San Marino

Ballottaggio, Psd: Riformisti votino noi, coesi in Smpt

sm_psdSAN MARINO – Non si può parlare di cambiamento a vanvera, “per il Psd non è un mantra, ma ha a che fare una direzione già intrapresa e che è da completare”. Dalla sede di via Rovellino, Gerardo Giovagnoli lancia un appello all’elettorato del suo partito, a chi lo ha votato al primo turno, affinchè ritorni alle urne domenica per il ballottaggio. Ma soprattutto, insieme a Iro Belluzzi, Milena Gasperoni, Andrea Belluzzi, Daniela Berti, Dalibor Riccardi e Matteo Rossi, si rivolge a chi il 20 novembre scorso ha fatto “una scelta diversa”, votando magari chi dal partito se ne è andato un mese prima dalle elezioni, ovvero gli ex, subentrati in Ssd e in corsa con la coalizione avversaria. Il cambiamento di cui il Psd si è fatto promotore nella passata legislatura è quindi “trasparenza, adeguamento internazionale, apertura- prosegue Giovagnoli- la piattaforma di partenza c’è, ma non è ancora sufficiente”.

L’ex capogruppo sottolinea la necessità quindi di portare a termine il cambiamento e il ruolo fondamentale che riveste il suo partito a questo scopo. “Lo spirito del Psd non è compromesso o intaccato dai numeri o dalla sua dimensione”, sottolinea, ricordando però che con la vittoria al ballottaggio, in Consiglio “si torna ad essere rappresentativi in un numero cospicuo”. Il dna è del Partito dei socialisti e democratici resta “tale e quale”, idem “la capacità- assicura- di fare riforme non basate sugli slogan del momento”. Giovagnoli marca quindi la differenza tra le due coalizioni in corsa, Smpt e Adesso.sm: “San Marino Prima di tutto non è stata assemblata nelle ultime settimane prima della campagna elettorale per fare risultato, né è nata contro qualcuno”. Mentre, “il messaggio dell’altra coalizione- prosegue- ha molto a che fare con ‘non vogliamo più quello o l’altro'”.

Andrea Belluzzi sottolinea che i risultati del primo turno “hanno detto che il Psd c’è”. E ancora: “Abbiamo voluto continuare un percorso importante che ha dato un riposizionamento internazionale a San Marino quale Paese affidabile- spiega- è stato fatto lavorando duro e con coesione con i nostri alleati”. E “se qualcuno, anche dei nostri, ha fatto la scelta di andarsene- prosegue- noi diversamente abbiamo ritenuto importante proseguire il lavoro iniziato”. Quindi rivolge un messaggio agli “elettori illusi o confusi al primo turno” che non hanno votato Psd: “Noi ci siamo e continueremo a lavorare in modo coeso sui programmi”. Belluzzi sottolinea poi la grande coesione con gli alleati: diversamente “tra gli avversari- fa notare- è emersa, anche nei dibattiti, una doppia personalità”. Anche Iro Belluzzi lancia un appello al “popolo della sinistra”. Il Psd non è il partito dei ‘contro’, ma “di chi conosce i problemi del Paese che vanno risolti con velocità”.

Per questo “non vogliamo arenarci su questioni ideologiche- prosegue- che bloccano i percorsi di rinnovamento di cui la sinistra è portatrice da sempre”. Il segretario uscente si dice quindi sicuro che i sammarinesi “non si lasceranno prendere in giro da chi si è fatto portatore di messaggi non veri- conclude- cercando di mimetizzarsi sotto una nuova veste”. Infine Daniela Berti sottolinea l’impegno del Psd a ridisegnare un nuovo modello-Paese: “C’è un motivo per cui un partito riformista come il Psd fa una coalizione con partiti strutturati- spiega- sono anni determinanti per definire il profilo di San Marino nei prossimi decenni, è importante che in questa fase ci siamo anche noi, quelli che fanno riforme”. Infine “abbiamo già trovato punti di incontro con gli alleati su igc, riforma contabile, mercato lavoro, regolamento consigliare- conclude- partiremo spediti, questa è coesione”.

1 dicembre 2016
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