Usa, Scarpat (A. Disarmo): "Dopo Parkland, imprevedibile Trump"

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Usa, Scarpat (A. Disarmo): “Dopo Parkland, imprevedibile Trump”

ROMA – Da Trump “un’apertura imprevedibile” sul controllo delle armi ma anche il rischio che a condizionarlo in realta’ siano solo “pressioni del momento” e che alla fine i cambiamenti di linea non siano affatto duraturi. L’esperto Nicolò Scarpat, autore per l’Istituto ricerche internazionali Archivio disarmo di una ricerca su ‘Diffusione, vittime e controllo’ delle armi da fuoco negli Stati Uniti, commenta cosi’ per la DIRE le ultime uscite del presidente Donald Trump, che si e’ detto favorevole, durante una conferenza in diretta, a una legge per introdurre maggiori controlli sull’acquisto di armi e il loro sequestro temporaneo ai soggetti considerati a rischio. “Si parla di molti provvedimenti, alcuni, la cui influenza sarebbe minima, sono stati appoggiati anche dalla lobby delle armi” sottolinea Scarpat.

Tra le proposte che hanno il via libera della National Rifle Association, quella sul divieto dei dispositivi noti come “bump stock”, usati durante la strage di Las Vegas, che consentono di sparare piu’ velocemente

“C’e’ poi – ricorda Scarpat – il Fix Nics Act, una proposta di legge bipartisan che, similmente a una legge approvata da George Bush nel 2008, rafforzerebbe l’implementazione dei controlli sulle vendite, prevedendo incentivi affinche’ gli Stati e le agenzie federali informino l’Fbi sull’identita’ delle persone con precedenti penali o con problemi di salute mentale a cui e’ gia’ vietato comprare armi”. Altre due proposte, invece, sono state gia’ avversate dalla lobby delle armi: “Ricompare, infatti, l’idea di estendere i controlli anche sulla vendita tra privati, oltre che nei negozi, gia’ presentata, invano, da Obama nel 2013” e “Trump ha espresso supporto per la possibilita’ di requisire armi a persone con problemi mentali o considerate a rischio, anche prima di aver ottenuto il mandato di un giudice”.

Trump ha parlato inoltre di aumentare da 18 a 21 anni l’eta’ minima per l’acquisto di fucili come l’arma da assalto usata nella strage di San Valentino al liceo di Parkland, in Florida

“Nel 2013 Obama aveva presentato alcune proposte restrittive per l’acquisto di armi, che non erano state approvate” ricorda Scarpat: “Ora da Trump assistiamo a un’apertura imprevedibile rispetto alla settimana scorsa, quando aveva sostenuto la proposta della lobby delle armi di armare anche gli insegnanti”. “Probabilmente la svolta e’ dovuta a circostanze eccezionali” osserva lo studioso: “Negli ultimi cinque mesi, si sono verificate tre sparatorie di massa tra le prime dieci per numero di vittime della storia americana recente”. “Puo’ darsi che come spesso accade Trump si lasci condizionare dalle pressioni del momento, e oggi negli Usa sono state diverse le iniziative e manifestazioni contro la vendita indiscriminata di armi” conclude Scarpat. “Bisogna vedere se questo condizionamento e’ destinato a cambiare presto o se e’ il segno di un cambiamento duraturo”.

2 marzo 2018
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