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Le multinazionali di Firenze pronte ad assumere 1.000 persone

lavoroLe 17 multinazionali presenti nella Città metropolitana, attraverso una ricerca condotta da Comune e Camera di Commercio di Firenze e Confindustria, “ci dicono di essere disposte ad assumere almeno mille persone in 5 anni” con profili professionali “non generici ma specializzati”. Così Fabrizio Landi, membro del Cda di Finmeccanica e consigliere personale all’economia del sindaco Dario Nardella, al termine del ‘Comitato delle grandi aziende dell’area metropolitana fiorentina’ convocata a Palazzo Vecchio.

Una riunione operativa, sottolinea alla ‘Dire’, per fare il punto su un progetto “di formazione scuola-lavoro” da sperimentare nell’area metropolitana fiorentina. Presenti, oltre alle aziende, il vicesindaco di Firenze, Cristina Giachi, il prorettore dell’Università di Firenze, Marco Bellandi, i dirigenti scolastici dell’ufficio scuolastico regionale. Fra i profili maggiormente richiesti ingegneri (progettisti meccanici e analisti termostrutturali), specialisti del web (cloud specialist, cloud security, web marketing specialist) e della logistica, ma anche tecnici di cantiere, gestionali e di sviluppo prodotti. “Da qui a giugno- continua Landi- daremo vita ad un programma che speriamo possa essere operativo a settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico: processi di avviamento al lavoro nei vari livelli del sistema scolastico, attraverso il coinvolgimento delle aziende”, grossomodo sul solco “del sistema tedesco, anche se siamo in fase di sperimentazione”.

In sostanza l’Università, spiega Landi, elaborerà “progetti focalizzati” per far acquisire allo studente prontezza alla professione “nell’ultima fase dei percorsi scolastici, superiori o universitari”. Presente al vertice anche il presidente della Camera di Commercio, Leonardo Bassilichi: la Cciaa “si candida a sviluppare quegli strumenti operativi per conciliare le esigenze delle imprese con l’offerta formativa”.

Dal ministero, afferma Cristina Giachi, “avevamo avuto il via libera alla sperimentazione di questo progetto di alta formazione. Ma quando il decreto sulla buona scuola diventerà legge, quella che oggi è una Best Practice a Firenze diventerà un modello virtuoso da applicare in tutta Italia”.

02 marzo 2015

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