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Report del Consiglio grande e generale dell’1 agosto – Seduta mattutina

SAN MARINO – Il Consiglio Grande e Generale si apre con l’assenza annunciata dei consiglieri di Rete e Mdsi. Nel comma Comunicazioni i consiglieri di opposizione non mancano però di sottolineare le defezioni anche tra le fila di maggioranza e di rimarcare come il numero legale per l’avvio della seduta sia stata raggiunto solo grazie alla presenza della Reggenza. Ma soprattutto, forti sono le critiche per la convocazione di una seduta in agosto, senza i requisiti di straordinarietà e senza provvedimenti urgenti all’ordine del giorno. Per Alessandro Cardelli, Pdcs, rappresenta “l’ennesima forzatura”, spiega. “Noi oggi siamo in Aula comunque per correggere gli interventi proposti- motiva- primo fra tutti il decreto 87”, di cui chiede il ritiro o la sospensione. D’accordo anche Alessandro Mancini, Ps: “Invito a riflettere se, in questo momento, sia opportuno andare a ratifica quando pende un giudizio del Collegio dei Garanti. Non oso pensare cosa possa succedere se i decreti ratificati siano poi rigettati dal Collegio, non oso pensare i danni al sistema bancario”. Il neo capogruppo del Psd, Dalibor Riccardi, invece, annuncia che il suo partito si è confrontato sul decreto con il governo, concordando un emendamento: “Non condividiamo il metodo con cui è stato portato avanti- ammette- ma abbiamo cercato il dare il nostro contributo”, alla luce anche della mozione conclusiva del recente congresso del Psd che “ci chiede di ricominciare a dialogare con tutte le forze in campo”. Alle critiche sulla convocazione consiliare in agosto replica Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari esteri: “Non vedo nulla di eccezionale- manda a dire- è stato fatto anche in passato, è segno di voler affrontare i problemi del Paese con determinazione”. Mentre Lorenzo Lonfernini, Rf, risponde alla richiesta di sospensione del decreto 87: “Se abbiamo urgenza di far tornare in operatività i correntisti Asset, se davvero si vuole il confronto, non si può chiedere il ritiro dei decreti”.

Dall’opposizione, il Pdcs presenta due Odg su Cassa di risparmio, per voce di Marco Gatti: il primo impegna il Congresso di Stato “ad intervenire in sede di approvazione del bilancio di Cassa di Risparmio affinché sia formalizzato l’obbligo che ogni decisione inerente la eventuale cessione dei crediti “Delta” sia subordinata alla preventiva deliberazione dell’Assemblea dei Soci e che il Congresso di Stato, per rappresentare adeguatamente l’Eccellentissima Camera, dovrà altresì essere preventivamente autorizzato dal Consiglio Grande e Generale” . Parimenti, con il secondo Odg si chiede che il Congresso di Stato intervenga “in sede di approvazione del bilancio non approvando un bilancio di Cassa di Risparmio che preveda accantonamenti e/o svalutazione prudenziali dei crediti che non siano giustificati ed imprescindibili ma che siano tali da destabilizzare il patrimonio di Cassa e conseguentemente dell’intero sistema bancario e finanziario”.
Tra gli interventi in comma Comunicazioni si segnala infine l’annuncio dato dal segretario di Stato per gli Affari interni Guerrino Zanotti, ovvero l’organizzazione di una Conferenza di Pace sul conflitto israelo-palestinese a San Marino in autunno. Con la conclusione del comma Comunicazioni termina la seduta della mattina, i lavori riprenderanno nel pomeriggio dal comma 2, la ratifica del decreto 87 “Misure urgenti a sostegno di operazioni a tutela del risparmio”.

