Antibiotico resistenza, Sifo a sostegno dell’approccio One Health

In Italia le infezioni da germi multiresistenti offrono numeri drammatici: se n'è parlato al congresso dei farmacisti ospedalieri a Napoli.

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NAPOLI – L’antibiotico resistenza è un fenomeno globale di crescente portata tanto da rappresentare una delle emergenze di sanità pubblica di maggiore rilevanza sia per l’impatto economico che per l’impatto sui processi di cura. Il nostro Paese è tra quelli in Europa con i livelli più alti di antimibiotico-resistenza ed è il terzo per consumo di antibiotici.

In Italia le infezioni da germi multiresistenti offrono numeri drammatici: con circa 7mila morti all’anno uccidono infatti il doppio degli incidenti stradali. Con questi dati e con una sempre più diffuso stato di allerta in tutto il Servizio sanitario nazionale e nelle agenzie nazionali, inevitabilmente l’escalation dell’antimicrobico-resistenza è stata al centro di una delle sessioni del 39° Congresso Sifo in corso di svolgimento a Napoli.

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“La Sifo, già da anni è impegnata nel promuovere lo strumento dell’Antimicrobial Stewardship, come momento di confronto multidisciplinare ed impegno finalizzato a sostenere l’ uso responsabile e appropriato degli antibiotici”, ha sottolineato Maria Galdo, coordinatrice del workshop e responsabile Sifo per l’area della terapia del dolore. “Dedicando un’intera sessione a questa problematica abbiamo voluto investire sia sul fronte della formazione dei propri iscritti che sulla informazione di cui il farmacista ospedaliero e territoriale deve farsi portavoce”.

Stime attendibili indicano che le infezioni contratte in pazienti ricoverati in ospedale siano tra le 500mila e le 700mila. Le più frequenti riguardano vie urinarie, polmoniti, infezioni della ferita chirurgica, sepsi. Come indicato dai dati del Rapporto Pit Salute 2017 i casi di scarsa accortezza negli standard di sicurezza riguardano ad esempio il cattivo uso di guanti e di camici, l’inadeguato lavaggio delle mani, la mancata sterilizzazione degli strumenti.

 

In questo scenario, quale può essere il ruolo attuale del farmacista ospedaliero nel complesso sistema del monitoraggio dell’uso degli antibiotici? “E’ importante che ogni farmacista ospedaliero, per il suo background culturale, per il ruolo che riveste nei contesti decisionali e per competenze professionali precipue, colga l’opportunità di intervenire attivamente nell’Antimicrobial Stewardship. Partendo dall’analisi delle prescrizioni sia ospedaliere che territoriali, che costituiscono database ricchi di potenzialità, possiamo costruire indicatori di appropriatezza d’uso degli antibiotici e creare una rete di monitoraggio continuo e interconnesso con gli attuali sistemi di sorveglianza microbiologica”.

Nel workshop della Sifo, ampio spazio è stato dato al PNCAR 2017-2020 ed all’approccio integrato One Health (che vede lavorare insieme medicina umana, veterinaria, agricoltura) proposto dal Ministero, seguendo le indicazioni della Commissione europea che già nel giugno 2017 aveva lanciato lo “European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (AMR)” in cui proprio questo nuovo tipo di approccio guida le azioni in maniera peculiare.

Di che si tratta, per quanto riguarda il nostro Paese? “Dall’analisi degli attuali dati”, risponde concludendo Maria Galdo, “il ministero della Salute, con l’innovativo approccio ‘One health’, ha individuato 6 ambiti di intervento per contrastare il trend in aumento della resistenza batterica, che sono: sorveglianza; prevenzione e controllo delle infezioni; uso corretto degli antibiotici – compresa Antimicrobial-Stewardship; formazione; comunicazione e Informazione; ricerca e innovazione. Con un cronoprogramma puntualmente calato nella pratica quotidiana e molto serrato, l’approccio costituisce una chiara linea da seguire per tutte le Regioni a che noi invitiamo tutti i professionisti coinvolti a seguire fedelmente”.

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1 Dicembre 2018
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