Quanto conta il farmacista ospedaliero nella qualità delle cure? Sifo lancia mappatura

Il ruolo del farmacista nel sistema salute? FIno ad oggi non è stato misurato in termini di risultato nei percorsi di cura

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NAPOLI – Una mappatura nazionale e locale per quantificare una volta per tutte quanto sia efficace l’attività del farmacista ospedaliero nell’assistenza e nella qualità dei percorsi di cura. È la proposta che Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, lancia dal 39° congresso nazionale di Napoli. La mappatura sarà il primo step di un progetto più ampio, della durata di tre anni, dal titolo “Costruzione di un sistema di performance management per lo sviluppo della farmacia e del farmacista nelle aziende sanitarie”.

Verranno monitorate le diverse realtà, verificando ogni aspetto, dal lavoro in team multidisciplinari alla formazione, dalla presenza delle tecnologie indispensabili alle banche dati. E non mancheranno ‘interviste’, ai pazienti ma anche agli altri professionisti sanitari, per raccogliere feedback sulla loro percezione dell’attività dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici.

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“Il ruolo del farmacista nel sistema salute non ha sino ad oggi visto una misurazione adeguata dei risultati della sua operatività nei percorsi di cura (performance) e delle modalità di ottenimento di tali risultati se non per gli aspetti legati all’economia”, afferma Maria Grazia Cattaneo, vicepresidente Sifo e tutor della sessione odierna “Il Farmacista e le performance nell’attuale Sistema Salute”. Quindi prosegue: “Negli anni abbiamo imparato a definire le job description del farmacista ma non abbiamo investito in modo adeguato sulla raccolta dei dati, indispensabili a testimoniare il nostro ruolo a tutti i livelli“. Proprio per questo, arriva oggi la proposta di raccogliere finalmente dei dati, in modo strutturato e sistematico. 

“Servono- aggiunge ancora Cattaneo- misurazioni puntuali, a livello nazionale, regionale e locale del grado di efficienza ed efficacia delle nostra attività e dell’impatto che possono portare nel sistema salute”. Ma c’è anche un altro grosso ‘nodo’ che questo progetto si ripromette di sciogliere: una misurazione puntuale potrà, infatti, dare evidenza documentata delle ancora troppo frequenti disomogeneità tra regione e regione, in termini di qualità e di sicurezza delle cure a livello ospedaliero e territoriale.

Ciò che propone Sifo è uno studio che potrebbe fare da base per “una più corretta pianificazione delle ‘risorse umane’ in termini di numeri e di competenze necessarie”, non tanto basate sulle dotazioni organiche quanto sui bisogni di salute della popolazione assistita. “Oggi in Italia assistiamo ad una eterogeneità di sviluppo dei nostri servizi e per tale motivo la prima cosa da fare è dare evidenza del nostro valore in una visione di sistema, che su tutto il territorio misuri le nostre attività in termini di efficienza, di efficacia e di impatto/valore“, afferma ancora la vicepresidente di Sifo, dottoressa Cattaneo. D’altro canto bisognerà certamente tener conto dei singoli contesti e delle loro dimensioni rilevanti per gli utenti, ma in tali contesti non potranno mancare: le tecnologie indispensabili per la qualità e sicurezza delle cure (dotazioni informatiche, apparecchiature, ambienti). E poi le banche dati, la formazione continua, le attività in team multidisciplinari.

Uno studio approfondito di questo tipo “porterà ad una più equa valorizzazione della nostra professione– prosegue Cattaneo- e farà sì che non si debba discutere di contrazioni e di cancellazioni di strutture e di posti di lavoro ma darà pieno riconoscimento alla nostra funzione imprescindibile di generatori di valore per le terapie farmaceutiche erogate, lavorando sulla qualità e sicurezza d’uso delle stesse”.

Nel progetto sarà coinvolto l’Osservatorio nazionale Sifo, quale monitor sul territorio nazionale dell’implementazione adeguata della funzione del farmacista e dei servizi farmaceutici. L’Osservatorio lavorerà in particolare per analizzare il ruolo del farmacista nelle diverse aree di competenza, anche nel solco degli Statement europei della farmacia ospedaliera individuati dall’Eahp, l’associazione europea dei farmacisti ospedalieri. “Quelli messi a punto dall’Eahp sono statement di qualità e sicurezza condivisi- conclude Cattaneo- che rimarcano le linee di attività della nostra professione, in continua necessaria evoluzione”.

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1 Dicembre 2018
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