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

Comma 1. Comunicazioni

Pasquale Valentini, Pdcs
Per fortuna abbiamo a San Marino grandi imprese che l’internazionalizzazione se la sono fatta da sole, ma la stragrande parte delle nostre piccole e medie imprese non hanno questa possibilità, perciò è importante che lo Stato garantisca che le vie sono aperte, se sono chiuse invece non c’è prospettiva. Per questo il negoziato Ue non lo possiamo vivere come Monaco e Andorra perché hanno un altro rapporto con i Paesi vicini e altre esigenze. Il ritardo del negoziato a loro sembra funzionale, per noi non lo è, rischiamo invece di trovarci in difficoltà. L’anno passa velocemente, in autunno ci saranno altri appuntamenti ma poi si passa al 2018, credo sia opportuno che la Repubblica si interroghi sulle prospettive. Ci sono tanti nostri cittadini che stanno prendendo la doppia cittadinanza perché per poter studiare e lavorare fuori confine diversamente hanno difficoltà. Anche per il settore finanziario e bancario l’equivalenza, è indispensabile, al di là delle diatribe che abbiamo tra noi, dobbiamo cercare un metodo per fare un focus sui problemi da affrontare pensando che sia interesse comune.

Guerrino Zanotti, segretario di Stato Affari interni.
Intervengo sui fatti accaduti nei giorni scorsi sul conflitto israelo-palestinese, sappiamo che ha origini lontane, dalla fine del conflitto mondiale. Non possiamo esimerci dal far sentire la nostra voce, da sempre alimentata da dialogo e solidarità, e vogliamo adoperarci per imprimere una spinta per affrontare in via definitiva la questione israelo-palestinese. Non è infatti un questione regionale, ma legata a diritti civili e umani, che va oltre posizioni religiose e di bandiera. Preannuncio quindi la prossima organizzazione di una Conferenza di Pace sul nostro territorio, un appuntamento che permetta un confronto nella Repubblica di San Marino degli attori in campo. Sarà la dimostrazione che, pur nei piccoli gesti, continuiamo ad essere degni di solidarietà e dialogo tra diverse culture e religioni, impegnandoci a trovare la via alla cessazione dei conflitti presenti in quell’area. Annunciamo quindi l’intenzione di organizzare la Conferenza di Pace fra il mese di settembre e quello di ottobre, vuole essere un segno tangibile affinché la via diplomatica abbia la meglio sulla violenza.

