare i populismi"

Campania

Scognamiglio (+Europa): “E’ possibile arginare i populismi”

NAPOLI – “Votare +Europa significa ricostruire un rapporto intelligente e utile con delle istituzioni che gestiscono risorse che metteremo al servizio delle nostre comunità”. È l’appello al voto lanciato, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire, da Giuseppe Scognamiglio, ex diplomatico, giornalista e manager Unicredit, candidato di +Europa alla Camera dei deputati.

“Rivolgersi all’Europa come se fosse matrigna, pensando di battere sempre i pugni sul tavolo, è una vera sciocchezza – riflette il candidato campano -. Oggi, in Italia, i populismi pensano di risolvere i problemi erigendo muri, mettendo dazi per proteggere i nostri prodotti anche se questo significa uccidere la nostra economia. +Europa significa allargare i nostri mercati e la nostra dimensione internazionale”.

Ma il partito di Emma Bonino vuole essere anche una risposta al venti antieuropeisti che spirano pure in Italia: “c’è una leadership poco illuminata che trasmette questo tipo di messaggi – sottolinea Scognamiglio -. E c’è un pezzo della popolazione che non ha gli strumenti culturali per difendersi da questi messaggi di natura populista. Io sono convinto che c’è, invece, un racconto diverso. Lo ha dimostrato Macron in Francia, che ha arginato il populismo di Le Pen spiegando che il rapporto con l’Europa è virtuoso, anzi è l’unica speranza per poter uscire dall’angolo e ritornare protagonisti. Così ha sgominato tutti i partiti tradizionali e l’opposizione sovranista. E’ il tentativo che stiamo facendo anche noi in Italia e sono convinto che sia possibile invertire questa tendenza”.

MIGRANTI? “INVESTIRE IN PAESI D’ORIGINE FLUSSI”

“L’Italia ha speso 30 miliardi per gestire l’emergenza e soli 500 milioni per investimenti nei paesi d’origine dei flussi migratori. Se facessimo il contrario, in 10 anni avremo invertito la tendenza di una migrazione economica che oggi rappresenta il 90% dell’intero fenomeno”, commenta Giuseppe Scognamiglio.

In un’intervista all’agenzia Dire, spiega che nel mondo “250 milioni di persone vivono fuori dai propri Paesi di origine. Rispetto al fenomeno è difficile essere favorevoli o contrari, il fenomeno esiste a prescindere da noi e va gestito. Negli ultimi 20 anni – sottolinea Scognamiglio – in Italia non c’è stata una gestione ma abbiamo solo reagito alle invasioni”.

“MANIFESTI IN STAZIONE UNICO NOSTRO LUSSO”

“Non mi pare che +Europa stia spendendo troppo in questa campagna elettorale. Le immagini di Emma Bonino nelle stazioni sono il lusso che ci siamo concessi”, spiega il manager e giornalista Giuseppe Scognamiglio, candidato di +Europa in Campania.

“Stiamo chiedendo, come tutti, in modo trasparente, finanziamenti che vengono corrisposti attraverso il sito di +Europa – conferma Scognamiglio -. Io mi sto concentrando principalmente sul web, bypassando i media tradizionali che generalmente sono più attenti al potere che alle novità. E poi, tanto porta a porta per capire bene quali sono le difficoltà del nostro territorio, dal quale mancavo da anni”. Il candidato di +Europa, originario di Ercolano, in provincia di Napoli, ha infatti girato il mondo prima da diplomatico, e poi come top manager di Unicredit, dirigendo anche una rivista di geopolitica internazionale.

“Cosa mi aspetto da queste elezioni? Se dovessimo superare il 3% – spiega Scognamiglio -, e su questo ci sono diversi segnali positivi, credo che saremo in grado di condizionare alcune scelte strategiche chiave e, quindi, essere parte attiva di qualsiasi discorso si apra per una maggioranza”. E la prima cosa da cambiare? “La legge elettorale, subito dopo l’insediamento”.

“RIPRODURRE MODELLO VIRTUOSO DI BAGNOLI”

“Bagnoli per 24 anni è stata uno scandalo, oggi finalmente diventa un caso virtuoso perché in 4 anni consegneremo un’area alla città che sarà splendida. Allora dico: riproduciamo il modello Bagnoli per una serie di altri progetti, per esempio la valorizzazione dell’area archeologica Pompei-Ercolano-Oplonti, concentrandoci sulla valorizzazione di un’area degradata che invece può diventare ricettiva di grandi flussi turistici”. È questa la ricetta proposta da Scognamiglio. Il cosiddetto ‘modello Bagnoli’ andrebbe duplicato “attraverso il commissariamento straordinario e l’affidamento a Invitalia, una struttura – spiega il candidato del partito di Emma Bonino – ben gestita da due campani, che può rispondere alle richieste e prendere decisioni senza essere vittima dei veti incrociati degli enti pubblici”. A Napoli e al Sud occorre “concentrarsi su piccoli e grandi progetti – riflette Scognamiglio – per poter migliorare rapidamente la vita dei nostri cittadini. Penso al fiume Sarno, un’operazione realizzabile facilmente con i fondi europei, e penso, al contempo, a quei grandi progetti che possono attirare l’attenzione dei grandi investitori internazionali”.

2 marzo 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»