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Cina, centinaia di denunce per il radiotelescopio gigante

ROMA – Centinaia di famiglie si sono costituite parte civile in Cina dopo essere state espropriate di case e terreni per far posto al radiotelescopio più grande del mondo. Fonti di stampa concordanti riferiscono di almeno 500 denunce presentate nella provincia sud-occidentale di Guizhou, nel distretto di Pingtang, dove in settimana sono cominciati alcuni procedimenti. Denominato ‘Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope’, Fast con l’acronimo, il radiotelescopio è grande come 30 campi di calcio. Costato l’equivalente di 160 milioni di euro, alimentato da 4450 pannelli solari, da settembre è in ascolto di onde gravitazionali, buchi neri e pulsar.

Il problema è che per far posto a specchi e antenne 9000 contadini sono stati allontanati dai loro villaggi e dal nuovo parco del “silenzio radio”: niente cellulari e apparecchi elettromagnetici per un raggio di almeno cinque chilometri, magari per captare segnali di vita extraterrestri. Secondo l’agenzia di Stato ‘Xinhua’, gli abitanti dei villaggi più lontani sarebbero “invidiosi” di chi ha dovuto trasferirsi. Pazienza per i mancati indennizzi, le demolizioni forzate e gli arresti, denunciati da più fonti: gli espropriati, recita la versione ufficiale, vivrebbero “meglio”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

1 dicembre 2016
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