Roberto Giorgetti, Rf
Cosa si intende per confronto democratico e democrazia? Errori e mancanze ci possono essere, ma una cosa è la mancanza di opportunità di confrontarsi, un’altra è la diversità di approccio e metodi, una dinamica che esiste da sempre. Negli anni ’90 le decisioni del congresso erano nascoste, le convenzioni erano firmate di nascosto e si venivano a conoscere mesi dopo. A chi ci muove tali critiche, ricordo il passato e che restano diversità di vedute certamente, emerse già in campagna elettorale.
La maggioranza sta e ha costantemente assicurato il numero legale in aula, è un suo onere perché in primis spetta alla maggioranza. Se poi vi sono scelte diverse, come il non partecipare ai lavori sono legittime- le rispettiamo, possiamo non condividerle- ma motivarle per una mancanza del sistema democratico mi sembra una forzatura. Inoltre non è nemmeno vero che non abbiamo avuto un confronto approfondito su certi temi, per esempio nell’ultima commissione Finanze sulla legge per lo Sviluppo. Se però non si trova convergenza su temi fondamentali per il futuro, la soluzione non può essere la paralisi, ognuno deve portare avanti il suo ruolo e noi lo facciamo.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Noi come Dc abbiamo scelto di essere presente oggi. In Ufficio di Presidenza abbiamo sollevato dubbi sui metodi e sui contenuti della convocazione. Ma oggi, nonostante l’ennesima forzatura, siamo qua. Oggi ci sono 28 consiglieri di maggioranza, ma si è raggiunto il numero legale con Reggenza, e la presenza dell’opposizione ha aiutato i lavori in Aula. Capisco chi legittimamente ha deciso di uscire e non esserci. Capisco la frustrazione di Rete, sono mesi in cui non c’è confronto e non si parla in modo costruttivo dei problemi del Paese, il governo va avanti senza confronto. Anche oggi si adduce la straordinarietà della convocazione, ma all’Odg non c’è niente di straordinario. E se l’Assestamento è considerato urgente, perché all’ordine del giorno c’è altro? Non c’è nessun elemento di straordinarietà. Noi oggi siamo in Aula comunque per correggere gli interventi proposti, primo fra tutti il decreto 87. Il Collegio Garante ha accolto e reso ammissibile la nostra questione di legittimità sui decreti, verranno esaminati e, se ritenuti illegittimi, cosa si farà? Volete ancora andare avanti? Come Pdcs noi chiediamo di ritirare o sospendere il decreto 87 finché i Garanti non entreranno nel merito del provvedimento che lo ha preceduto. In tutti i Paesi, quando passano fasi straordinarie, si ricerca condivisione, qui no, succede il contrario, più il momento è straordinario più le soluzioni sono prese da un solo soggetto. Credo anche che il negoziato Ue sia importante. Sono 8 mesi dall’inizio di questa legislatura e ancora non c’è stato un confronto sulle linee di indirizzo, eppure è una partita su cui si giocherà il futuro di San Marino. Auspico il dibattito prima possibile.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
La seduta si svolge con un’assenza evidente, metà delle forze di opposizione ha scelto di non partecipare ai lavori consiliari. Noi invece abbiamo scelto di essere qua a continuare l’azione critica che spetta alle forze di opposizione. All’ordine del giorno di straordinario non c’è nulla, potevate convocare il Consiglio a settembre e compiere qualcosa di più funzionale, invece abbiamo un Odg privo di consistenza.
Se volete lavorare in modo diverso coinvolgeteci, coinvolgete le parti. Ci risulta che l’incontro vuto ieri da governo e sindacati non sia andato bene e che vi siete dovuti rimangiare l’accordo fatto. Così, nel momento straordinario voi giocate ‘alla politica’, ma non va a vostro vantaggio e purtroppo neanche del Paese. Voi state confondendo il nostro ruolo di ‘opposizione a sostegno’ con ‘l’opposizione a contrasto’.
E’ normale, secondo voi, che si distribuiscano dati riservati su persone, cittadini, società o gruppi, è normale escano dalle istituzioni e che per giorni interi siano sulle pagine dei giornali eppure il governo non prenda posizione? Sapete benissimo che c’è la norma ‘criterio di riservatezza bancaria’ ed è qualcosa che spetta a tutti i cittadini. Infine, invito anche io il segretario per gli Affari Esteri a portare in Aula il negoziato Ue.

Alessandro Mancini, Ps
Com’è noto, già dall’Ufficio di Presidenza di Giugno, l’ opposizione si era opposta a questa convocazione perché non vi erano e tuttora non vi sono ragioni di straordinarietà. In precedenza il Consiglio si è svolto in agosto in caso di crisi politiche, di passaggio di legislatura, fasi appunto straordinarie. L’Assestamento di bilancio poteva essere trattato in tempi diversi, tra giugno-luglio, ma anche nei primi giorni di settembre, ma le nostre richieste sono cadute nel vuoto e oggi ci troviamo un Consiglio che non contiene solo l’Assestamento di bilancio, ma è assolutamente ordinario, con istanze e decreti. Non posso non rilevare che alcune forze di opposizione responsabili sono in Aula e, vista anche la numerosa assenza di consiglieri di maggioranza, mi fa piacere di essere qui a garantire il numero legale. Oggi la presenza dei consiglieri di maggioranza è solo di 28 unità, segno che i problemi evidenziati dall’opposizione c’erano anche per la maggioranza. Ma il rispetto, nei confronti delle opposizoni, non c’è. Poco fa ci è stata consegnata lettera del segretario Celli in cui ci riferisce che non è in grado di rispondere all’interpellanza in tema di giustizia. Non so perché non abbia risposto il Segretario con delega alla Giustizia, immagino sia stata una superficialità, non voglio pensare non si volesse rispondere. E’ la conferma che ‘si gioca alla politica’. Fuori palazzo c’è uno scontro sociale altissimo, ma la maggioranza fa blocco e non si confronta. Oggi ci sarà la ratifica di un decreto ritirato e poi riproposto, le opposizioni nel precedente Consiglio avevano chiesto di ritirare tutti e tre i decreti, uno è stato ritirato. Nel frattempo il Collegio dei Garanti ha accettato il ricorso delle forze di opposizione e dovrà entrare nel merito ed esprimersi sulla legittimità dei decreti. Invito a riflettere se, in questo momento, sia opportuno andare a ratifica quando pende un giudizio del Collegio dei Garanti. Non oso pensare cosa possa succedere se i decreti ratificati siano poi rigettati dal Collegio, non oso pensare i danni al sistema bancario.

Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari esteri
Non vedo nulla di eccezionale nel convocare il Consiglio Grande e Generale anche in agosto, è stato fatto anche in passato, è segno di voler affrontare i problemi del Paese con determinazione. Ringrazio i consiglieri che sono qua. Capirei le proteste se i decreti venissero emanati e poi non portati a ratifica, questo sarebbe grave. Invece è stato scelto di emanarli e di portarli in ratifica nel primo Consiglio valido, proprio perché arrivino subito all’attenzione dell’Aula. Ho sentito il rilievo sul numero legale, è stato garantito dalla maggioranza presente e dalla Reggenza in questa seduta, cosa successa tante volte, non vedo cosa ci sia di eclatante. Poi ovvio, i consiglieri di opposizione possono decidere di allontanarsi finché non c’è il numero legale. Capisco si voglia fare sensazionalismo su tutto. La volontà espressa da un gruppo di non partecipare ai lavori consiliari è una scelta che mi preoccupa, ma non è una novità. E’ successo anche nella passata legislatura, con lo stesso gruppo e con un’altra maggioranza. Allora non ebbe tutta questa enfasi da parte di chi era in maggioranza e ora è all’opposizione.
Europa: sul T2- questione n ballo da tempo immemore- dogane, certificazione dei prodotti stiamo lavorando e speriamo le questioni si possano risolvere anche prima dell’arrivo della conclusione di un testo negoziale. Ma bisogna che le cose ce le diciamo: io ho sempre riferito in Commissione Esteri su alcune intenzioni del governo in merito negoziato. Organizzare incontri preparatori tecnici, insieme altri due piccoli Paesi, per arrivare a posizioni comuni con la delegazione Ue è un indirizzo politico condiviso in Commissione e comporta un lavoro più consistente per la partecipazioni agli incontri. Ma alcuni risultati sono già venuti. Ho poi sempre riferito su incontri ai massimi livelli con gli organismi europei- Alto Commissario Mogherini e Presidente Junker- tutte cose portate avanti in 4 mesi di lavoro. L’input era di innalzare il livello di interlocuzione da tecnico a politico. Quindi c’è stato anche l’incontro con Alfano per avere il supporto dell’Italia nel negoziato. Perché non abbiamo fatto un dibattito in Consiglio? Perchè, a parte l’intensificazione dei rapporti e le missioni, la linea rispetto quella della passata maggioranza non è cambiata. E lo abbiamo scritto nel programma di governo che ci sarebbe stata continuità e implementazione a questo lavoro. Il team negoziale è rimasto per lo più invariato, il prof. Baratta è rimasto confermato. Arrivo ad una proposta: nell’ambito di riservatezza che è fondamentale mantenere, possiamo cercare di stabilire, da autunno in avanti, una Commissione esteri fatta a porte chiuse, in cui si danno alcuni aggiornamenti qualificati sul percorso negoziale che stiamo svolgendo. Ci tengo a ribadire che il negoziato Ue è prioritario per questo Governo e per la maggioranza e non disconosco nulla su quanto fatto in passato. Un tema rilevantissimo, lo sappiamo, riguarda la Convenzione monetaria. Non fu questo governo a firmarla. La convenzione impone vincoli molto stringenti al settore bancario e finanziario, noi stiamo cercando di fare di tutto per rappresentare le posizioni di San Marino e la crisi del settore che stiamo vivendo, in maniera tale che si possano adottare modalità per portare la Convenzione monetaria all’interno del negoziato e che ci siano tempi di applicazioni sostenibili al paese. Su questo stiamo lavorando e speriamo di avere risultati, che non saranno del governo, ma di tutto il paese.

