Parte il ‘Frecciarosa’, la prevenzione viaggia in treno

MILANO – Un treno rosa che come una Freccia aiuta la prevenzione a diffondersi viaggiando sui binari, da Nord a Sud. Oggi dalla stazione di Milano Rho Fiera è partito in direzione Roma Termini il viaggio inaugurale dell’iniziativa ‘Frecciarosa‘, la prevenzione ad alta velocità che in questo 2015 compie cinque anni. Cinque anni in cui “sono stati raggiunti oltre due milioni di viaggiatori, coinvolgendone 3.000 in visite senologiche, 1.500 in consulenze gratuite e distribuendo oltre 400.000 Vademecum della salute”, ha spiegato la presidente dell’associazione IncontraDonna onlus, Adriana Bonifacino, con cui Trenitalia, sotto il patrocinio del ministero della Salute, ha messo in piedi e sviluppato un’iniziativa che “non coinvolge soltanto una mera opera di prevenzione all’interno dei treni”.

Come ha chiarito Annalisa Monfreda, direttore di Donna moderna e Starbene, nonché moderatrice della conferenza tenutasi all’interno dell’Expo centre, tra i padiglioni dell’Esposizione universale: “Dal 2 al 20 ottobre ci saranno due treni al giorno sulla tratta Milano-Roma su cui ci saranno medici a disposizione di tutti i viaggiatori che si occuperanno sia della divulgazione che di prevenzione vera è propria, effettuando screening in loco”. Cos’è uno screening? Lo screening è ciò che più comunemente viene chiamato – nel caso del tumore al seno – mammografia, “gratuita fino ai 69 anni” come ha sottolineato Bonifacino, e che viene inserita all’interno della prevenzione secondaria.

Se questa è prevenzione secondaria, qual è la primaria? La primaria è quella relativa all’alimentazione e allo stile di vita, come ha illustrato invece il professor Giuseppe Ruocco, direttore generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la Nutrizione al ministero della Salute: “La prevenzione primaria è quella che attraverso un corretto stile di vita, dato soprattutto da un equilibrio alimentare, evita l’insorgenza dei tumori”, ha spiegato, sottolineando poi come il tema della sicurezza alimentare e nutrizionale sia una missione europea, proprio perché “facciamo parte dell’Unione europea” e “molte delle iniziative e delle linee antisettiche che riguardano i prodotti alimentari provengono da direttive europee”. Come funziona l’attività di controllo a livello comunitario è presto detto: “Si considerano- ha continuato Ruocco- i consumi medi e si contengono le sostanze che potrebbero essere dannose riportandole ai limiti consentiti”. Questo però non è un processo facile, come acclarato da un altro relatore intervenuto all’iniziativa, la ricercatrice nutrizionista e oncologa Debora Rasio, che ha avvertito sui possibili rischi che si nascondono in certi alimenti, “come i cereali in scatola, le bibite gassate” e i quei prodotti più comuni che “troviamo di solito nei due reparti centrali di ogni supermercato”.

Tornando però all’iniziativa, giunta come detto alla quinta edizione, centrale anche l’intervento dell’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, che ha illustrato come “questo tipo di eventi vanno nella radice intima dell’azienda”. Perché “Trenitalia guarda alla propria clientela come persone e non come gente a cui chiedere soldi. In questo senso- ha proseguito- mette a disposizione i propri treni e il proprio personale, ma è logico che la nostra partecipazione è secondaria in confronto al vero motore dell’iniziativa”, ossia l’associazione IncontraDonna onlus. E quest’anno non solo Roma e Milano, ma tutto lo Stivale, fino a Bari, verrà coinvolto: “Bisogna spingere per la sensibilizzazione soprattutto al Sud- ha detto Bonifacino- visto che se al Nord lo screening viene effettuato a 7 donne su 10, al Sud sono solo 4 su 10”. L’associazione quest’anno insiste anche sulla prevenzione dei virus che interessano principalmente i giovani, “come il papilloma virus che può colpire non solo le donne, ma anche gli uomini”. I giovani sono tra i principali destinatari non solo dell’iniziativa specifica, ma anche di una volontà futura di coinvolgere e di informare sempre di più le giovani generazioni “anche con interventi nelle scuole” come ha ricordato la madrina e testimonial del progetto, l’attrice Elena Sofia Ricci: “Alcune mie amiche non fanno mammografie per motivi stupidi, come la paura del dolore dello screening- ha infine raccontato- Ma ricordo a tutte che questo è un esame per niente invasivo. Altre invece rinunciano per paura di trovare il tumore, come se scoprirlo dopo invece porti benefici”.

di Nicola Mente

Giornalista

1 Ott 2015
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