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Vendola a Pisapia: “Ulivo evoca più seduta spiritica che progetto politico”

ROMA – “Centrosinistra? Ma parliamo davvero di una stagione esaurita, visto che il centro-sinistra ha ridotto la sinistra ad un complemento d’arredo… il riformismo stenta a riformare se stesso, i teorici della ‘terza via’ sono stati arruolati e arricchiti dalle più inquietanti lobby economiche, Renzi ha portato a compimento il programma di Berlusconi, le politiche di austerità hanno reso agonizzante il ‘socialismo europeo’ e stanno mettendo in crisi la stessa idea di Europa. In questo contesto evocare l’Ulivo rimanda ad una seduta spiritica più che a un progetto politico”. Lo afferma Nichi Vendola in un’ampia intervista che appare oggi su La Repubblica.

“Non saprei dire inoltre- l’ex governatore pugliese- da dove nasce la pregiudiziale di Pisapia contro Sinistra Italiana , non ho letto i libri dei ‘marxisti per Tabacci’. La parola centrosinistra non è una bestemmia, ma è una formula svuotata, un progetto disintegrato dalle scelte che il Pd è andato maturando negli anni del governo: dalla riforma autoritaria della Costituzione alla cancellazione dell’articolo 18, dalla pessima ‘buona scuola’ allo sblocca cemento camuffato da ‘sblocca Italia’. Una deriva a destra che ha regalato al populismo e alla rassegnazione porzioni crescenti di elettorato”.

“Ci accusano di essere una sinistra minoritaria? Suvvia, Non c’è nulla di più minoritario del governismo a tutti i costi- insiste l’esponente di Sinistra Italiana- Avere ‘cultura di governo’ non significa essere intruppati dal pensiero unico del Capitale finanziario. C’è una sinistra che la domenica si commuove per il magistero radicale di Papa Francesco e nei giorni feriali si genuflette dinanzi ai Profeti della diseguaglianza, della precarietà del lavoro, della privatizzazione dei beni comuni, della necessità delle trivelle, o del realismo del vendere armi all’Arabia Saudita o del finanziare i lager per migranti in Libia”.

Per Vendola “serve a sinistra del Pd una lista unitaria perché impedire alla sinistra di ritrovare se stessa, la propria autonomia, il proprio coraggio intellettuale e politico, più che un errore sarebbe un delitto. Non mi sono mai piaciuti quelli che cantano ‘giovinezza, giovinezza’. Io penso che ci sia bisogno di tutti e che le liste di proscrizione siano un brutto segnale”.

01 ottobre 2017

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