Iro Belluzzi, Psd
La Convenzione monetaria fu firmata nel 2012 con govero Dc, Ap, Ns, più il Nuovo partito socialista. È giusto che sia rivista perché limita grandemente la Repubblica di San Marino. L’allora Segretario Esteri firmò una convenzione veramente penalizzante.
E’ stato convocato un Consiglio in agosto da Adesso.sm senza nemmeno controllare che la maggioranza stessa fosse in grado di garantire il numero legale. Abbiamo il paradosso che la Reggenza, da un lato è fuori dal Consiglio perché non partecipa alle votazioni, d’altro canto va a garantire il numero legale per poter iniziare i lavori consiliari. Certo i temi da affrontare sarebbero altri. Il confronto sarebbe necessario per traghettare il Paese fuori dal momento critico. Noi, forze di minoranza, forze sociali e categorie non vediamo un percorso coerente di uscita, sembra piuttosto un pantano da cui la maggioranza cerca di uscire con aggiustamenti dell’ultimo momento. Chiedo alla maggioranza e, in particolare, al segretario Celli di non percorrere strade che mirano a dividere le forze in Aula. Non recrimino le posizioni assunte dai colleghi di minoranza oggi assenti, forse sono più realisti di chi fino all’ultimo momento cerca condivisione e aggiustamento delle norme.

Marco Gatti, Pdcs
Sta venendo meno il rispetto verso la Reggenza, i consiglieri e verso chi lavora. Come prassi la Reggenza comunica ai consiglieri i periodi di convocazione e non era stato comunicato ci sarebbe stato questo Consiglio, in agosto sarebbe giustificato per elementi di straordinarietà veri. Oggi facciamo invece un Consiglio ordinario e a seguito di questo ci sono gruppi che hanno preso decisioni diverse. Se andiamo avanti di forzature è difficile per tutti. Il Consiglio non è straordinario perché i provvedimenti, se fossero stati portati a settembr,e non avrebbero cambiato niente. Il decreto è di per sé attuativo, poteva essere ratificato a settembre. Il governo e la maggioranza dovrebbero essere più preoccupati sul giudizio di legittimità che sulla ratifica. Urgenza non esiste neanche sul bilancio di Assestamento, non vi sono interventi che da un mese all’altro cambiano le situazioni del Paese. Questo Consiglio è una mancanza di rispetto. Mi appello affinché questa sia l’ultima delle forzature. Presento infine due Odg su Cassa di risparmio, su cui lo Stato ha investito tanto ed è un elemento centrale per la stabilità del sistema finanziario. Ci arrivano voci sulla cessione dell’intero pacchetto Delta che vale i 2/3 dell’azienda e ci preoccupano.

1) ‘Il Consiglio Grande e Generale considerato

– il delicato momento che sta percorrendo il sistema bancario sammarinese;

– la scelta di sostenere la Cassa di Risparmio con interventi importanti da parte dello Stato anche in termini di patrimonializzazione diretta;

– la valenza di Cassa di Risparmio quale primo elemento di stabilità dell’intero sistema bancario e finanziario sammarinese;

– che i crediti “Delta” per Cassa di Risparmio costituiscono i due terzi del valore dell’azienda stessa;

– che la cessione di un così importante asset dell’istituto di cui l’Eccellentissima Camera è socio di maggioranza, al pari della cessione di un immobile dello Stato, non possa avvenire senza l’autorizzazione preventiva del Consiglio Grande e Generale;
impegna
il Congresso di Stato ad intervenire in sede di approvazione del bilancio di Cassa di Risparmio affinché sia formalizzato l’obbligo che ogni decisione inerente la eventuale cessione dei crediti “Delta” sia subordinata alla preventiva deliberazione dell’Assemblea dei Soci e che il Congresso di Stato, per rappresentare adeguatamente l’Eccellentissima Camera, dovrà altresì essere preventivamente autorizzato dal Consiglio Grande e Generale.

