AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti
tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura (anche su www.dire.it)

TOSCANA: FERROVIERI AGGREDITI, È SCIOPERO IL 4 SETTEMBRE

E’ in programma per il 4 settembre uno sciopero del personale di Trenitalia in Toscana dalle 9.00 alle 17.00. Lo rende noto Trenitalia. Lo sciopero è indetto dalle segreterie regionali Filt, Fit, Uilt in seguito alle aggressioni subite dal personale ferroviario. Lo sciopero, indetto per il 29 di Agosto, era stato differito al 4 di settembre su prescrizione della commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici.

VENETO: SCUOLA, RIPRENDE LA MOBILITAZIONE

Riprende la mobilitazione contro la legge sulla scuola e le prime battute, nel Veneto, sono in grande stile. Si comincia oggi martedi 1 settembre con un presidio davanti all’Ufficio Scolastico Regionale per arrivare, il giovedì, ad una manifestazione davanti alla Mostra del Cinema cui si attendono diverse centinaia di persone. Oltre alla contrarietà allo spirito della legge di riforma, le organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil Snals e Gilda puntano il dito sulla questione delle stabilizzazioni.

“I 100.000 precari da assumere- spiegano- sono in realtà docenti stabilizzati su posti che ogni anno erano liberi per le supplenze. Solo dopo la sentenza della corte di giustizia europea i 100.000 precari da assumere stanno esercitando un diritto negato per anni”.

Ma c’è di più: “L’iniquo e macchinoso sistema previsto per la stabilizzazione- osservano i sindacati- è fonte di confusione, di prevedibili contenziosi, di trasferimenti imposti sotto ricatto. A farne le spese saranno, oltre agli interessati, gli studenti e le famiglie”.

“Quanto al cosiddetto organico potenziato, che dovrebbe servire a promuovere 18 attività diverse- continuano i sindacati- in realtà sarà prioritariamente impegnato per coprire le supplenze degli insegnanti assenti”.

Altro fatto gravissimo è che la legge di riforma, assecondata in ciò dalla legge di Stabilità, prevede la non sostituzione fino a 7 giorni dei collaboratori scolastici e la non sostituzione sine die del personale amministrativo: “Questo fatto- conclude la nota- unito al blocco delle immissioni in ruolo per il personale Ata porterà il caos nella gestione delle scuole”.

CGIL BRINDISI E LECCE: SBAGLIATO FERMARE FRECCIAROSSA A BARI

“Riteniamo del tutto miope la scelta di Trenitalia di fermare il treno Frecciarossa a Bari, perché in contrasto con le logiche di uno sviluppo della rete dei trasporti realmente integrato e sostenibile. In quest’ottica infatti le infrastrutture dovrebbero essere implementate e adeguate sulla base del fabbisogno crescente di un’area geografica che ha raggiunto livelli altissimi di ricettività turistica, come si registra oggi nell’intero Salento. Invece non ci è chiaro quali siano i criteri di riferimento che segue Trenitalia nelle scelte”. Così in una nota il segretario generale della Cgil Brindisi, Michela Almiento e il segretario generale Cgil Lecce, Salvatore Arnesano.

“Ci sentiamo però di affermare – continua la nota – che è da tempo che registriamo, da parte della società, un disinteresse complessivo a investire nel Salento. Abbiamo dovuto assistere infatti negli ultimi mesi allo ‘scippo’ di quaranta milioni di euro destinati a rendere Surbo un polo tecnologicamente avanzato e attrezzato per garantire qualsiasi tipo di intervento manutentivo ai treni. Ciò avrebbe significato nuova occupazione e maggiore radicamento dell’Azienda Fsi nel Salento. Purtroppo le risorse sono state distratte per investire altrove”.

“Chiediamo quindi a Trenitalia di riconsiderare la scelta anche sulla base dei dati sopra richiamati- concludono i due sindacalisti- le presenze turistiche registrate nell’ultimo periodo fanno della Puglia e in particolare del Salento la meta preferita a livello nazionale. Chiediamo al presidente della Regione e a tutti i parlamentari pugliesi di sostenere con fermezza e determinazione un’istanza che rappresenta, a nostro avviso, un elemento essenziale in termini di sviluppo per l’intera regione nell’ambito del sistema Italia”.

