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DIRE Emilia-Romagna

Allo stadio di Bologna il Papa dice messa per 40.000, sotto la pioggia

BOLOGNA – Puntuale alle 17, come da programma, Papa Francesco ha fatto il suo ingresso allo stadio Dall’Ara di Bologna, per celebrare la messa davanti ai circa 40.000 fedeli che gremiscono gli spalti e il campo da gioco, nonostante la pioggia e il freddo. Prima del Pontefice, è entrata l’icona della Madonna di San Luca, patrona della città, che è stata fatta scendere appositamente dalla basilica sui colli. E c’è chi ironizza sul fatto che, come da tradizione, ogni volta che l’icona della Madonna di San Luca scende in città, piove. E così, anche oggi.

UN APPLAUSO PER IL CARDINAL CAFFARRA

Sull’altare, allestito sotto la tribuna centrale, concelebrano insieme al Papa i vescovi dell’Emilia-Romagna. Tra loro, anche il nunzio apostolico Antonio Sozzo, il vescovo dell’Anatolia, Paolo Bizzeti, e il vescovo emerito di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi, l’ultimo testimone diretto del Concilio Vaticano II ancora in vita. Al termine della messa, è stato dedicato un applauso al cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, scomparso di recente. “Avevamo previsto a questo punto un saluto al cardinale Caffarra- sottolinea il suo successore in via Altabella, Matteo Zuppi- segno di ringraziamento per il suo servizio. Ma lui purtroppo ci ha lasciato prima di questo appuntamento, da lui molto atteso. Siamo certi che prega dal cielo per la Chiesa tutta e in particolare per la sua Chiesa di Bologna. E noi un applauso glielo facciamo da quaggiù”.

“NON ESISTE UNA VITA CRISTIANA A TAVOLINO”

Durante l’omelia, il Papa invita a tenere “come una bussola” in particolare tre termini chiave: parola, pane e poveri. E ammonisce: “Non esiste una vita cristiana fatta a tavolino, scientificamente costruita, dove basta adempiere qualche dettame per acquietarsi la coscienza”. Il Pontefice ricorda che “la vita cristiana è un cammino umile di una coscienza mai rigida e sempre in rapporto con Dio, che sa pentirsi e affidarsi a Lui nelle sue povertà, senza mai presumere di bastare a se stessa”. Solo così, sottolinea Francesco, “si superano l’ipocrisia, la doppiezza di vita, il clericalismo che si accompagna al legalismo, il distacco dalla gente”. Insomma, secondo il Papa “la parola chiave è pentirsi“. Ma avverte: “Nel cammino di ciascuno ci sono due strade: essere peccatori pentiti o peccatori ipocriti“. Il Signore, però, “cerca puri di cuore, non puri ‘di fuori'”.

LA FOLLA APPLAUDA E GRIDA ‘VIVA IL PAPA’

Il passo del Vangelo di oggi, continua il Papa, “richiama anche ai rapporti non sempre facili tra padri e figli. Oggi, alla velocità con cui si cambia tra una generazione e l’altra, si avverte più forte il bisogno di autonomia dal passato, talvolta fino alla ribellione. Ma dopo le chiusure e i lunghi silenzi da una parte o dall’altra, è bene recuperare l’incontro, anche se abitato ancora da conflitti”. La fine della messa è stata accompagnata da un applauso scrosciante e dal grido “viva il Papa“.

ALLE 19 IL PAPA E’ RIPARTITO IN ELICOTTERO PER IL VATICANO

La funzione allo stadio è l’ultimo atto della visita a Bologna del Pontefice e tutto si è svolto in maniera ordinata e senza problemi, con le persone che hanno cominciato ad affluire già dalla tarda mattinata. Nell’attesa del Papa, lo stadio è stato ‘scaldato’ da alcune canzoni di artisti bolognesi e non (Morandi, Dalla, Carboni, Nek e De Gregori) e da una serie di interventi, tra cui quelli di Giorgio Comaschi e Alessandro Bergonzoni. E’ stato poi trasmesso in diretta dai maxischermi l’incontro del Papa con la comunità universitaria, in piazza San Domenico. Intorno alle 19, Francesco è ripartito dal vicino centro sportivo Zoni, in elicottero, alla volta del Vaticano.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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01 ottobre 2017

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