2) Il Consiglio Grande e Generale considerato

– l’impegno dello Stato nella ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio, quale elemento imprescindibile per garantire la stabilità dell’intero sistema bancario e finanziario sammarinese;

– la necessità di continuare a garantire sostegno con scelte adeguate che contemperino le esigenze di allineamento ai migliori standard internazionali con quelle di sostenibilità per il bilancio della Cassa stessa, per il bilancio dello Stato e per il restante sistema bancario;

impegna

il Congresso di Stato ad intervenire in sede di approvazione del bilancio non approvando un bilancio di Cassa di Risparmio che preveda accantonamenti e/o svalutazione prudenziali dei crediti che non siano giustificati ed imprescindibili ma che siano tali da destabilizzare il patrimonio di Cassa e conseguentemente dell’intero sistema bancario e finanziario.

Denise Bronzetti, Ps
Oggi si vuole far apparire come normale un Consiglio che si svolge in agosto. Il problema è averlo richiesto con il carattere dell’urgenza e poi, oltre a non avere niente di urgente al suo interno, ha anche l’aspetto di un Consiglio che per primo è stato tenuto poco in considerazione persino da esponenti di maggioranza. Non si può sottovalutare il fatto che oggi il numero legale inAula è garantito dalle loro Eccellenze. Non fate essere per normale quello che normale non è. A proposito di condivisione, faccio notare alla maggioranza, e in particolare a Celli, che non è andando a bussare alle porte dei colleghi di opposizione alle 10 di sera che si può portare a due-tre numeri in più. E’ questo è il nuovo metodo della politica? Così si ricerca confronto e condivisione sui progetti? .

Dalibor Riccardi, Psd
Questo è il mio primo intervento da capogruppo. Il 21 luglio scorso abbiamo avuto il congresso e abbiao dato una nuova classe dirigente al partito. Domani sarà la volta della nomina del presidente, candidato un under 35, così come neo segretario e capogruppo. Si è voluto dare un segnale forte per evidenziare che dentro il partito c’è ancora tanta presenza e attenzione e ci sono tanti giovani per fortuna. È un segnale molto importante e la maggioranza lo dovrebbe guardare bene. Qualcuno in aula si è riempito spesso la bocca di rinnovamento, ma non ha dato continuità con un nuovo modo di fare politica. Noi non abbiamo parlato ma abbiamo fatto. Dall’insediamento del nuovo segretario abbiamo cercato di dare il nostro contributo, per esempio, con un emendamento che verrà ratificato nel successivo comma. Non condividiamo il metodo con cui è stato portato avanti il decreto, ma abbiamo cercato il dare il nostro contributo. La mozione conclusiva ci chiede di ricominciare a dialogare con tutte le forze in campo, perché un partito come il nostro, con una cultura di governo, deve stemperare la tensione sociale e affrontare la crisi, cercando soluzioni per uscirne. La ricerca el dialogo deve per essere fatta in modo paritario con tutte le forze in Aula. Abbiamo fatto anche la serata del 28 luglio con altre forze politiche.

Gian Carlo Venturini, Pdcs
Oggi ci troviamo in un Consiglio inusuale, in cui la maggioranza ha messo la Reggenza in una situazione di imbarazzo in apertura di seduta, con 30 componenti, incluso i Reggenti, che hanno garantito la legalità del numero. All’Odg troviamo il decreto 87 che era stato ritirato dal governo e oggi presentato, anche se l’accordo con i sindacati prevedeva la ratifica solo dopo confronto. Se questo Consiglio si fosse tenuto a inizio settembre o a fine agosto non cambiava niente, ma ci sarebbe stato un maggior confronto su temi vitali per il Paese. Oggi la nostra presenza in Consiglio è motivata perché, per quello che ci è consentito, vogliamo cercare di discutere e migliorare le proposte del governo, in particolare sul decreto e poi sull’assestamento.
Pare che Celli prediliga solo il confronto con alcune forze politiche di opposizione, invitate a un confronto, invito poi rifiutato dalla stesse. Il dialogo su certe questioni non può essere limitato a sotterfugi e inciuci. Va ritrovata serietà. Presenteremo emendamenti anche se sappiamo non saranno accolti. Altra forzatura, la pubblicazione di un elenco in cui sono messi alla berlina soggetti accusati di aver generato credito di imposta, senza tener conto che maggior parte ha già regolarizzato la sua posizione senza generare alcun credito. Più corretto sarebbe stato comunicare i principali debitori delle banche e attivare quanto prima centrale rischi. Ma non c’è volontà. In questi giorni inoltre ho appreso dalla stampa la messa in liquidazione di Smia. E’ facola del governo decidere se mantenere o meno la società, se credere nello sviluppo dell’aeroporto internazionale Rimini-San Marino e nell’aviosuperficie di Torraccia. Credo sia opportuno avere delle proposte di rilancio di un settore vitale per il nostro Paese e per il comparto turistico e commerciale. Sarebbe opportuno capire gli intendimenti del governo sul futuro dell’aviosuperficie di Torraccia e sull’aeroporto Rimini-San Marino.