DOMANI MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DEI BENI CULTURALI ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA.
L’iniziativa, organizzata da Fp Cgil, Fp Cisl e Uilpa, prenderà il via alle 16 con un presidio nel Piazzale Santa Maria Elisabetta. Alle 17,30 si formerà un corteo che attraverserà il Gran Viale ed il Lungomare Guglielmo Marconi per concludersi davanti al cantiere per il nuovo Palazzo del Cinema (il ‘buco’) dove i manifestanti resteranno fino alle 20,30.

I problemi sollevati sono molteplici- si legge in un comunicato sindacale- ed i lavoratori intendono sottoporli al ministro Franceschini cui una delegazione chiederà di essere ricevuta per consegnare ed illustrare un documento.

L’iniziativa, cui aderiranno i dipendenti dei musei e delle istituzioni culturali di tutto il Veneto, intende sollevare, partendo dalla realtà della regione, temi e criticità presenti in larga parte del territorio nazionale, a partire dallo stato degli organici e delle strutture, oltre che i problemi legati alla riforma del Ministero dei Beni Culturali e alla mancata nomina dei Direttori dei Musei di seconda fascia.

“Di notevole entità (tra il 20% ed il 30%) risulta la carenza di organici- attaccano i sindacati- che comporta difficoltà nelle coperture dei turni che avvengono con spostamenti continui di personale da una struttura all’altra, mentre vi è una carenza cronica di figure amministrative e si attenua l’impegno delle alte professionalità nel territorio. A ciò si intreccia la vertenza per il ritardato pagamento (tra i 6 e 7 mesi) del salario accessorio oltre che per il riconoscimento professionale”.

FVG: SINDACATI PENSIONATI, RICHIESTI DATI SU ISEE E FAP
Qual è l’impatto che i nuovi criteri Isee hanno determinato sulla platea dei beneficiari del Fondo per l’autonomia possibile. E quale l’effetto atteso della riduzione del tetto massimo Isee, prevista dal nuovo regolamento Fap. A sollecitare i dati sono le segreterie regionali dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, “per monitorare – spiegano i segretari regionali Ezio Medeot (Spi-Cgil), Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl) e Magda Gruarin (Uilp-Uil) – gli effetti dei nuovi criteri Isee in vigore a livello nazionale e del nuovo regolamento approvato dalla Giunta”.

“L’auspicio- proseguono i tre segretari- è che le nuove regole sul Fap rispondano agli obiettivi dichiarati dalla Giunta e condivisi dal sindacato: consentire una gestione omogenea degli interventi su tutto il territorio regionale, garantire l’abbattimento dei tempi d’attesa negli ambiti in cui il problema si è presentato e, quel che più conta, concentrare le risorse previste dalle quattro modalità del Fondo (assegno per l’autonomia, contributo ‘badanti’, sostegno alla vita indipendente e interventi sulla salute mentale, ndr) verso le famiglie e le persone non autosufficienti più bisognose di assistenza e di sostegno. Tutto questo ribadendo l’importanza strategica del Fap come pilastro delle politiche di sostegno all’assistenza domiciliare”.

Da qui la richiesta di un confronto “dati alla mano e in tempi utili per definire eventuali interventi con l’approvazione della Finanziaria regionale 2016″. mIn ogni caso, per i sindacati, “non possono essere prese in considerazione ipotesi di tagli alla dotazione del fondo (37 milioni, ndr), che sarebbero in evidente contrasto con l’obiettivo dichiarato di ridurre le liste di attesa e di rafforzare il sostegno alle fasce più critiche di utenza”. Piuttosto, concludono i sindacati, “va valutata la possibilità di introdurre misure tampone per garantire continuità assistenziale a quelle fasce di utenti già presi in carico e che dovessero risultare esclusi per la riduzione della soglia massima Isee”.

01 settembre 2015

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE
facebooktwitteryoutubelinkedIn instagram

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988