Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

IPAB SICILIA, 2 DICEMBRE PROTESTA A PALERMO Si svolge mercoledì 2 dicembre a Palermo la manifestazione dei 2 mila lavoratori delle Ipab siciliane, senza stipendio da mesi e da 14 anni in attesa della legge di riordino del settore. Il sit-in, organizzato davanti a Palazzo d’Orleans, è solo la prima iniziativa programmata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl contro lo stallo del governo regionale. Giovedì 3 dicembre sarà il turno dei lavoratori dell’Irsap, l’ente che ha preso il posto degli ex consorzi Asi e che, a tre anni dalla sua istituzione, non ha neppure una pianta organica ed è costretto a fare i conti con sostanziosi tagli ai finanziamenti. Altra manifestazione si terrà l’11 dicembre, con lo sciopero generale dei 21 mila precari di tutte le pubbliche amministrazioni siciliane.

PININFARINA, ACCORDO RAGGIUNTO SUI LICENZIAMENTI Dopo mesi di tensione Pininfarina e sindacati hanno raggiunto un accordo sulla vicenda dei licenziamenti. L’azienda di design di Cambiano (Torino) aveva infatti annunciato ai primi di ottobre di volersi disfare di 14 addetti (sui 300 attualmente impiegati), nell’ambito di una complessa trattativa che vedrebbe la storica azienda piemontese in procinto di essere venduta al colosso indiano Mahindra. Una scelta avversata dai sindacati metalmeccanici, che contro la decisione in questi mesi hanno indetto quattro giornate di sciopero (le ultime due astensioni dal lavoro sono del 27 ottobre e del 9 novembre scorso). Nell’intesa, siglata lunedì 30 novembre, si stabilisce che a uscire dalla Pininfarina saranno solo dieci lavoratori, su base volontaria e con un significativo incentivo all’esodo (tra cui alcuni lavoratori ormai prossimi alla pensione). Gli altri quattro esuberi annunciati verranno gestiti, anch’essi su base volontaria, passando da contratti a tempo pieno a un part-time di 30 ore complessive. L’accordo prevede pure l’impegno del management a non avviare ulteriori riduzioni di personale. Ma sul futuro rimane ancora grande incertezza: l’azienda, infatti, ha più volte ripetuto che i tagli del personale rappresentano solo un terzo delle riduzioni di spesa previste fino a tutto il 2016, che dovrebbero riguardare i costi generali, la governance e le consulenze. “Finalmente la vertenza si è chiusa in modo accettabile, grazie alla determinazione dei lavoratori” commentano il segretario generale della Fiom Cgil di Torino Federico Bellono e il funzionario di zona Antonio Citriniti, che avevano mobilitato i dipendenti Pininfarina portandoli a protestare anche in piazza Castello a Torino. “Ora ci si può concentrare – continuano – sulla vera posta in gioco: il futuro non solo di un marchio prestigioso, ma di una realtà industriale importante, soprattutto se davvero si sta avvicinando la vendita agli indiani di Mahindra”.

EX LUCCHINI, UNO SCIOPERO PER IL RISPETTO DEL PIANO INDUSTRIALE Si è tenuto ieri, 30 novembre, al ministero dello Sviluppo economico, l’incontro di verifica dell’attuazione del piano industriale di Aferpi (ex Lucchini) e degli impegni presi l’8 ottobre scorso nella stessa sede. Durante l’incontro è stato presentato il nuovo management, a partire dall’amministratore delegato Fausto Azzi che ha illustrato un nuovo cronoprogramma, a cominciare dai lavori di smantellamento e dall’ipotesi di smontaggio dell’altoforno. “Come Fiom non possiamo che prendere nuovamente atto che gli impegni in termini sia di tonnellate laminate, sia dell’inizio, a fine novembre, dei lavori di demolizione previsti nel verbale del Mise dello scorso 8 ottobre, sia del rispetto dell’accordo sulla solidarietà sono stati per l’ennesima volta disattesi – si legge in una nota del sindacato delle tute blu Cgil – Così come appaiono in preoccupante ritardo sia la questione della nuova acciaieria che l’acquisto del forno elettrico”. “Per questi motivi – prosegue la Fiom – siamo sempre più convinti della necessità dello sciopero generale indetto da Fim, Fiom e Uilm per domani, 2 dicembre, con il quale chiediamo con forza il rispetto del piano industriale in tutte le sue parti, dalla siderurgia alla logistica fino al polo agroindustriale, e verso il quale anche il Governo è chiamato a rispettare e far rispettare quanto sottoscritto in sede istituzionale, a partire dal dare una risposta univoca sulla questione del trattamento di fine rapporto dei lavoratori”. Nella mattinata di domani, 2 dicembre, in concomitanza dello sciopero, si svolgerà una manifestazione, che sarà conclusa dall’intervento del segretario generale della Fiom Maurizio Landini, a supporto di quanto sopra e in difesa di un territorio che tanto ha dato in questi anni di dura crisi e al quale con atti concreti, non con le sole parole, si può ridare speranza.