Francesco Mussoni, Pdcs

Più che su un confronto, il governo procede per via estemporanea, propongo di fissare una seduta del Consiglio con la consapevolezza che il Paese non si regge sulle dinamiche che fino ad oggi lo hanno retto. Lo sforzo dovrebbe essere da parte di un governo che non si occupa solo di soluzioni a problemi contingenti e magari autogenerati, dovremmo fare uno sforzo corale. Ci troviamo una maggiorana che fa fatica a trovare il numero legale, a decreti la cui ratifica viene accelerata mentre il giudizio di legittimità avrebbe suggerito una pausa. Gli Odg proposti dal Pdcs sono coerenti con la con natura pubblica di Cassa, con l’idea di un’azienda strategica dello Stato e delle regole e funzioni di Cassa. Riteniamo che sottoporre alla valutazione del Consiglio eventuali tecnicismi e svalutazioni sia una proposta di garanzia al di là del ruolo di maggioranza e opposizione. Ultima cosa, sottolineo la gravità degli elenchi diffusi dal Segretario in Aula, pubblicati da una sola testata. Spero non ci sia stata intenzione di violare il segreto bancario e nella buona fede, ma sarebbe stato più coerente pubblicare l’elenco dei debitori effettivi, non di chi ha saldato le sue posizioni. Credo ci saranno conseguenze spiacevoli e che il passaggio non sia stato edificante per la fiducia in un sistema.

Stefano Canti, Pdcs
Presento una interpellanza con cui chiediamo i dati della liquidità e della raccolta del sistema bancario e finanziario.Guardando anche gli ultimi dati pubblicati sul sito di Bcsm, al 31 marzo 2017, abbiamo notatoche in un anno c’è stato un calo di liquidità. Da Marzo 2016 a marzo 2017 il calo raccolta è stato maggiore rispetto quello avuto con la voluntary disclosure un anno prima. Savorelli ha portato da solo un calo maggiore della voluntary, è una valutazione da fare se il bando per la sua assunzione richiedeva il rilancio del sistema.

Jader Tosi, C10
Questo Consiglio di agosto è sicuramente una condizione straordinaria che sta affrontando il Paese. E’ la storia del “mi salvo o vado a picco”. A chi accusa sulla ricerca di dialogo avuto in questi giorni con alcune forze di opposizione: governo e maggioranza hanno il dovere di provare a ricercare il dialogo, non si può continuare con l’imbarbarimento della politica, ma il confronto si cerca con chi lo vuole, con chi ci sta. Se sono all’opposizione, le loro considerazioni saranno ancora più preziose.

Lorenzo Lonfernini, Rf
Sulla pubblicazione della lista dei debitori: al di là del fatto che per certi versi mi trovo d’accordo con i consiglieri di opposizione, io resto colpito dalle ricorrenti concessioni di crediti a persone giuridiche. Si tenga presente quindi come i crediti venivano concessi. E’ evidente che la ratifica del decreto sulle banche non è una casualità, ma volontà di governo e maggioranza di portarli in ratifica nel più breve tempo possibile e questo valorizza il ruolo del Consiglio, al contrario di tutto quello che è stato detto. Governo e maggioranza devono trovare condivisione, se carenze ci sono state, chiediamo venia. Ma se abbiamo urgenza di far tornare in operatività i correntisti Asset, se davvero si vuole il confronto, non si può chiedere il ritiro dei decreti. Approfitto per augurare buon lavoro alla nuova dirigenza Psd.

01 agosto 2017

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