Commercio, Bologna diventa la capitale del neuromarketing

Due giorni con i 'guru' mondiali delle neuroscienze applicate al marketing e dell'ultima novità del precision marketing.

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ROMA – Due giorni con i ‘guru’ mondiali delle neuroscienze applicate al marketing e dell’ultima novità del precision marketing. Sono i temi principali della due giorni sull’innovazione per il marketing strategico in programma a Fico Eataly world, a Bologna, denominata “Philip Kotler marketing forum” (Pkmf), giunta alla quarta edizione e incentrata, appunto, sul precision marketing, che tramite i principi di personalizzazione e pertinenza individua e raccoglie le preferenze dell’utente, giungendo ad una profilazione dettagliata e creando così strategie ed esperienze d’acquisto su misura. Philip Kotler sarà anche a Roma, nella sede di Hdrà, il 3 dicembre per parlare di ‘corporate social responsability’ e strategie di marketing.

Philip Kotler, colui che dà il nome alla manifestazione, è intervenuto questa mattina su come il precision marketing ripensi gli attuali processi di business, intercettando le evoluzioni di mercato e i fenomeni di consumo, che tra l’altro, secondo Kotler, educa le imprese a sviluppare una migliore consapevolezza della propria relazione con la società. Consapevolezza che si manifesta nella corporate social responsibility, nella sostenibilità ambientale e nella scelta di governance più inclusive e partecipative.

Ad inaugurare la kermesse venerdì mattina, invece, è stato Martin Lindstrom, cosiddetto “padre del neuromarketing”, che ha approfondito il ruolo cruciale giocato dagli small data nel precision marketing. Secondo l’esperto, infatti, sono i dettagli più piccoli, in questo caso le preferenze dell’utente finale, a fare la differenza tra una strategia vincente ed una perdente.

Ma soprattutto, fondamentale è il modo in cui si interpretano, per arrivare alle emozioni e ai desideri più profondi del consumatore, per costruire un autentico marketing user experience. Gli small data, però, sono solo una parte del processo. Anche il ruolo dei social media infatti è importante, ma soprattutto il modo in cui li si utilizza, perché, ammonisce Lindstrom ricordando il caso recente di Dolce e Gabbana in Cina, un uso sbagliato “può far crollare alcune aziende”.

Inserito nelle 100 personalità più influenti del mondo dalla rivista Time nel 2009, Lindstrom è autore di strategie provocatorie e all’avanguardia che gli sono valse il titolo di ‘brand futurist’ e lo hanno portato a collaborare con i più importanti marchi mondiali.

Il Philip Kotler marketing forum “si conferma come l’osservatorio privilegiato sul futuro del marketing strategico- afferma Marco Raspati, ceo di Nexo Corporation, main partner dell’evento-. La risposta che ci ha dato il territorio è di estremo interesse su tutti gli argomenti che abbiamo ipotizzato insieme. L’inserimento di un personaggio come Martin Lindstrom ha dato ancora più valore all’attività che abbiamo ipotizzato sin dall’inizio, cioè quattro anni fa”.

Il programma, tra i vari ospiti, ha visto la partecipazione, oltre ai ‘padroni di casa’ Oscar Farinetti e Tiziana Primori, rispettivamente fondatore e amministratore delegato di Fico Eataly world, e dei rappresentanti dei più grandi brand mondiali, tra cui Amazon e Microsoft, nonché esperti di marketing e sostenibilità. Ciascuna giornata è dedicata agli interventi dei relatori, i pomeriggi del forum sono invece dedicati ai panel di approfondimento sull’efficacia del marketing di precisione rispetto a quattro ambiti cosiddetti “driver” della scena economica: il Tech, la Blockchain, il Retail e il Food.

GURU MARKETING: PRIVACY? NON HO SMARTPHONE APPOSTA

“Non c’è un vero e proprio modo per proteggere i dati se non quello di disconnettersi totalmente dalla rete come ho fatto io”. A dirlo non è un mediattivista o un rivoluzionario antisistema, ma Martin Lindstrom, l’esperto di neuromarketing celebre in tutto il mondo proprio per aver sviluppato l’importanza degli small data, cioè le preferenze di ciascun utente, all’interno delle strategie di marketing.

Intervenuto al Philip Kotler marketing forum, di scena a Bologna al Fico Eataly world il 30 novembre e l’1 dicembre, Lindstrom ammette che “i social network non permettono una vera e propria protezione dei dati totale”, anche se “dal punto di vista delle imprese c’è un modo per proteggere i dati ed è quello che stanno facendo Facebook e Google”.

Ma soprattutto, l’esperto, inserito nelle 100 personalità più influenti del mondo dalla rivista Time nel 2009 e collaboratore dei più importanti marchi mondiali, rivela di non avere lo smartphone per questo motivo.

“Il motivo per cui non ho uno smartphone è proprio perché questo non mi permetterebbe di proteggere la mia privacy. Io sono una persona privata e una pubblica, quindi ho due personalità che sono completamente separate. Il motivo per cui ho scelto di non avere un telefono è proprio perché mi impedirebbe di proteggere la mia privacy”, spiega Lindstrom.

Si ringrazia per la traduzione Elisa Mariani

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1 Dicembre 2018
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