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One Gallery, Csu e Usl: “Chiarezza per i 67 dipendenti”

Palazzo Pubblico

SAN MARINO – Arretrati e stipendi pagati a singhiozzo da mesi, i sindacati sammarinesi alzano la voce a difesa dei 67 dipendenti del One Gallery Outlet.  La Fulcas-Csu riferisce in una nota l’esito dell’incontro avuto oggi con l’assemblea dei lavoratori del centro commerciale “con all’ordine del giorno una valutazione sulle prospettive future dell’Azienda- spiega il sindacato- e, quale diretta conseguenza, la necessità di fare chiarezza sulla stabilità dei posti di lavoro e definire iniziative concrete riguardo alle inadempienze nella liquidazione degli stipendi”.

Per la Csu  è “l’ora delle scelte e delle decisioni, anche dolorose– sottolinea la nota- non è più tollerabile per i 67 lavoratori e per le loro famiglie non avere certezze riguardo alle loro retribuzioni, frazionate in tanti acconti liquidati senza certezza di date e sempre ben oltre quanto previsto dal contratto”. Dopo l’incontro avuto lo scorso 10 gennaio con il segretario di Stato al Lavoro, Andrea Zafferani, per portarlo a conoscenza della situazione, “non avendo avuto ulteriori riscontri”, la Csu ha chiesto di nuovo alla segreteria di Stato competente di “farsi promotrice di un celere e decisivo incontro con la proprietà dell’immobile, il legale rappresentante e la proprietà di One Gallery Outlet, i rappresentanti sindacali e dei lavoratori per chiarire una volta per tutte se vi sia la volontà di continuare con i progetti previsti dall’imprenditore per il rilancio della struttura commerciale”. E ancora, “qualora non vengano liquidate le spettanze arretrate- conclude la Csu- i lavoratori saranno costretti ad intraprendere iniziative e azioni di mobilitazione a difesa dei loro diritti”.

Anche Usl si sta impegnando sul fronte One Gallery Outlet, spiegando che la scadenza per il saldo dello stipendio di dicembre è stato disattesa: “È dalla mensilità di Agosto- puntualizza Usl- che gli stipendi vengono pagati con ritardo e mai in un’unica soluzione” e la situazione “non è più sostenibile”.  Come Csu, pure Usl ha richiesto un incontro con il segretario di Stato e le parti interessate: “Auspichiamo di venire convocati al più presto- prosegue- al fine di lavorare in sinergia per far sì che l’attività ritorni a essere pienamente ottemperante ai propri doveri“. Di pari passo con la Csu, Usl fa sapere che se ci sarà un ennesimo ritardo dei pagamenti sarà pronta a tutelare i dipendenti “anche con forme di mobilitazione”.

02 febbraio 2017

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