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Il papa a Bologna incontra l’Università: “Siate cantiere di speranza e sognate in grande”

BOLOGNA – “Non accontentatevi di piccoli sogni, sognate in grande”. E le aule dell’Università siano “cantieri di speranza, officine dove costruire un futuro migliore”. E’ questa l’esortazione di Papa Francesco agli studenti dell’Alma Mater di Bologna, incontrati oggi in piazza San Domenico. “Non potevo venire a Bologna senza incontrare il mondo universitario- spiega il Papa dal palco- Bologna è chiamata la Dotta, dotta ma non saccente, proprio grazie alla sua Università che l’ha sempre resa aperta”. L’Alma Mater e “ogni università- afferma Francesco- è chiamata a ricercare ciò che unisce”. E in questo senso, “l’accoglienza che riservate agli studenti provenienti da contesti lontani e difficili è un bel segno”.

“LO STUDIO SERVE A  CERCARE IL SENSO DELLA VITA”

Secondo il Pontefice, “la ricerca del bene è la chiave per riuscire veramente negli studi“. Il Papa propone dunque “tre diritti“. Il primo è “il diritto alla cultura“, inteso non solo come “il sacrosanto diritto per tutti di accedere allo studio”, ma nel senso di “tutelare la sapienza. Troppo spesso si è condizionati da modelli di vita banali ed effimeri– afferma il Pontefice- che spingono a perseguire il successo a basso costo, screditando il sacrificio, inculcando l’idea che lo studio non serve se non dà subito qualcosa di concreto”. Lo studio invece, “serve a porsi domande, a non farsi anestetizzare dalla banalità, a cercare senso nella vita– richiama Francesco- non accontentiamoci di assecondare l’audience, non seguiamo i teatrini dell’indignazione che spesso nascondono grandi egoismi. Dedichiamoci con passione all’educazione, cioè a trarre fuori il meglio da ciascuno per il bene di tutti”.

Il secondo è il “diritto alla speranza“, ovvero “il diritto a non essere invasi ogni giorno dalla retorica della paura e dell’odio, a non essere sommersi dalle frasi fatte dei populismi o dal dilagare inquietante e redditizio di false notizie”. Ed è il diritto per i giovani “a crescere liberi dalla paura del futuro. E’ il diritto a credere che l’amore vero non è quello usa e getta e che il lavoro non è un miraggio, ma una promessa che va mantenuta”. Per il Papa, “sarebbe bello che le aule dell’Università fossero cantieri di speranza, officine dove si lavora a un futuro migliore”.

Il terzo diritto è quello alla pace. “Oggi molti interessi e non pochi conflitti sembrano far svanire le grandi visioni di pace- afferma il Papa- sperimentiamo una fragilità incerta e la fatica di sognare in grande. Ma non abbiate paura dell’unità. Le logiche particolari e nazionali non vanifichino i sogni coraggiosi dei fondatori dell’Europa unita”.

“NON ACCONTENTATEVI DI PICCOLI SOGNI, SOGNATE IN GRANDE”

Il Pontefice cita papa Benedetto XV, che fu anche vescovo proprio a Bologna, e la sua famosa frase sulla “inutile strage” a proposito della prima guerra mondiale. “Dissociarsi in tutto dalle cosiddette ragioni della guerra parve a molti quasi un affronto- afferma Francesco- ma la storia insegna che la guerra è sempre e solo un’inutile strage. Di fronte alla pace non possiamo essere indifferenti o neutrali”. E aggiunge: “Mai più la guerra. Non credete a chi vi dice che lottare per questo è inutile e che niente cambierà. Non accontentatevi di piccoli sogni, ma sognate in grande. Io sogno un’Europa universitaria e madre, che memore della sua cultura infonda speranza ai figli e sia strumento di pace per il mondo”.

L’ALMA MATER REGALA AL PAPA IL SIGILLUM MAGNUM

ubertini

Il Rettore Ubertini

In San Domenico, l’Alma Mater di Bologna ha consegnato a Papa Francesco il Sigillum Magnum, la massima onoreficenza accademica che, nel 1988, l’Ateneo consegnò anche a Papa Giovanni Paolo II in occasione della cerimonia per il nono centenario dell’Università felsinea. Sul palco, anche il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. “Per tutti noi la fatica più grande di questi anni è stata tenere ferma la qualità dell’insegnamento e della ricerca al livello alto in cui ci siamo sempre contraddistinti- dice il rettore Francesco Ubertini, accogliendo il Papa in piazza San Domenico per la cerimonia- e nello stesso tempo per non perdere la folta popolazione di studenti che qui convergono dall’Italia e dal mondo. Abbiamo voluto e vorremmo nel futuro che l’università rimanesse sempre un luogo di qualità, non per distinguerci nelle classifiche, ma per essere sempre pronti di fronte al giudizio degli unici che hanno diritto di giudicarsi, i giovani”.

Ubertini rivendica poi con orgoglio la scelta dell’Alma Mater di aprire i propri corsi agli studenti rifugiati, “coloro che qui trovano una casa al posto di quella che hanno perduto. E alcuni di loro sono qui con noi oggi- sottolinea il rettore- una casa accogliente e solida, dentro la quale nessuno avrà mai il diritto di usare parole che non vengono dalla ragione e dal cuore”. Dopo il rettore ha preso la parola Davide Leardini, in rappresentanza degli studenti dell’Alma Mater, che ha ringraziato il Pontefice per la sua grande “attenzione ai giovani, motivo per noi di coraggio e conforto”. Leardini richiama il discorso di Papa Francesco all’ultima giornata mondiale della gioventù, in Polonia. “Accogliamo l’invito a costruire un’Italia migliore– dice il giovane- spesso l’ultima parola sul nostro futuro è incertezza e i desideri si spengono, lasciando il posto a freddo calcolo”, utile solo per “fare il proprio interesse. Sembra che non ci sia più un ideale per cui spendersi, perchè di tutti abbiamo conosciuto le menzogne“. Leardini sottolinea anche come l’Università abbia “bisogno di maestri veri, di testimoni, che non si accontentano di dare nozioni, perchè l’Ateneo non può ridursi a essere solo un erogatore di servizi”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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