ELEZIONI RSU ALLA STM DI AGRATE BRIANZA, ALLA FIOM MAGGIORANZA ASSOLUTA Importante affermazione della Fiom alle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie alla StMicroelectronics di Agrate Brianza, dove i metalmeccanici della Cgil si confermano primo sindacato sia tra gli operai che tra gli impiegati. In un quadro generale di una buona partecipazione al voto – oltre la metà degli aventi diritto si è recata alle urne – la Fiom ha avuto un consenso pari al 55% nel collegio impiegati e del 68% nel collegio operai. Il confronto con le precedenti elezioni vede per la Fiom un aumento dei delegati in entrambi i collegi e in generale un rafforzamento della maggioranza assoluta. Grande soddisfazione per il risultato è stata espressa da Roberta Turi, della segreteria nazionale, e da Pietro Occhiuto, segretario della Fiom-Cgil Monza e Brianza, per i quali “il voto delle lavoratrici e dei lavoratori premia e ripaga lo straordinario sforzo messo in campo dai nostri candidati. È un consenso dato alle persone che si sono volute cimentare in questa esperienza e anche alla proposta che la Fiom-Cgil ha messo in campo per questa importante azienda”. “I lavoratori hanno voluto mandare con il voto un messaggio chiaro alla direzione aziendale – hanno proseguito i sindacalisti – e cioè la necessità di aprire immediatamente il tavolo di confronto per la contrattazione aziendale, fermo ormai da diverso tempo. Ora l’azienda non può più sottrarsi al confronto, a partire dalla piattaforma unitaria presentata da Fim, Fiom e Uilm.” “Con la nuova Rsu – ha tenuto a sottolineare Roberta Turi – rinnovata tra l’altro per buona parte dei suoi componenti, continueremo a chiedere all’azienda un cambio della strategia industriale che dovrà essere basata su un rilancio degli investimenti e un maggiore stanziamento di risorse in ricerca e sviluppo. Condizioni necessarie per garantire il mantenimento e il rilancio dei livelli occupazionali”.

TASSA SUL LICENZIAMENTO IMPRESE PULIZIE, APPELLO SINDACATI-IMPRESE AGCI Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, LegaCoop Servizi, ANIP-Confindustria, Unionservizi Confapi, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTrasporti Uil, ovvero imprese e organizzazioni sindacali del Settore Imprese di Pulizie e servizi integrati/Multiservizi – chiedono con urgenza una modifica alle norme relative alla tassa sul licenziamento introdotta dalla Legge Fornero (Legge 92/2012). Sindacati e associazioni datoriali sollecitano la richiesta, già avanzata al Governo più volte nei mesi scorsi, di modificare l’Articolo 2 (Comma 34) della Legge Fornero confermando per le aziende l’esonero dal pagamento del contributo, anche successivamente al 31 dicembre 2015, in caso di “cambio d’appalto” con piena ed effettiva applicazione della clausola sociale prevista per i lavoratori inquadrati con il Contratto di lavoro per i dipendenti di imprese esercenti servizi di pulizie e servizi integrati/Multiservizi. Tale clausola sociale (prevista dall’articolo 4 del CCNL), quando applicata, tutela infatti il lavoratore che proprio in caso di cambio di appalto, viene assorbito, per contratto, dall’azienda subentrante. La Legge Fornero ha introdotto la tassa sul licenziamento a garanzia della disoccupazione senza immaginare gli effetti in un settore dove esiste la clausola sociale. “E’ evidente che si tratta, in questo caso” affermano sindacati e imprese, “di un contributo ingiusto e contraddittorio che indebolirebbe, più che rafforzare, l’obbligo di inserire clausole sociali a tutela dei lavoratori, finendo per tassare chi applica quelle stesse clausole. E’ una contraddizione che non può passare sotto silenzio ed un’ingiustizia per le imprese, costrette a sostenere un costo improprio, e per i lavoratori che, immediatamente rioccupati, non traggono alcun vantaggio dal contributo non percependo mai la Naspi”.

1 Dicembre 2015
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