Bianchi: “subito nucleo operativo per la Valle del Sacco”

Valle_Sacco1ROMA – “Un nucleo operativo interassessorile che, sull’esempio della Valle della Ruhr, sia in grado di dare alla Valle del Sacco una visione di sviluppo condivisa. E’ quello propongo agli assessorati regionali allo Sviluppo, all’Agricoltura e all’Ambiente terminata la fase di riperimetrazione del Sin. Se vogliamo affrontare veramente il tema ‘Valle del Sacco’ dobbiamo partire dalla conoscenza del territorio. Parliamo di un’area che da una parte ha un anello adiacente al fiume e zone industriali da bonificare, dall’altra zone circostanti di pregio, molte delle quali producono prodotti enogastronomici di eccellenza.

Avendo in mente questa distinzione, dobbiamo metterci a tavolino e assumerci la responsabilità di dare a tutta la Valle una visione chiara di sviluppo, capace di generare occupazione e qualità della vita. Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale creare quanto prima un nucleo operativo formato dagli Assessorati Regionali allo Sviluppo, all’Agricoltura e all’Ambiente”. Così Daniela Bianchi, Consigliera Regionale del gruppo Si-Sel e coordinatrice del Tavolo “Valle del Sacco” presso VIII Commissione a margine del Convegno sul tema Valle del Sacco organizzato a Patrica dall’amministrazione comunale e alla presenza di sindaci, istituzioni, associazioni, Assessorato all’ambiente della Regione Lazio e rappresentanti dell’Arpa.

Continua Bianchi: “Il nucleo avrà il compito di coinvolgere tutti gli attori del territorio per definire assieme il futuro della Valle del Sacco con un progetto operativo che potrà sfruttare i fondi stanziati per la bonifica e quelli che stanno arrivando dall’Europa: dal piano sulla reindustrializzazione da 150 milioni di euro, ai 780 milioni destinati all’agricoltura del nuovo Psr, ai 100 milioni sull’innovazione. L’esempio da seguire è quello della Valle della Ruhr in Germania, dove non si sono fermati a bonificare i terreni, ma hanno cambiato l’anima di quella terra. Sono passati in pochi anni da un’economia inquinante e fondata sul carbone a un’economia fondata sulla cultura. Hanno riqualificato il tessuto urbano, riscoperto il verde pubblico, trasformato il paesaggio con musei, teatri, spazi espositivi e università. Oggi in quell’area ci sono 15 atenei e centri di ricerca ed è visitata ogni anno da oltre 8 milioni di turisti. Anche noi possiamo fare lo stesso e dare una nuova anima alla Valle del Sacco partendo dal basso, dal territorio. Spero che questa stessa linea venga sostenuta soprattutto dall’Assessore all’Ambiente Mauro Buschini, con il quale auspico un incontro a breve per mettergli a disposizione tutto il lavoro fatto in questi anni sul territorio con enti e associazioni”, conclude.

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1 Luglio 2016
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