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Regione incassa 5 milioni da controlli straordinari su distretto cinesi

PRATO – Gli incassi per le sanzioni della campagna straordinaria di controlli sul lavoro nel distretto cinese delle confezioni dell’area di Prato, Pistoia ed Empoli nel 2015 ha fruttato 4,861 milioni di euro. Un progetto che si autofinanzia, dal momento che i controlli costano 4 milioni l’anno e che sta portando a risultati tangibili sul fronte del contrasto all’illegalità economica cinese, dopo il tragico rogo che uccise 7 operai nella fabbrica Teresa Moda. “Un bel risultato, per un progetto che vogliamo mantenere e consolidare anche in futuro”, commenta in una nota il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

enrico_rossi_Gli uffici avevano stimato di arrivare, sulla base dei dati dei primi sei mesi del 2015, a 4 milioni e mezzo di sanzioni incassate: sono invece 400 mila euro in più. Il che dice due cose. La prima è che le imprese cinesi colte in fallo, a differenza di quanto accadeva due o tre anni fa, non scompaiono nel nulla, cercando magari di riaprire i battenti sotto altro nome ma con gli stessi problemi, ma ottemperano alle prescrizioni e pagano. La seconda è che questo trend, già emerso l’anno scorso, si rafforza: una tendenza in crescita e inedita per le dimensioni. Dunque una buona notizia.

impresa cinese lavoroA fine 2015 ne sono state già verificate 4.415, ovvero il 57,3 per cento. “L’integrazione si realizza facendo in modo che le regole valgano per tutti e con la presenza costante sul territorio questo è possibile- ricorda Rossi-. Quanto abbiamo fatto con questo progetto, in collaborazione con le procure e le aziende sanitarie, è un modello che replicheremo su altri versanti, per esempio sul terreno delle frodi agro-alimentari”. Di fatto stanno aumentando anche le imprese a posto al primo controllo, naturalmente solo per i profili di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono state il 43,7% negli ultimi mesi del 2015 in tutta l’area metropolitana, ovvero più quattro su dieci. Sono più di quante erano all’inizio, il che è un’altra buona notizia. Nei prossimi mesi il quadro potrà farsi più chiaro.

di Carlandrea Poli, giornalista

02 febbraio 2016

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