Eritrea, la Zambaiti ad Asmara: “Più cotone e asili nido”


ROMA – “Nel nostro asilo accoglieremo ora anche i bimbi di quattro e cinque anni, un segno di rispetto per le mamme e le famiglie dei lavoratori” spiega alla Dire Pietro Zambaiti, amministratore delegato di Za.Er., la prima azienda tessile industriale d’Eritrea. Per i figli dei dipendenti, circa 550, accanto ai capannoni di Asmara già da tempo c’è un servizio di assistenza e scolarizzazione.

Seguiamo 100bambini, la metà dei quali però in strutture esterne” calcola Zambaiti: “Versiamo sovvenzioni agli istituti per garantirgli un percorso sicuro dalle elementari e fino alle superiori della Scuola italiana, che ha standard di alta qualità ma anche test di ingresso impegnativi”. All’interno dell’asilo di Za.Er, una sigla che sta per Zambaiti Eritrea, troveranno posto anche i bambini che hanno già compiuto i tre anni. “E’ un impegno apprezzato dai giornali locali, che scrivono di noi almeno una volta al mese” sottolinea l’amministratore delegato.

Fu suo padre, nel 2004, a rilevare per la cifra simbolica di un dollaro il terreno del Cotonificio Barattolo, storico ma anche ormai al collasso: “I macchinari erano inservibili e allora portammo i nostri, con l’impegno di continuare a investire in know-how per rilanciare produzione e lavoro” ricorda Zambaiti. I risultati sembrano dargli ragione. Oggi Za.Er. produce oltre 360.000 chilogrammi di filo ritorto l’anno, utilizzando solo cotone di Paesi africani, dal Burkina Faso al Mali, dalla Costa d’Avorio all’Uganda.

L’85 per cento dei nostri dipendenti sono donne, impiegate nei reparti di confezione camicie e dell’abbigliamento da lavoro o nella filatura” sottolinea Zambaiti. Convinto che l’Eritrea, nonostante le partenze dei migranti e le accuse di diritti violati rilanciate dalla stampa internazionale, abbia tanto da offrire: “E’ il primo Paese dell’Africa dove l’Italia dovrebbe guardare“.

E dopo l’asilo? “Il sogno dei miei genitori è che un giorno possano essere i nostri dipendenti eritrei ad assumere la guida dell’azienda” risponde Zambaiti. “Un aiuto può venire dalla Scuola italiana, un’altra eccellenza in un Paese da riscoprire”.

2 Febbraio 2018
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