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Strage Bologna, domani torna in stazione il bus 37 che trasportò le vittime. Ha ancora la matricola

BOLOGNA – Probabilmente non arriverà in piazza delle Medaglie d’oro con le sue ‘gambe’, bensì trainato, ma il bus della linea 37 simbolo della strage del 2 agosto è ancora regolarmente immatricolato e targato come se fosse sempre pronto al servizio. Questo a differenza degli altri mezzi conservati nel museo dei trasporti: un “segno di riguardo e di grande considerazione affettiva”, sottolineano in una nota congiunta il Comune di Bologna, la Città metropolitana e Tper. L’azienda dei trasporti, “dopo avere verificato la fattibilità e lavorato a tal fine nei giorni scorsi- si legge nella nota- trasporterà lo storico autobus in piazza Medaglie d’oro in occasione della commemorazione della strage, come auspicato dall’amministrazione comunale e da gran parte dell’opinione pubblica, anche attraverso i media”.

Il 2 agosto di 37 anni fa il bus matricola 4030 della linea 37, utilizzato per il trasporto delle vittime, “diventò il simbolo di una città che reagì, spontaneamente e senza nemmeno attendere un attimo, ad una tragedia immane”, continuano le istituzioni e Tper: “Ancora oggi è rimasto nell’immaginario collettivo della città, insieme al boato e alla nuvola di fumo, come l’emblema della strage“. Dopo l’attentato, per poter permettere l’accesso più agevole delle barelle, “furono rimossi sul posto i montanti corrimano presenti in corrispondenza delle porte- si ricorda nella nota- poi ripristinati, in quanto il bus continuò ad essere utilizzato in servizio di linea ancora per lunghi anni“. Del 37, inoltre, “si ricordano i lenzuoli bianchi che furono fissati ai vetri per celare alla vista il carico di tragedia di quello che fu dapprima un improvvisato pronto soccorso mobile, poi, a tutti gli effetti, il primo carro funebre delle innocenti vittime dell’attentato terroristico”, ricordano le istituzioni e Tper.

Il trasporto di corpi e poveri resti dei morti dalla stazione all’obitorio continuò, a spola, fino a notte fonda. E in seguito, per onorare la memoria di quel giorno, “il bus 4030 non è stato mai dimenticato: dopo il suo ‘pensionamento’- spiegano Palazzo D’Accursio, Palazzo Malvezzi e Tper- è stato conservato nel capannone storico di via Bigari, al riparo da agenti atmosferici e da pericoli di danneggiamenti” (anche se, in realtà, almeno per un periodo nel deposito pioveva, tanto che il 37 era stato coperto con un telone di plastica). “La sede, purtroppo, da diversi anni, non è agibile al pubblico, anche se non manca certamente la volontà- assicurano Comune, Città metropolitana e Tper- di far tornare a nuova vita una collezione storica di mezzi pubblici tra le più importanti e affascinanti d’Italia. Questo sarà un tema di lavoro dei prossimi mesi per Tper e per le Istituzioni locali, alla ricerca di una soluzione che possa rendere nuovamente fruibili ai visitatori questi tesori del passato”.

Nel frattempo, Atc prima e poi Tper hanno curato la conservazione dei mezzi con una premura “museale”, si assicura nella nota. Una cura che, tra l’altro, per quanto riguarda il 37 “nasconde un retroscena particolare: diversamente dagli altri rotabili storici, in segno di riguardo e di grande considerazione affettiva, questo bus non è mai stato formalmente dismesso, ma tutt’oggi, seppur non circolante, resta immatricolato e targato come a quel tempo, per conservare la memoria storica di un testimone-simbolo del servizio alla città, nel bene e male, nella routine quotidiana quanto nella tragedia di un giorno”. Tragedia che coinvolse direttamente anche l’azienda dei trasporti: il 2 agosto anche il dirigente Mario Sica, in attesa al primo binario, rimase vittima dell’attentato.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

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01 agosto 2017

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