Welfare

Lorenzin: “Posso allattare perché sono ministro. Ma bisogna permetterlo a tutte le mamme”

ROMA – “Io, paradossalmente, posso allattare perché sono un ministro della Repubblica: se fossi una dirigente, professionista lavoratrice autonoma, non potrei farlo. E questa è una cosa che dovrebbe far riflettere”. Così Beatrice Lorenzin, ministra della Salute, nel corso del suo intervento durante l’apertura a Roma del IX Congresso nazionale della Fimp (Federazione italiana medici pediatri).

beatrice lorenzin

“Tutti mi chiedono come faccio a conciliare il lavoro con l’allattamento e i bambini- ha proseguito- e la mia risposta è sempre la stessa: sono padrona del vaporetto, lo comando io. Questo per dire che, nonostante lavori sempre un numero di ore spropositato, riesco ad adattare il più possibile i tempi del lavoro a me. Spero di essere una buona madre, ma sono sicura che in questo modo sarò sicuramente un ministro migliore”. La questione che Lorenzin ha voluto sottolineare, quindi, è che oggi “la complessità della nostra società e delle nostre vite, oltre che la conciliazione del lavoro con i tempi della maternità, il tutto rende difficile fare delle cose normali. Per questo- ha proseguito- dobbiamo riscoprirle e rimotivarle dal punto di vista scientifico, per permettere ad una madre di allattare senza sensi di colpa”. Secondo la ministra, dunque, in questo senso il ruolo del pediatra “è fondamentale, soprattutto in una società in cui non nascono più bambini e in cui dobbiamo aiutare i genitori a vivere il fatto di essere tali come un evento eccezionale, ma non straordinario”.

Lorenzin ha quindi esortato a “normalizzare la gravidanza e ad eliminare questa ansia di aspettativa rispetto al prossimo futuro. Dobbiamo per questo cercare di aiutare le famiglie- ha aggiunto- a vivere con serenità l’esperienza straordinaria di cui la vita gli ha fatto dono, perché questi è un valore sociale che abbiamo”. Il ministero della Salute, nel frattempo, sta “strutturando un approccio organizzativo della vita moderna nei nostri territori, in modo da avere il pediatra di libera scelta, il medico di medicina generale e gli specialisti, che insieme devono riappropriarsi del ruolo sempre più forte di iniziativa e di vicinanza alle persone”.

Quante donne, si è chiesta poi Lorenzin, non riescono ad allattare al seno “non perché non vogliano, ma perché nei primi giorni non sono correttamente assistite? Quello che voglio dire è che il supporto alla mamma nel primo approccio e nei primi giorni di vita del bambino è indispensabile. Ormai- ha aggiunto ancora- è risaputo che i prime mille giorni di vita di una persona sono il tuo imprinting chiave: come mangia la mamma, come conduce la sua gravidanza, come allatta, il cibo che mangia, le vaccinazioni. Quindi lo ripeto- ha infine concluso la ministra- Il pediatra gioca un ruolo fondamentale per tutta la vita di una persona”.

di Carlotta Di Santo

Giornalista professionista

1 ottobre 2015
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