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Banche, Rete-Lsm-Lazzari: “Trasparenza e muro a corruzione”

SAN MARINO – Il settore bancario e finanziario di San Marino reclama una svolta, non può più permettersi una mala gestio a tutti i livelli. Lanciano un appello accorato i consiglieri di Rete, insieme ai colleghi indipendenti Luca Lazzari e Federico Pedini Amati e all’outsider Alessandro Rossi, invitando la stampa ad un incontro volto a spiegare il proprio ordine del giorno presentato in seduta segreta in chiusura dell’ultima sessione consiliare. Diversamente dall’Odg del resto dell’opposizione che è stato poi ritirato, il fronte civico lo ha messo ai voti, ottenendo 12 sì, malgrado la bocciatura scontata. Mentre il testo della maggioranza poi, accolto in Aula, è “un ordine del giorni di spartizione- spiega Elena Tonnini di Rete- concentrato sulle nomine e sugli assetti patrimoniali di Cassa di Risparmio, il nostro non guarda solo a quella banca ma è un Odg di sistema”.

Cassa di risparmio SMQuattro gli obiettivi inseriti: affrontare il problema della gestione del credito e degli affidamenti impropri, determinando profili di responsabilità e disponendo una normativa per la prevenzione della corruzione in ambito bancario, definire i requisiti di chi va a ricoprire la governance delle banche perché “non basta sostituire le nomine politiche del cda”, chiosa Tonnini, riferendosi in particolare a Crrsm. Infine, ultimi punti inseriti sono “l’obiettivo di incrementare la tutela del risparmiatore e infine trovare soluzioni per Cassa di Risparmio“. Rossi spiega di aver contribuito ai contenuti dell’Odg e solleva la necessità di un regolamento sulla gestione del credito per gli istituti bancari più stringente. “Bisogna attivare meccanismi di presidio anticorruzione nel sistema bancario- aggiunge- non solo riferite all’antiriciclaggio”.

In particolare, “chi ha concesso credito oltre certi limiti- suggerisce- creando disequilibri economici e situazioni non competitive nel Paese, deve essere rimosso dal suo ruolo”. Roberto Ciavatta, Rete, boccia quindi l’odg della maggioranza perché “avrà risvolti pratici con la revisione della governance di Cassa di Risparmio, eletta in precedenza dallo stesso governo e in cui sono cambiati solo i pesi interni”. Gli interventi urgenti invece sono tanti altri. Lazzari ribadisce la mancanza di soluzioni a problemi: “Preoccupa il dato relativo ai crediti deteriorati, ovvero soldi prestati dalle banche che non tornano o fanno fatica a tornare- spiega- un aspetto che può essere legato ad affidamenti impropri”.
Le responsabilità di questo stato di cose è in primis della malagestio degli istituti, sottolinea Pedini Amati, Lsm.
Quindi anche della gestione tecnico-istituzionale: “La politica che commesso molti errori su Bcsm- ricorda- con presidenze che duravano il tempo di un tramonto, fino agli ultimi rinvii a giudizio di Vivoli e Giannini”. Infine Emanuele Santi, Lsm, sottolinea come la raccolta totale si sia dimezzata in pochi anni, giungendo a sei milioni di euro. Inoltre, elenca il costo del credito di imposta dato dallo Stato alla banche che a fine 2014 ammontava a 155 milioni di euro, cui si aggiunge il “gravissimo” intervento sul fondo pensioni a seguito di un salvataggio di una banca, con lo sconto concesso sui contributi per una settantina di dipendenti. Senza contare poi che “i beneficiari effettivi dei banche e finanziarie sono tuttora sconosciuti”. In conclusione, l’attenzione sul settore “deve restare alta- esorta Santi- serve un piano a 360 gradi per rilanciare le nostre banche”.

02 febbraio 2016

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