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Terremoto, i cittadini delle Marche a Boldrini: “Trattati come deportati”

ROMA – “Abbiamo ricevuto tante promesse e tanto coraggio quando siete venuti a salutarci, ma non vediamo ancora quello che qualcuno aveva promesso per Natale e noi abbiamo il precedente del terremoto del ’97, quando dopo tre mesi eravamo tutti dentro i container, mentre adesso a chi è andata bene ha dei moduli poco dignitosi, con i bagni fuori al freddo”. Una delegazione di terremotati delle Marche incontra Laura Boldrini a Montecitorio e prova a spiegare i disagi che tutt’ora stanno vivendo: “C’è ancora gente nelle tende e nelle roulotte; le persone ospitate nella costa stanno soffrendo perché sembrano dei deportati, la situazione psicologicamente comincia a essere intollerante. Sappiamo che le convenzioni con gli alberghi si stanno esaurendo, dove finiranno i nostri concittadini?”.

La presidente della Camera risponde: “Capisco la frustrazione a vedere le macerie, è una cosa che non rincuora. Voi parlate di deportazione sulla costa, ma scusate voi che cosa avreste fatto? Dove avreste messo le persone che non hanno più un’abitazione? Dove le avreste lasciate? Probabilmente i vecchi container non erano più adeguati, anche a causa delle temperature. Il trasferimento sulla costa è stato il modo per sottrarre le persone a un disagio che comunque ci sarebbe stato”. Poi, ricorda gli interventi legislativi già approvati: “Abbiamo promesso che saremmo intervenuti subito con risposte di legge, noi abbiamo fatto i decreti, stiamo tutti inseguendo gli eventi, eventi naturali che non è certo nostra volontà che accadano. La parte legislativa è stata aggiornata via via, ma il principale ostacolo è la burocrazia, ce lo dicono i sindaci e le persone come voi”.

di Antonio Bravetti, giornalista professionista

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02 febbraio 2017

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