A Napoli Potere al popolo occupa chiesa per aprirla ai senzatetto

NAPOLI – E’ la chiesa di S. Antonio a Tarsia, nel quartiere di Montesanto, quella che gli attivisti di Potere al Popolo hanno occupato questa mattina per offrirla come riparo dal freddo ai senzatetto. Abbandonato da anni e vandalizzato nel tempo, l’antico edificio comprende oltre alla chiesa anche un chiostro e tre piani di stanze e appartamenti.

“È assurdo – dicono gli attivisti – che sotto i nostri occhi ci siano persone che muoiono di freddo per strada. Dall’inizio del 2018 già cinque persone sono morte di freddo in Italia, da Nord a Sud del Paese. La curia di Napoli è il maggior proprietario immobiliare della città, con circa un centinaio di case. A queste vanno aggiunti gli immobili delle circa 150 arciconfraternite e quelli delle parrocchie. Per non parlare delle proprietà dei singoli ordini religiosi. Durante l’ondata di freddo che colpì l’Italia nel gennaio dello scorso anno morirono 8 persone in due giorni. Non resteremo spettatori immobili di fronte a una tragedia di tale portata”.

E nella chiesa ora occupata campeggia lo striscione “Il nostro decoro è la solidarietà, apriamo le porte alla speranza!“. “Mentre tutti fanno a gara a chi la spara più grossa in termini di promesse elettorali”, ribadisce Viola Carofalo, portavoce nazionale della lista candidata alle prossimi elezioni del 4 marzo, “noi vogliamo portare come elemento politico di queste settimane di campagna elettorale qualcosa di molto concreto. Quello che facciamo tutti i giorni all’ex Opg e che fanno tantissime associazioni e collettivi in tanti altri territori in tutta italia: organizzare la solidarietà, essere presenti sui territori, ritornare a far sì che la politica sia innanzitutto aiuto reciproco, sia vicina alle persone, a cominciare dagli ultimi”.

“Invece il governo Gentiloni, di fronte al dramma di chi vive senza un tetto sopra la testa, ha deciso di approvare il decreto Minniti che istituisce il daspo urbano per ragioni di decoro pubblico, dando potere ai sindaci di cacciare dai centri storici chiunque sia considerato “indecoroso”, di nascondere così l’estrema povertà e la marginalità sotto a un tappeto, relegandola nelle periferie. L’abbiamo visto – conclude la portavoce – a Torino due giorni fa, ma tutti i giorni lo vediamo in tanti centri storici del paese, con immagini inquietanti come quelle di Como e delle retate alla stazione di Milano e Roma.”

2 Febbraio 2018
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